Bambini in auto? I sedili Ford resistono ai test di usura più severi

Ford rassicura i genitori con i test sugli interni: tessuti e plastiche resistono a qualsiasi macchia e maltrattamento

21 gennaio 2013 - 7:00

Quante volte si è costretti a occultare macchie indelebili o strappi della tappezzeria con orrendi copri sedili universali? Questa tendenza sembra aumentare esponenzialmente al passaggio di bambini in auto. Ford nella sua continua ricerca per la soddisfazione del cliente (vedi i test di durata della nuova Fiesta) ha messo a dura prova i tessuti e le plastiche degli interni con macchie, colpi e abrasioni, perché l'auto sia accogliente come il suo primo giorno.

SEDILI SOFFICI MA ROBUSTI – Durante i test di sviluppo del Multi-Activity Vehicle B-Max (qui gli speciali crash test cui è stata sottoposta), gli ingegneri Ford hanno eseguito una serie di test in laboratorio per assicurare che gli interni siano sempre resistenti nel tempo e a prova di bambini o animali domestici. Alcuni campioni di tessuto sono stati maltrattati con strumenti appuntiti, mentre le plastiche hanno dovuto sopportare ripetuti colpi assestati con una pesante sfera di gomma dura. I materiali impiegati per i rivestimenti sono stati immersi completamente in fango, latte e pappe per valutare la resistenza alle macchie e la lavabilità. “Sottoponendo gli interni a ogni genere di prova per simulare tutto ciò che può capitare, dalle bibite rovesciate alle scarpe sporche di fango, abbiamo reso la B-MAX pronta ad affrontare qualsiasi sfida” ha dichiarato Mark Montgomery, ingegnere senior materiali, di Ford Europa. “Avendo io stesso dei bambini, ho una certa familiarità con i piccoli disastri che a volte possono capitare”.

24 ORE DI MACCHIE E ABRASIONI –  I test di resistenza alle macchie vengono eseguiti immergendo i tessuti per 24 ore in liquidi di diversa natura come grasso, fango e di genere alimentare per poi accertarne la lavabilità, poiché, come vi abbiamo dimostrato nel test degli smacchiatori, il tempo influisce molto sulla facilità con cui la macchia va via. Per verificare la resistenza dei tessuti alle abrasioni causate dalle cerniere degli abiti e dalle fibbie degli zaini per la scuola, gli ingegneri Ford hanno fatto ricorso a fedeli riproduzioni di armi medievali. Nel test del mazzafrusto (in gallery) le sfere chiodate di metallo colpiscono i tessuti 600 volte per verificarne la resistenza. Gli stessi tessuti vengono poi ripetutamente sfregati con del velcro per simulare lo strofinio di zip e cerniere metalliche per 60.000 volte, senza sosta, nell'arco di 17 ore. I tappetini, invece, sono sottoposti a lunghi cicli di usura forzata tramite uno speciale macchinario dotato di ruote abrasive che simula il calpestio delle scarpe quando si sale e si scende dall'auto.

UN CALCIO A -30° – I test d'impatto, condotti fino 30 gradi sottozero, permettono di valutare la resistenza di quei particolari dell'abitacolo (in particolare la zona inferiore) esposti ad accidentali colpi con le scarpe. A quella temperatura le plastiche tendono a essere più fragili, e colpendole con una sfera di gomma dura, dieci volte più pesante di un pallone da calcio regolamentare (circa 4,5 kg di forza), si evidenziano eventuali elementi da irrobustire per l'effetto di colpi e urti. “Questi test ci servono ad assicurare alle famiglie, nel tempo, la stessa qualità e l'elevato comfort all'interno dell'abitacolo che provano quando entrano nell'auto la prima volta,” ha sottolineato Montgomery.

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