Autovelox, il caso Lendinara arriva in Parlamento. Via i T-Red dalle mani dei privati?

Rovigo, 19 settembre 2008 - "Mi impegno a procedere con una proposta di legge che consenta di assegnare obbligatoriamente la proprietà degli strumenti di rilevazione alle amministrazioni...

19 settembre 2008 - 16:57

Rovigo, 19 settembre 2008 – “Mi impegno a procedere con una proposta di legge che consenta di assegnare obbligatoriamente la proprietà degli strumenti di rilevazione alle amministrazioni pubbliche, senza la possibilità che i privati possano percepire guadagni commisurati al numero delle contravvenzioni effettuate”. A parlare è l’onorevole Luca Bellotti del Popolo della Libertà che ha deciso di fare sentire la voce degli automobilisti polesani tartassati anche in Parlamento. Un intervento che arriva il giorno successivo al sequestro di tre autovelox fissi avvenuto a Lendinara — sulla regionale per Lendinara e in Transpolesana verso San Bellino — in seguito a un’inchiesta della Guardia di Finanza che ha indagato sulla concessione degli appalti per l’installazione di queste apparecchiature. Ma Bellotti va oltre.

“Pensare che alcune pubbliche amministrazioni consentano a ditte private di manomettere le apparecchiature semaforiche per incrementare le entrate tramite le contravvenzioni ha dell’incredibile — osserva il parlamentare di An —. I cittadini dovrebbero trovare negli enti pubblici una difesa contro le truffe, non dei colpevoli. Un tale stato di cose è intollerabile, soprattutto perché non è un fatto di cui se ne ignorava l’esistenza. Avevo provveduto ad inviare prima dell’estate un’interrogazione al Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli che prontamente mi ha fornito una risposta. Il problema non era sconosciuto, ma non esiste una normativa chiara in materia.Autovelox e T-red possono essere utili strumenti per incoraggiare il rispetto delle norme del codice della strada, ma serve una corretta regolamentazione. Le condizioni perché siano efficienti è che essi non consentano truffe come quelle perpetrate in numerosi comuni italiani sono che essi siano di proprietà delle amministrazioni che li installano. Ma non basta: bisogna che essi siano usati per la prevenzione, con un’adeguata segnalazione preventiva, soprattutto nei luoghi dove effettivamente essi possono essere di utilità. Per ciò che concerne i T-red, nello specifico, è opportuno prevedere tempistiche certe circa il passaggio da giallo e rosso”.

Un problema che è ben chiaro anche al ministro Matteoli che però, rispondendo a Bellotti, ha sottolineato come i dispositivi contasecondi da installare sugli impianti semaforici “non sono previsti dal vigente regolamento di esecuzione e attuazione del nuovo codice della strada»”.
Una ‘mancanza’ a cui però potrebbe sopperire il Parlamento come auspica l’onorevole Bellotti.
Il ministro Matteoli, però, ha sottolineato, “la conclamata inadempienza di alcune amministrazioni comunali che hanno puntualmente disapplicato alcuni articoli del Codice appaltando illegittimamente a privati la gestione del servizio di polizia stradale relativo all’accertamento delle violazioni in materia di circolazione devolvendo la prevista quota alla fornitura di tale servizio e non, come prescritto, alla semplice fornitura dei mezzi tecnici necessari per i servizi di polizia stradale”.

Il ministro, inoltre, ha concluso sottolinenado che “eventuali comportamenti irregolari delle amministrazioni comunali devono essere segnalati al ministero dell’Interno a cui compete il coordinamento dei servizi di polizia stradale da chiunque espletati”.
Eventuali inadempienze in materia contabile, infine “devono essere portate a conoscenza delle locali Procure della Corte dei Conti”.

La vicenda

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