AUTOVELOX OLTRE SIEPE. PREVENZIONE O ESIGENZE DI CASSA?

Gallipoli: dopo le segnalazioni di automobilisti e del componente del Comitato tutela dei consumatori, le delucidazioni dei vigili: “Nessuna auto civetta e c’è chi sfiora i 150...

24 giugno 2009 - 10:34

Gallipoli: dopo le segnalazioni di automobilisti e del componente del Comitato tutela dei consumatori, le delucidazioni dei vigili: “Nessuna auto civetta e c’è chi sfiora i 150 chilometri all'ora”
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La questione è a dir poco controversa. E anche nota per chi percorre abitualmente quel tratto di strada della statale che da Gallipoli indirizza verso Leuca, all’altezza dell’ingresso n° 5 della Baia Verde. Minaccia autovelox in agguato, adeguatamente segnalato quasi un chilometro prima, ma altrettanto ben “mimetizzato” tra la folta vegetazione della piazzola adiacente la corsia di accelerazione in uscita dalla ex provinciale per Taviano. E qui che scatta l’inghippo. Per gli automobilisti che giungono di buona lena sul fatidico punto x, sfrecciano, anche perché siamo ancora in pieno rettilineo prima di imboccare la curva alquanto pericolosa (se non si rispettano i limiti di velocità) della Baia Verde, e si ritrovano, dopo qualche mese, belli e immortalati su pellicola fotografica. E per gli stessi tutori dell’ordine, i vigili del comando gallipolino nella fattispecie, che di fatto spiegano che si tratta di servizio di prevenzione contro gli incidenti e di lotta ai “maniaci” dell’alta velocità che potrebbe causare danni irreparabili per se stessi e per gli altri utenti della strada.

E allora, ecco l’inghippo: perché da un lato ecco subito la levata di scudi contro lo spauracchio di ogni automobilista, il vituperato autovelox che così ben “nascosto” è praticamente impossibile da “neutralizzare” al passaggio di quel tratto della statale. E giù improperi e denunce agli altri organi di polizia contro l’atteggiamento definito “vessatorio” dei vigili, e alle associazioni di tutela dei consumatori. Si invoca giustizia. A torto o a ragione? Di certo c’è che da che mondo e mondo siamo tutti abituati a maledire quelle diaboliche macchinette anche quando il nostro piede sensibile affonda ben oltre il consentito sull’acceleratore. Lamentele alle quali gli stessi rilevatori a volte, complicandosi un po’ la vita, forniscono un assist prezioso posizionando l’infallibile macchinetta in modo a dir poco strategico e poco visibile. E per questo oltre alla multa scatta subito anche la polemica a distanza. E se possibile il relativo ricorso. Accade così anche per l’autovelox posto dalla polizia municipale gallipolina sullo svincolo della statale per Leuca: lì, in quel tratto di strada il limite da rispettare e di 90 km orari (almeno sino all’altezza della curva della Baia Verde dove è segnalato, forse con troppo anticipo, il limite di 50 chilometri che allarma ancor più quei rari automobilisti che sanno o riescono a scorgere la postazione autovelox e piantano i freni tra l’incredulità e la sorpresa di chi li segue). La rilevazione automatica della velocità viene segnalata da due cartelli quasi un chilometro prima dell’avamposto fotografico. Ma poi…quella florida vegetazione di siepi e oleandri “oscura” l’autovelox che, guarda caso, viene posizionato sulla piazzola spartitraffico, ma ironia della sorte proprio in maniera tale da dare manforte ai contestatori.

In altre parole: è evidente che vanno stigmatizzati i velocisti cronici che sfrecciano sui 150/160 chilometri orari su un’arteria che consente il limite di 90 km/h (e in prossimità di una corsia di accelerazione); che il servizio di rilevazione con apparecchiatura autovelox rientra tra quelli di prevenzione e disciplina della viabilità in questo caso al limite del competenza urbana ma pienamente legittimo; ma per non generare dubbi, sospetti e maledizioni in tutte le lingue del mondo e abbattere il pensiero comune che l’autovelox “oltre la siepe” non è altro che un bieco tentativo di fare cassa, non sarebbe meglio spostarlo qualche centimetro più avanti e renderlo più visibile e, forse, ancor più minaccioso? Perché poi, a pensar male, vuoi che qualcuno alla fine ci azzecchi!! Di certo c’è da dire invece che il servizio in questione non viene espletato con auto “civetta”, visto che è evidente che si tratta dell’auto di servizio in dotazione al Comando di Polizia Municipale cittadino. Parcheggiata in curva dietro la siepe, ma “per ragioni di servizio” spiega il maresciallo Roberto Pellone in forze al servizio autovelox sulla statale.

L’accusa circostanziata era partita la scorsa settimana da una nota del Componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore”, Giovanni d’Agata. Un j’accuse sulle modalità di espletamento del servizio di controllo della velocità con l’ausilio di apparecchiature autovelox che (sulla scorta delle segnalazioni di alcuni automobilisti) recitava testualmente: “Autovelox e auto ‘civetta. Ecco come i comuni pur di far cassa continuano a tartassare i cittadini utilizzando metodi illegittimi e pericolosi per la sicurezza stradale. Due casi emblematici segnalatici da un cittadino a Gallipoli ed in provincia di Trapani. Intervengano i prefetti. Nonostante i pareri del Ministero dei Trasporti, dell’Anci – Associazione Nazionale dei Comuni Italiani – e le numerose sentenze su tutto il territorio nazionale e persino della Cassazione penale, alcuni comuni in barba alla legge e alle più elementari regole della correttezza e trasparenza dell’agire amministrativo sancite, peraltro, a livello costituzionale, proseguono nell’utilizzo di autovetture civetta abilmente nascoste sui cigli delle strade o addirittura truccate da macchine civili. Le segnalazioni questa volta ci arrivano dal Comune di Gallipoli e dalla provincia di Trapani che possiamo verificare dalle foto scattate da un diligente automobilista salentino che per evitare un tamponamento sul luogo dov’era nascosta una pattuglia della Polizia Municipale di Gallipoli, era stato costretto a frenare energicamente e ad accostare sul ciglio della strada. Riteniamo gravissimo il comportamento di questi enti che continuano a perseverare in questa odiosa prassi al solo scopo di far cassa e che sortisce l’effetto contrario rispetto al fine primario del controllo della velocità per la sicurezza stradale, costituendo, in realtà, una vera e propria insidia o trabocchetto per gli automobilisti. Per questi motivi e per l’ennesima volta, il componente del Dipartimento Tematico Tutela del Consumatore di Italia dei Valori, Giovanni D’Agata, invita le pubbliche amministrazioni che hanno utilizzato e che continuano a perseguire queste prassi illegittime ad adeguarsi alla legge e ad annullare in via di autotutela i verbali per infrazioni al Codice della Strada sin qui redatti e ai Prefetti ad intervenire una volta per tutte a sanzionare tali comportamenti illegittimi”. C’è di più, perché ai rilievi di D’Agata segue in allegato anche la dichiarazione dell’automobilista “intercettato” suo malgrado dall’autovelox che ha avuto un acceso battibecco con la pattuglia dei vigili in servizio e che ha anche segnalato i fatti agli agenti di una volante della polizia intervenuta sul posto su sua richiesta.

Anche i vigili urbani gallipolini, stanchi di essere additati come persecutori incalliti, hanno voluto però chiarire la loro posizione. E scrivono in una nota a firma del maresciallo Pellone e rappresentante sindacale di base: “In qualità di componente della Rsu aziendale del Comune di Gallipoli, sono impegnato anch'io nei servizi autovelox predisposti dal comandante della polizia municipale. Ho letto in questi giorni articoli di stampa relativi all'installazione dell'autovelox da parte nostra al km 38,300 in direzione Leuca. Si precisa che oltre ad aver fatto le dovute informazioni dei servizi alla Prefettura di Lecce e alla Polstrada, si è provveduto a segnalare il servizio ai vari giornali comprensivo dei giorni in cui viene effettuato il servizio. Perché' di servizio si tratta. Allego due foto dei due cartelli stradali posti ad avvisare i cittadini della postazione autovelox, e come si può ben vedere nella foto il tratto è ben segnalato. Negli articoli stampa si parla di auto ‘civetta’, fatto smentito dalla stessa foto pubblicata, poiché trattasi dell’auto di servizio che non influisce assolutamente nell'espletamento del servizio autovelox visto che l'apparecchiatura viene montata all'esterno della vettura. Ho fotografato l'apparecchiatura mentre rileva un autovettura che circola a ben 110 km/h, un vero e proprio pericolo sia per se stesso visto che poco più avanti c’è una curva con limite di 50 km/h e spesso teatro di incidenti mortali. E poi rende pericolosissimo l'immissione dalla corsia di accellerazione per coloro che provengono dalla ex provinciale per Taviano….L'autovelox è ben segnalato e il limite è di 90 km/h più le tolleranze di legge. Si può circolare a 95 km/h, e molti automobilisti si fermano per chiedere qual'è il limite visto che c'è un cartello che segnala 50 km/h nella curva seguente. Provvederemo a segnalare all'Anas lo spostamento di questo cartello che potrebbe creare dubbi e rallentamenti improvvisi, causa a volte di incidenti stradali”.

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