Autovelox su Brindisi-Lecce Giudice di Pace annulla multa

BRINDISI - Autovelox, il Giudice di Pace accoglieil ricorso di un’automobilista e “cancella” la multa comminata sullasuperstrada da Brindisi. Il Giudice Cosimo Rochira ha accolto...

10 Gennaio 2009 - 11:01

BRINDISI – Autovelox, il Giudice di Pace accoglieil ricorso di un’automobilista e “cancella” la multa comminata sullasuperstrada da Brindisi. Il Giudice Cosimo Rochira ha accolto leargomentazioni dell’avvocat o Giuseppe Calogiuri, presentate per contodi un’automobilista che si era visto recapitare un verbale d’infrazioneal limite di velocità all’ingresso in città, registrato dai vigiliurbani per il tramite dell’autovelox. 

«Non si tratta del primoricorso presentato e vinto» precisa Roberto Martella, il consiglierecomunale di An che, per primo, insieme con il collega Vittorio Soleroaveva sostenuto l’illegittimità dello strumento e del servizioeffettuato all’ingresso in città dalla superstrada, dopo che, tra glialtri, il 27 settembre scorso la pattuglia della polizia municipaleaveva elevato settecento multe. 
«Nei mesi scorsi – aggiungeMartella – erano state accettate le contestazioni di altriautomobilisti, ai quali era stata pure restituita la patente». 

Tornandoal ricorso presentato dall’avvocato Calogiuri, c’è da dire che ilGiudice di pace ha sostenuto che «il segnale di limitazione di velocitàa 50 chilometri all’ora è posto a meno di cento metri dal termine dellasuperstrada Brindisi-Lecce, dove è possibile circolare a velocità di110 chilometri. Pertanto, il luogo di accertamento è posto ad unadistanza non adeguata e non idonea a consentire la riduzione dellavelocità». Inoltre, per Rochira «l’infrazione non è stata contestataimmediatamente, così come previsto sia dal comma 1 dell’articolo 200del Codice della strada sia dalla pronuncia 4010 del 2000 della Cortedi Cassazione, con ciò ledendo il diritto del cittadino ad esporreeventuali osservazioni e giustificazioni. Secondo quanto previstodall’articolo 201 del Codice della strada, i motivi che avrebbero resoimpossibile la contestazione immediata devono essere, con congrua e nongenerica nè preordinata esposizione, indicati nel verbale da notificareal trasgressore. Invece, nel verbale impugnato si legge che “non èstato possibile procedere a contestazione immediata in quanto lapattuglia a valle, appositamente predisposta, era impegnata nellacontestazione di altra violazione ai limiti di velocità». 

Soprattutto,si legge nella sentenza, «è stata accertata l’inidoneità e l’inadeguate zza tecnica dell’apparecchiatura predisposta per la rilevazionedell’infrazione. Uno strumento di misura per essere attendibile deveessere tarato con riferimento a campioni nazionali, inizialmente eperiodicamente. Nessuna tolleranza forfettaria, cioè il cinque percento stabilito dalla legge, può sostituire la taratura, unicaoperazione in grado di rivelare e corregere eventuali errorisistematici e di confermare la conformità dello strumento allecaratteristiche metrologiche richieste. Non può esistere alcun sistemadi autocontrollo in grado di sostituire la taratura rispetto a campioninazionali. In tema di determinazione dell’osservanza dei limiti divelocità, non possono essere considerate fonti di prova le risultanzedi apparecchiature solamente “omologate” ma è necessario che talirisultanze siano riferibili a strumenti la cui funzionalità edaffidabilità siano previamente e periodicamente certificate edocumentate dagli enti preposti a tali controlli al fine di eliminarequalsiasi dubbio sulla certezza ed attendibilità della misurazione».

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