Autotrasporto – Cresce protesta su pagamento multe

La base dell'autotrasporto contesta le nuove norme del CdS, che prevedono il pagamento immediato pena il fermo del veicolo. La modifica dell'articolo 202 del Codice della Strada sta creando ...

15 settembre 2010 - 12:55

La base dell'autotrasporto contesta le nuove norme del CdS, che prevedono il pagamento immediato pena il fermo del veicolo.

La modifica dell'articolo 202 del Codice della Strada sta creando malumori tra gli autotrasportatori. La nuova disposizione prevede il pagamento immediato della sanzione per alcune gravi violazioni del Codice, come il superamento dei limiti di velocità oltre 40 km/h, il divieto di sorpasso, il sovraccarico oltre il 10%, la violazione delle ore di guida e di riposo e della norma sul cronotachigrafo. In questi casi, l'autista ha due possibilità: pagare immediatamente la multa in misura ridotta, oppure versare una cauzione pari al minimo della sanzione (riservandosi così la possibilità di presentare un ricorso). In tutti i casi, se non avviene l'immediato pagamento, l'agente accertatore procede al fermo amministrativo del veicolo.

Oltre a proteste individuali (alcune delle quali sono giunte per email alla redazione di TrasportoEuropa), la posizione degli autotrasportatori è stata recentemente sintetizzata da Cinzia Franchini, presidente regionale di Fita-Cna. “Già oggi come categoria siamo costantemente esposti a furti e rischi di ogni genere, figuriamoci cosa accadrà se ogni conducente dovrà girare con una dotazione di contanti al fine di pagare le sanzioni”, ha dichiarato.

Ma per la Franchini c'è un altro problema, ritenuto ancora più grave: “Questa norma è palesemente anticostituzionale, perché mette in gioco il diritto alla difesa. Può avvenire che la scelta se pagare la sanzione ridotta (rinunciando alla possibilità di un ricorso) o la cauzione (con riserve di ricorso) debba essere presa dal conducente senza poter interpellare la propria azienda, perché magari la sanzione viene erogata di notte oppure nei giorni festivi. Ma come è possibile che tale scelta venga presa da una persona che non è il titolare o il legale rappresentante di un'impresa?”.

La presidente di Fita-Cna Emilia-Romagna avanza anche una proposta: “Le nostre imprese sono iscritte all'Albo, per legge hanno un preposto, sono iscritte alla Camera di Commercio, quindi che problema c'è a pagare entro il termine di 60 giorni come accadeva prima? E se l'obiettivo è evitare che le imprese straniere potessero raggirare la legge e non pagare le contravvenzioni, bastava lasciare le cose come stavano, visto che per i conducenti stranieri quest'obbligo esisteva già dal 2007”. L'associazione annuncia di avere attivato i suoi legali per avviare una causa pilota, che consenta poi di portare il caso dinanzi alla Corte Costituzionale.

fonte – trasportoeuropa.it

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