Autovelox imperfetti? Arrangiatevi

Secondo la Cassazione, spetta al cittadino fornire la prova che l'apparecchiatura non è omologata o non è tarata.La Corte regolatrice ha stabilito la legittimità dell'impiegonell'abitato di un...

9 Giugno 2009 - 09:06

Secondo la Cassazione, spetta al cittadino fornire la prova che l'apparecchiatura non è omologata o non è tarata.

La Corte regolatrice ha stabilito la legittimità dell'impiegonell'abitato di un apparecchio elettrico che consenta la rilevazionedella velocità pur non rilasciando alcuna documentazione fotografica, anche in caso di non immediata contestazione.

Questo è il contenuto sostanziale di una sentenza che lascia perplessiper più di un motivo; innanzi tutto perché non sembra logicamentepossibile correlare “a posteriori” l'eccesso di velocità con la mancatafotografia dell'automezzo o con la mancanza della contestazioneimmediata.

Senza entrare nel dettaglio giuridico, in effetti è possibileesprimere un “giudizio” sulla velocità da parte dell'organo accertatoredell'infrazione, ma sembrerebbe versarsi piuttosto nell'ipotesi della”velocità pericolosa” (articolo 141 del Codice della strada) piuttostoche nell'eccesso di velocità (articolo 142). Riconducendosi il tutto a una valutazione umana,il verbale dovrebbe giustificare il come e il perché di quale tra i duecomportamenti sanzionabili sarebbe incorso l'incauto conducente.

Non solo manca la “prova” derivante dal “luogo” e dal “tempo” in relazione all'automezzo, ma soprattutto da parte dell'agente potrebbe essersi verificato un errore nella lettura della velocità rilevata o nella memorizzazione della targa del veicolo.

Al contrario, rovesciando i termini della questione e mescolando le carte, la Suprema Corte afferma l'apoditticità del contenuto del verbale,che “fa prova fino a querela di falso” secondo la miglior tradizione diasservimento alla volontà del potere costituito, senza che al giudicesia consentito di indagarne il merito senza prima aver ricevuto unaspecifica denunzia illegittimità per “falsità in atti”.

La sentenza impone al cittadino di fornire quella famosa “prova diabolica”che non sarà mai in grado di fornire, anche perché l'infrazionepotrebbe essere notificata in tempi assai successivi al fatto oggettodella contestazione e l'apparecchiatura nel frattempo venire rimossa,nuovamente tarata e via discorrendo.

Per tacere dell'impossibilità di appropriarsi tempestivamente elegittimamente dell'autovelox per far eseguire la necessaria periziatecnica su cui basare la richiesta denunzia di falso; che poi falso nonsarebbe, se venisse dimostrato il difetto di omologazione o difunzionamento, potendosi casomai individuare altre ipotesi delittuose nei comportamenti tenuti da parte della pubblica amministrazione.

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