Autovelox, non si noleggia quello che fa guadagnare di piu'

Il noleggio dell'autovelox non puo' essere determinato sulla base delle sanzioni accertate. L'entita' della sanzione eventualmente accertata e' un parametro non pertinente, anzi del tutto ...

29 Marzo 2010 - 08:03

Il noleggio dell'autovelox non puo' essere determinato sulla base delle sanzioni accertate. L'entita' della sanzione eventualmente accertata e' un parametro non pertinente, anzi del tutto estraneo ed irrilevante, rispetto ai costi effettivamente sostenuti ed ai fini della determinazione del prezzo del servizio reso in favore della stazione appaltante.

Il Legale Rappresentante di una ditta privata vincitrice di un appalto pubblico per l'installazione e l'uso di apparecchi autovelox nel territorio di alcuni comuni, il cui valore era stato determinato con una percentuale sugli incassi delle infrazioni da rilevare, presenta ricorso in Cassazione contro il provvedimento con cui il Tribunale aveva confermato il sequestro degli apparecchi, disposto dalla Procura, ipotizzando il reato di abuso d'ufficio (ex art. 323, c.p.).

Secondo i Giudici i titolari del potere di accertamento delle violazioni alle norme sulla circolazione stradale sono unicamente i soggetti pubblici indicati nel Nuovo Codice della strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), le cui funzioni non sono delegabili.

I privati possono partecipare all'attività sanzionatoria, in ausilio alla polizia locale e per il mero svolgimento di attività materiali, ma non possono avere una partecipazione attiva, relegando gli agenti presenti ad una pura presenza formale.

Momento decisivo dell'accertamento della violazione del superamento dei limiti di velocità è la rilevazione fotografica, cui deve necessariamente presenziare uno dei soggetti cui compete l'espletamento dei servizi di polizia stradale, ai sensi dell'art. 12 del Codice.

I proventi delle sanzioni pecuniarie hanno una destinazione indicata dall'art. 208 del Codice e per il 50% vincolata a specifici utilizzi.

Le spese relative al noleggio degli apparecchi omologati per il rilevamento della velocità dei veicoli rientrano fra le spese di accertamento e la loro disciplina non può che essere quella propria connessa con la natura di tali spese.

In particolare, si tratta di un costo identico per ogni operazione e l'entità della sanzione eventualmente accertata è un parametro non pertinente, anzi del tutto estraneo ed irrilevante, rispetto ai costi effettivamente sostenuti ed ai fini della determinazione del prezzo del servizio reso in favore della stazione appaltante.

Le operazioni di rilevazione della velocità dei veicoli, nelle modalità imposte dalle norme sulla circolazione stradale e nella direttiva del Ministero dell'Interno del 14 agosto 2009, determinano dei costi che possono essere agevolmente quantificati, a prescindere dell'entità e dell'esito delle violazioni che ne possono scaturire, quindi l'entità degli incassi conseguiti è un parametro incompatibile con i principi generali della disciplina contabile pubblica ed il richiamo alla “alea” contrattuale è inappropriato, tenuto anche in conto delle finalità preventive e non repressive o di finanziamento pubblico o, peggio ancora, di lucro privato ai quali deve ispirarsi l'attività di controllo.

Inoltre, alla Corte, appare non conforme ai principi di buon andamento e di imparzialità dell'attività della pubblica amministrazione, sanciti dall'art. 97 Cost. stabilire un corrispettivo differenziato per l'attività di rilevazione della velocità dei veicoli, a seconda dell'entità della sanzione elevata.

E', pertanto, pertinente il richiamo all'art. 323 c.p. della fattispecie posta alla attenzione della Suprema Corte.
(Cassazione penale Sentenza 17/03/2010, n. 10620)

 

fonte – ipsoa.it

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