Autovelox, in appalto proprio no!

La Cassazione torna ad occuparsi degli autovelox e della pratica della gestione in appalto della rilevazione delle infrazioni e conferma il suo no. Solo qualche giorno fa ci eravamo lasciati con ...

19 Marzo 2010 - 10:03

La Cassazione torna ad occuparsi degli autovelox e della pratica della gestione in appalto della rilevazione delle infrazioni e conferma il suo no.

Solo qualche giorno fa ci eravamo lasciati con la speranza che cambiasse il metodo dei Comuni di rilevazione delle infrazioni al Codice della Strada mediante appalto a Ditte che percepiscono, poi, una percentuale sulle infrazioni rilevate.

Una battaglia lunga, che va avanti da anni, e che vede contrapposti cittadini, Enti e Società di noleggio delle apparecchiature elettroniche di rilevazione delle infrazioni.
I primi ritengono che i secondi e i terzi non perseguano finalità preventive volte alla riduzione del numero delle infrazioni al Codice della Strada, ma siano mosse solo da intenti economici e per ripianare i bilanci dei Comuni e degli altri Enti.

Sono scoppiati scandali in tutta Italia, che hanno visto la magistratura sequestrare macchinette (autovelox e Photored in particolare) che venivano alterate o venivano date in appalto con percentuali sulle infrazioni rilevate molto elevate.

Quest'estate, poi, come ogni anno, era intervenuto il Ministero con la Circolare n. 300/A/10307/09144/5/20/3 che aveva chiarito che le apparecchiature di rilevazione delle infrazione devono essere nella completa disponibilità degli uffici o Comandi da cui dipendono gli agenti accertatori e che l'attività di accertamento, in particolare dei limiti di velocità, essendo attività di Polizia non può essere delegata a terzi, pena la nullità degli accertamenti.

Tuttavia, trattandosi di Circolare e non di disposizione di legge, molti Comuni l'hanno ignorata ed hanno proseguito il rapporto con aziende che noleggiavano e presidiavano le postazioni di rilevazione procedendo, poi, all'invio della sanzione al conducente. Insomma un pacchetto tutto compreso.

Tuttavia, oggi, dopo la sentenza in commento, forse, qualcosa cambierà o almeno si spera.

La Cassazione, chiamata a pronunciarsi su una misura cautelare di sequestro di apparecchiatura autovelox eseguita dai magistrati del Tribunale di Santa Maria Capua a Vetere nell'ambito di un'indagine sugli appalti delle apparecchiature autovelox, nel confermare la misura cautelare ha ribadito che l'accertamento delle infrazioni al Codice della Strada:

1. Non sono delegabili a terzi;
2. Le apparecchiature utilizzate devono essere gestite direttamente dagli organi di Polizia stradale ed essere nella loro disponibilità;
3. le spese dell'eventuale noleggio sono “spese di accertamento” (art. 201 c. 4 C.d.S.) e la loro disciplina non può che essere quella connessa alla natura di tali spese;
4. Che il costo di noleggio non può essere in alcun modo quantificato in base al valore dell'infrazione rilevata essendo tale metodo contrario all'art. 97 Cost., nonché alle finalità preventive e non repressive o di finanziamento pubblico o di lucro privato, che devono caratterizzare i servizi di accertamento delle infrazioni al Codice della Strada.

Le campagne sulla sicurezza stradale hanno portato lo Stato, le Amministrazioni locali e le Associazioni di ogni genere, fino all'ultimo cittadino, a tentare di cambiare una cultura dell'utente della strada, ampiamente regolata dal nostro Codice (che è il più severo d'Europa), a dir poco spregiudicata.

Questa mobilitazione generale verso la sensibilizzazione dell'utente della strada volta a garantire la sicurezza propria e altrui è lodevole e deve essere proseguita senza abbassare la guardia, in particolare verso i giovani.

Tuttavia, le attenzioni delle amministrazioni locali si sono spostate, come detto, anche sui propri bilanci che con altre riforme hanno visto notevolmente diminuire le entrate economiche provenienti dagli Enti superiori (Regioni in particolari).

Oggi, la sentenza della Cassazione in esame, avrebbe dovuto affermare cose giudicate ovvie, ma in realtà è salutata con estremo favore nella speranza induca le amministrazioni a riflettere seriamente.
(Cassazione penale Sentenza 17/03/2010, n. 10620)

 

fonte – ipsoa.it

Commenta con la tua opinione

X