Avvocati all'attacco: ''Tanti di quei verbali sono prescritti''

Multe anche di dieci anni fa mai recapitate e mai riscosse. Nel paese dei condoni e dello scudo fiscale, agli automobilisti tartassati si propone un "concordato". Che non è un colpo di ...

27 marzo 2010 - 12:49

Multe anche di dieci anni fa mai recapitate e mai riscosse. Nel paese dei condoni e dello scudo fiscale, agli automobilisti tartassati si propone un “concordato”. Che non è un colpo di spugna, anzi. Solo uno “sconto”, o meglio il tentativo in extremis di incassare per sanzioni a volte finite in prescrizione e dunque inesigibili.

La sanatoria proposta dal Comune si riferisce ai «debiti derivanti da infrazioni al codice della strada accertate al 31 dicembre 2004». Si può estinguere il debito – e chiudere il contenzioso in caso di un ricorso – pagando solo il minimo della sanzione amministrativa prevista per la violazione commessa, più le spese procedurali e di notifica, l'aggio di riscossione ridotto al 4% e il rimborso per le spese sostenute. Data ultima per chiudere i conti: il 15 maggio 2010.

Lo studio dell'avvocato Raniero Valle in questi giorni è sommerso dalle pratiche e dai quesiti come quello di tantissimi suoi colleghi. L'avvocato spiega: «Vi siete chiesti perché tale agevolazione riguarda solo le infrazioni commesse fino al 31/12/2004? Perché il punto è proprio questo: il Comune di Roma ha riposto fondate aspettative di impinguare le proprie casse tramite l'adesione in massa da parte dei cittadini alla proposta di condono». «Tuttavia – continua Raniero Valle – l'Equitalia Gerit si è ben guardata dal comunicare agli stessi cittadini che le sanzioni amministrative accertate fino al 31.12.2004 sono ad oggi prescritte, cioè non più esigibili».

La casistica è infinita. Ogni verbale ha una sua storia. Si può dire tuttavia che nella maggior parte dei casi le contravvenzioni non sono state regolarmente notificate. Oppure sono state notificate ma sono decorsi più di 5 anni tra la data dell'infrazione e la data della notifica della cartella esattoriale di pagamento. «Richiedere ai cittadini somme non dovute – riprende l'avvocato – concretizza un comportamento certamente contrario ai principi di trasparenza, correttezza e buona fede ai quali dovrebbero uniformarsi sia l'Equitalia che il Comune di Roma. Sia quando propongono il condono, sia quando richiedono il pagamento di multe risalenti a data antecedente il 31/12/2004, ben sono a conoscenza che le somme richieste non sono dovute in quanto avvinte in prescrizione».

Non è la prima volta che Equitalia Gerit si lancia in operazioni di questo tipo. Non a caso negli ultimi mesi alcune agenzie hanno intravisto un piccolo businness aprendo uno “sportello Gerit” offrendosi di istruire i ricorsi e impugnare gli atti e chiedono una percentuale solo in caso di esito positivo. La prescrizione, infatti, va comunque impugnata. Chi ci rimette sono comunque i cittadini. Come comportarsi se non si intende aderire al concordato? «Il cittadino – suggerisce l'avvocato Valle – può non aderire e impugnare presso la cancelleria del Giudice di pace il primo atto che riceve, sia esso un sollecito di pagamento o una diffida o un preavviso di fermo. In questo caso previa sospensione del provvedimento». Nel caso in cui si fa riferimento alla notifica, Equitalia dovrà produrre in giudizio la documentazione attestante la consegna del ruolo.

La Finanziaria 2008 poi ha assestato un altro colpo al “finto condono” di Equitalia. Prevede che – a decorrere dal primo gennaio 2008 – «gli agenti della riscossione non possono svolgere attività finalizzate al recupero di somme iscritte in ruoli relativi a sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada per i quali, alla data di acquisizione la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo». Tradotto in proposte di concordato vuol dire centinaia e centinaia di lettere da cestinare.

fonte – ilmessaggero.it

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