Autovelox Milano: stangata da 20 milioni di euro!

Ecco il bilancio della Provincia di Milano sui dieci dispositivi installati sulle strade a scorrimento veloce: 20 milioni di euro

9 aprile 2014 - 6:00

Ricordate l'articolo di SicurAUTO.it che annunciava l'arrivo degli autovelox sulle provinciali milanesi? Ebbene, sono quasi 20 i milioni di euro (19,2 per l'esattezza) incassati dai dieci autovelox installati sulle strade provinciali milanesi nel corso del 2013, il primo anno intero di attività. Da non confondersi con gli autovelox del Comune di Milano, che sono altra cosa. Quasi 145.000 le infrazioni per eccesso di velocità nel 2013. E già incassate. Il record, scrive repubblica.it, è della Milano-Meda, su entrambi i sensi di marcia. Limite di 100 chilometri all'ora, 60 infrazioni di media al giorno, 5 milioni e mezzo di incassi a colpi di 131 euro di media a ciascun automobilista, chi più chi meno.

SUBITO POLEMICHE – I dieci occhi elettronici sono stati posizionati nell'estate di due anni fa su strade a scorrimento veloce sulle quali negli ultimi anni si era registrato il maggior numero di sinistri. E già allora s'erano scatenate le polemiche. Oltre alla Milano-Meda, la Rho-Monza è molto “calda”: qui sono state oltre 40.000 le infrazioni, specie in direzione Monza (26.000) e 5,2 i milioni pagati in tutto dai trasgressori. La terza è la Binaschina, la provinciale 40 che collega Melegnano a Binasco, i velox sono tutti e due nel comune di Carpiano, tra il 12° e il 13° chilometro: qui sono state 40mila circa le multe, per 5,3 milioni di incassi. Segue la Padana Superiore (18.615), messa sotto controllo fisso in direzione di Settimo Milanese dopo che 27 persone negli ultimi cinque anni erano rimaste ferite in incidenti. Poco più di duemila infrazioni sulla Gaggiano-Binasco, invece, e 532 sulla BinascoVermezzo. Per il presidente di Altroconsumo, Paolo Martinello, “gli autovelox sono un mezzo un po' medievale. Ci sono strumenti meno grezzi e brutali, noi siamo favorevoli ai Tutor (che di solito analizzano la media anziché la velocità in un punto solo) che ora sono solo sulle autostrade: abbiamo chiesto che vengano estesi anche sulle superstrade perché sono un mezzo più efficace e corretto nei confronti degli utenti. Il velox è un gioco un po' sporco, serve anche a poco dal punto di vista della sicurezza: quelli fissi possono avere un'utilità limitata a quel punto, e di solito colpiscono chi passa di lì ogni tanto. Sono uno strumento superato e una gabella”. Premesso che l'eccesso di velocità è una grave infrazione, spesso alla base di incidenti mortali, e che i limiti vanno sempre rispettati, di sicuro è fondamentale che il limite di velocità non sia assurdamente basso, cioè che non ci sia una trappola per chi guida: su un strada dove si potrebbe tranquillamente viaggiare a 110 km/h, specie con le auto moderne, è inammissibile che vengano piazzati limiti molto inferiori. Se e quando è così, la postazione autovelox si trasforma in un agguato, al solo fine di fare cassa ai danni degli automobilisti. Per arricchire gli enti locali, e per deteriorare il rapporto fra amministrazione e cittadino, che così è portato a pensare che quell'ente locale sia solo un carrozzone politico il quale sopravvive anche grazie al denaro degli automobilisti vessati. Serve poi, ovviamente, che i guidatori vengano sempre avvisati della postazione di controllo con una segnaletica molto chiara ed evidente.

SOLDI, DOVE VANNO? – E alla fine, l'auspicio è che tutti i quattrini ricavati con le multe degli autovelox vengano investiti in sicurezza stradale, al fine di far calare i sinistri. È con una delibera che Palazzo Isimbardi ha approvato i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni del Codice della strada. Ma respinge le accuse di batter cassa: “Sono tutti soldi che vengono utilizzati per migliorare la sicurezza stradale – si difende l'assessore ai Trasporti, Giovanni De Nicola -. In più gli incidenti, mortali e no, sono scesi negli ultimi mesi, segno che in qualche modo questi apparecchi hanno una funzione”. In effetti, nella delibera, si stabilisce che 10,7 milioni vengono destinati per spese di manutenzione stradale, sorveglianza e rifacimento delle strade. Per quanto riguarda il calo dei sinistri, tuttavia, va ricordato che la crisi ha un'influenza fortissima sulla questione: circolano meno vetture, e quindi gli incidenti scendono come prima logica conseguenza.

1 commento

Andrea
10:12, 9 aprile 2014

Quando si tratta di multe, sollevate sempre dubbi e una certa contrarietà. Io sono dell'idea che, se c'è un limite, va rispettato, punto. Quindi ben vengano autovelox, anche se nascosti, auto civetta, fotocamere ai semafori. Qui a Milano, tutto sommato, il rispetto delle regole del cds è piuttosto diffuso (non riguarda TUTTI, ma comunque la maggior parte degli automobilisti). Invece, stato a Firenze, ho visto di tutto: utilizzo delle corsie riservate e, di notte, la maggior parte degli automobilisti, passa col rosso.
Chiudo con le osservazioni locali e torno a livello generale: anche io auspico che il ricavato delle multa venga utilizzato per la sicurezza stradale ma, anche se non lo fosse, sarebbe comunque giusto punire chi sgarra

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