Autovelox e multe: dov'è finito il decreto per il reinvestimento del 50%?

Dal 2010, si attende il decreto per la spartizione dei proventi autovelox: doveva arrivare entro fine 2013...

4 dicembre 2013 - 6:00

Vi ricordate la norma sulla ripartizione dei proventi autovelox? La Legge 120/2010, articolo 25, che riformava il Codice della strada, è chiara: prevede la devoluzione di metà dei proventi delle multe per eccesso di velocità agli enti proprietari delle strade. Si parla, quindi, di tre anni fa. Ma perché questa norma venga applicata, occorre un decreto interministeriale attuativo, che doveva arrivare nel volgere di pochi mesi, e poi entro fine 2013. Eppure, l'obiettivo della legge “dimenticata” è evitare che i Comuni facciano cassa sulle pelle degli automobilisti, piazzando le macchinette solo per ripianare le casse esauste delle amministrazioni; e mira a garantire più fondi agli enti proprietari delle strade perché migliori la sicurezza.

DIVERSI INTERROGATIVI – A questo punto, resta da vedere come verranno ripartite le somme introitate con l'ente proprietario della strada. E soprattutto, come rendicontare al ministero dell'Interno le entrate: nel decreto attuativo – che doveva arrivare entro fine 2013 – andavano indicate le modalità di trasmissione in via informatica dei proventi autovelox. Durante questi tre anni di silenzio da parte del decreto, la ripartizione dei proventi tra gli enti interessati avrebbe potuto essere attuata mediante un accordo tra le parti coinvolte. In teoria (perché poi sull'applicazione effettiva della norma si hanno divere perplessità), la regola dice: “Ciascun ente locale trasmette in via informatica al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al ministero dell'Interno, entro il 31 maggio di ogni anno, una relazione in cui sono indicati, con riferimento all'anno precedente, l'ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza, come risultante da rendiconto approvato nel medesimo anno, e gli interventi realizzati a valere su tali risorse, con la specificazione degli oneri sostenuti per ciascun intervento. La percentuale dei proventi spettanti è ridotta del 90 per cento annuo nei confronti dell'ente che non trasmetta la relazione di cui al periodo precedente, ovvero che utilizzi i proventi di cui al primo periodo in modo difforme da quanto previsto, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze. Le inadempienze di cui al periodo precedente rilevano ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale e devono essere segnalate tempestivamente al procuratore regionale della Corte dei conti”.

UNA SITUAZIONE DI COMODO… – In mancanza del decreto, i Comuni stessi avrebbero potuto stipulare patti coi proprietari delle strade che passano entro il territorio comunale (strade statali, regionali e provinciali): se questo non è avvenuto, è perché ai Comuni siffatta situazione fa molto comodo. Non spartiscono i proventi autovelox, non rendicontano le entrate al ministero dell'Interno, non redigono una relazione al ministero dell'Interno. Non fanno, quindi, tutto quello che il legislatore ha chiesto nel 2010, ma che non è stato concretizzato con un decreto interministeriale. Una nota dell'Anci (l'Associazione dei Comuni) terminava così nel giugno 2012: “Pertanto, individuando la data del 29 aprile 2012, data di entrata in vigore della Legge di conversione 44/2012, il dies a quo per il calcolo dei novanta giorni ai fini dell'obbligo di ripartizione dei proventi, si ritiene che l'applicabilità del dispositivo farà riferimento comunque all'esercizio finanziario dell'anno 2013”. Ma coi ministeri che dormono, coi vari Governi che si succedono interessati a tutto fuorché alla questione dei proventi autovelox, c'è da pensare che ancora per mesi (per anni?) tutto resterà così. Un bel modo di pensare alla sicurezza stradale e alla correttezza delle rilevazioni tramite autovelox.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

Toyota: le auto elettriche in arrivo ma con il supporto della Cina

Vienna: pedone investito da un veicolo a guida autonoma

Incidenti stradali: in Italia +7% di vittime nel 2019