Aversa, la legittimità dei parcometri è messa in crisi dall'assenza della normativa che ne regola l'applicazione.

L'impressione che si ha leggendo le notizie sulla gestione della sosta a pagamento è che questo 2010 sarà un'anno molto critico per chi pensava di fare business con le famose strisce blu.

8 maggio 2010 - 21:01

L'impressione che si ha leggendo le notizie sulla gestione della sosta a pagamento è che questo 2010 sarà un'anno molto critico per chi pensava di fare business con le famose strisce blu.

Arresti e avvisi di garanzia sono all'ordine del giorno, dalle indagini vengono fuori nomi legati ai vertici politici nazionali, le indagini vanno spedite, speriamo solo che non finisca tutto in un bolla di sapone, gli Italiano reclamano i loro diritti.

In tema omologazioni dei parcometri non solo non risulta la conformità alle direttive ministeriali ma, sulla base degli accertamenti svolti dai giudici e dalla polizia municipale, sembra che le direttive non siano mai state emanate. Il caso dei «parcometri illegittimi», che in autunno aveva provocato l'annullamento di due multe per divieto di sosta, è tornato alla ribalta con due nuove sentenze del giudice di pace di Firenze. Magistrati diversi, ma stessi ricorsi e stesse motivazioni: il codice della strada prevede l'uso di dipositivi di controllo della sosta, ma prevede anche che siano regolati da una normativa che Palazzo Vecchio non ha mai potuto applicare perchè il ministero delle Infrastrutture non l'ha mai emanata. In attesa del nuovo piano sosta del Comune, che doveva entrare in vigore a inizio anno e che prevede l'eliminazione dei parcometri riservandoli solo ad alcune aree a rotazione rapida, la sosta a pagamento rischia dunque di diventare una delle spine nel fianco delle casse comunali.

Gli ultimi due casi, finiti sulla scrivania del giudice Sgherri, sono partiti dai verbali di violazione al codice della strada notificati a due automobilisti fiorentini che avevano parcheggiato la propria autovettura in viale Petrarca e in via Mascagni, nella zona di Porta Romana. Inserito il denaro nella macchinetta, i due ricorrenti si erano dimenticati di spostare la vettura prima che scadesse il tempo. Al loro ritorno avevano trovato una multa perché, come si legge nei verbali firmati dai vigili, «sostava in zona parcometro superando il periodo consentito per la sosta». Niente da dire, almeno in apparenza. Invece i due automobilsiti hanno contattato l'avvocato Gionata Billi e, con l'aiuto del legale, hanno impugnato il verbale rivolgendosi al giudice di pace.

I ricorsi dell'avvocato Billi hanno tirato in ballo la normativa regolamentaria di attuazione e hanno preso spunto dall'articolo 7 del Codice della strada. Al comma 1, lettera f, si legge che «i Comuni possono stabilire aree destinate al parcheggio sulle quali la sosta dei veicoli è subordinata al pagamento di una somma da riscuotere mediante dispositivi di controllo di durata della sosta, fissando le relative condizioni e tariffe in conformità alla direttive del ministero delle Infrastrutture». Il nodo è proprio questo. Non solo non risulta la conformità alle direttive, ma sembra che le direttive non siano mai state emanate. Gli stessi vigili urbani, con una nota che era stata prodotta durante una delle due udienze svolte in ottobre davanti al giudice Pecchia, avevano affermato che «nonostante le ricerche, non ci risulta che sia mai stata emanata alcuna direttiva in tal senso».

Il giudice Sgherri ha quindi accolto i ricorsi e ha annullato i due verbali redatti dalla polizia municipale. A questo punto, visto che si tratta della quarta sentenza in materia e visto che sono stati già depositati altri ricorsi che saranno discussi nei prossimi mesi, non è difficile immaginare che i giudici si esprimano ancora a favore dei ricorrenti. Se le direttive fossero davvero inesistenti, mancherebbe infatti la norma presupposta per la legittimità dell'installazione di tutti i parcometri a causa del mancato rispetto dell'articolo 7 del Codice della strada. Il comandante dei vigili, Massimo Ancillotti, aveva parlato di «questione da risolvere». Pochi giorni dopo l'annullamento delle prime due multe, il sindaco Renzi aveva presentato il nuovo piano della sosta, spiegando che i dispositivi per il controllo della sosta sarebbero stati rimossi. Allo stato, però, i parcometri sono ancora al loro posto e i ricorsi continuano ad aumentare.

Il comitati anti strisce blu è disponibile a supportare chi cade vittima di una multa ingiusta, inviate pure le richieste a oliva.giuseppe@yahoo.it.

fonte – aversa.blogolandia.it

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