Autovelox sulle provinciali di Milano: è polemica

La Provincia di Milano annuncia 10 autovelox nuovi e scoppia la polemica

19 giugno 2012 - 6:00

Dieci autovelox nuovi sulle strade della Provincia di Milano, ed è subito polemica. Milano-Meda, Rho-Monza, Padana Superiore e Vermezzo-Binasco: su queste provinciali, negli ultimi anni, si è registrato un numero elevato di incidenti, ed ecco perché per la prima volta sono stati installati dieci macchinette fisse.

DOVE – In particolare, lunedì 18 maggio sono entrati in funzione due autovelox, uno per ogni senso di marcia, sulla superstrada Milano-Meda. Entrambi nei confini di Paderno Dugnano: il primo al chilometro 134 verso Meda e l'altro al 133 verso Milano. Qui si è registrato il record di incidenti stradali: 211 in cinque anni (dal 2005 al 2010), con quattro morti e 300 feriti. Altri due dispositivi sono comparsi sulla Rho-Monza (114 scontri rilevanti e 159 feriti); uno nel comune di Novate Milanese (secondo chilometro verso Rho) e l'altro al quarto chilometro a Bollate verso Monza. Sulla Binaschina, la provinciale 40 che collega Melegnano a Binasco, i velox sono tutti e due nel comune di Carpiano, tra il 12esimo e il 13esimo chilometro. Nella zona di Settimo Milanese, sulla Padana superiore (27 persone negli ultimi cinque anni sono rimaste ferite in incidenti) un'altra macchinetta. E poi la provinciale 30, a Rosate verso Binasco e l'altro a Gudo Visconti direzione Vermezzo. Più un velox installato lungo la Binasco-Gaggiano, nel comune di Noviglio, al sesto chilometro verso Binasco.

SCONTRO – L'assessore della Provincia di Monza e Brianza, Andrea Monti (Lega Nord), s'è fatto sentire subito, con parole forti: “È uno scandalo, la misura è colma. La Milano-Meda è percorsa quotidianamente da migliaia di automobilisti, per la gran parte lavoratori, imprenditori, artigiani e professionisti, che si trovano costretti a percorrere una tratta che diventa ora un vero e proprio calvario”. Per l'assessore del Carroccio, il limite di 80 km/h è “ridicolo per una superstrada a doppia carreggiata con due corsie per ogni senso di marcia. Forse solo chi non ha mai lavorato non ha idea di cosa significhi togliere con tanta leggerezza la patente di guida e privare così della possibilità di lavorare i nostri artigiani e lavoratori – ha proseguito l'assessore  -. È inutile che l'assessore De Nicola venga a raccontarci che la decisione è dovuta ai troppi incidenti che si verificano. Fosse così, gli autovelox sarebbero stati posizionati a ridosso dello svincolo per Rho, denominato per l'appunto 'curva della morte'”. La replica dell'assessore De Nicola non s'è fatta attendere: “La volontà di installare 10 autovelox fissi, ben segnalati per evitare agguati, sulle strade provinciali, compresi i due sulla Milano-Meda, è unicamente per tutelare i guidatori e non per fare cassa”.

SEGNALI PUNTUALI – Al di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni politiche, l'importante è che gli autovelox non siano trappole, ma risultino ben segnalati, con cartelli chiari, visibili. La finalità del controllo è la sicurezza, non ottenere i proventi delle sanzioni. Che per la violazione dei limiti di velocità (articolo 142 del Codice della strada) variano in base alla gravità del comportamento. Per il superamento dei limiti di velocità di non oltre 10 km/h (probabilissimo su viale Regione), la multa è di 39 euro. Che salgono a 159 euro per l'eccesso di velocità di oltre 10 ma fino a 40 km/h, più il taglio di tre punti-patente. Invece, per il superamento dei limiti di oltre 40 km/h ma non oltre i 60 km/h, la sanzione è di € 500, più il taglio di sei punti, oltre alla sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi (da otto a 18 mesi in caso di recidiva entro il biennio). Ultima fascia, il superamento dei limiti di velocità di oltre 60 km/h: € 779, taglio di 10 punti, sospensione della patente da sei a 12 mesi (in caso di recidiva in un biennio è disposta la revoca della patente). Tutte le sanzioni sono raddoppiate se commesse alla guida di autotreni, autoarticolati, autosnodati, autobus di massa superiore a otto tonnellate, autocarri di massa superiore a 3,5 tonnellate, veicoli adibiti al trasporto di merci pericolose e mezzi d'opera.

1 commento

claudio
17:38, 4 aprile 2013

E da tempo che non faccio quella strada, visto che facevo il camionista da tempo disoccupato,ma sicuramente erano meglio le brave ragazze,uno poteva scegliere se buttare i soldi o no! Da come indicano su internet le macchinette non sono a norma? Anno tolto le ragazze e messo le macchinette (Ma in questo paese la legalità dovè)

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