Autostrade per l'Italia risponde all'Anpas

Anpas (associazione di volontariato) chiede il telepass gratis per le ambulanze. Autostrade per l'Italia risponde: c'è una piattaforma online

30 giugno 2014 - 10:00

L'associazione di volontariato Anpas si rivolge ai Prefetti di tutta Italia, con una lettera in cui dice: “La informiamo sulla situazione di forte difficoltà che dal prossimo 2 luglio si potrà verificare nell'espletamento dei servizi sanitari sia di emergenza sia di trasporto sociosanitario cosiddetto ordinario”. Le 881 pubbliche assistenze Anpas e 90.000 volontari hanno nel mirino Autostrade per l'Italia, il primo gestore nazionale. Il motivo? La concessionaria ha disdetto l'accordo con l'Anpas (stipulato dal 1999) per il rilascio di “telepass esenti” a favore dei mezzi di soccorso. Una questione che si trascina da aprile 2014, quando si tenne anche una manifestazione a Montecitorio (vedi foto).

UN BEL GUAIO – A partire dal 2 luglio prossimo, quindi, Autostrade per l'Italia disattiverà 2.962 telepass in dotazione sulle ambulanze e sui veicoli di soccorso avanzato delle associazioni di pubblica assistenza aderenti ad Anpas: ciò comporterà problemi e serie difficoltà nei transiti e nell'accesso ai tratti autostradali, con particolare riferimento a quelli non presenziati dal personale di Autostrade. Stando all'Anpas, i telepass a pagamento per le ambulanze mettono in grave difficoltà le organizzazioni di volontariato che, da 110 anni, sono quotidianamente impegnate nella presa in carico di ogni persona malata o infortunata. Fabrizio Pregliasco, presidente Anpas dichiara: “Che sia una emergenza o il trasporto di un dializzato, il soccorso non deve pagare pedaggio autostradale. Chiediamo al Governo, con la massima urgenza, l'emanazione di un provvedimento normativo che permetta a chi, come noi, svolge il 70% del trasporto sanitario in Italia, di tutelare la salute delle persone senza oneri finanziari, intralci burocratici e senza ostacolare il soccorso dei nostri volontari come invece imposto dal nuovo sistema di rilascio telepass di Autostrade con l'Italia”.

UNA PIATTAFORMA ONLINE – Il gestore, in realtà, mette a disposizione una piattaforma online per i telepass gratis delle ambulanze. Ma Anpass non ci sta: “I servizi esentati con fatturazione con tempi posticipati per dare modo di autocertificare (attraverso una piattaforma web) saranno soltanto quelli che riguardano l'emergenza/urgenza. Non prevede altre forme di soccorso, come invece afferma la sentenza del Consiglio di stato (Sezione III, 7/2/2013 n.2477): il trasporto per ricoveri, dimissioni, trattamenti radioterapici e chemioterapici o dialisi”. Anpas e Misericordie, le due principali realtà del volontariato che si occupano di trasporto sanitario in Italia, chiediono di equiparare l'esenzione del pedaggio per i mezzi della Croce rossa italiana (che su questo tema ha dichiarato il suo pieno appoggio) anche ai veicoli delle associazioni di volontariato: “Non possiamo fermare il soccorso ai caselli, soprattutto in quelli non presidiati da personale di Società autostrade e aspettare che vengano aperti con una persona che sta male a bordo”.

LA REPLICA DEL GESTORE – “Per favorire ulteriormente una corretta e facile applicazione del nuovo modello di gestione dei transiti esenti da parte delle associazioni aderenti ad Anpas e Misericordie – dice il gestore -, e dare ulteriore tempo per i necessari chiarimenti normativi, Autostrade per l'Italia ritiene opportuno prorogare ulteriormente di tre mesi, fino al 2 ottobre prossimo, le convenzioni già scadute nonché quelle in scadenza con le associazioni di volontariato, che il 2 aprile erano già state prorogate di tre mesi rispetto al termine originario. La società auspica che nel frattempo possano essere sciolti i nodi normativi che prevedono l'esenzione dal pedaggio solo per i veicoli adibiti al soccorso e impegnati nello svolgimento del servizio d'emergenza. Autostrade per l'Italia ricorda infine che fornirà gratuitamente il Telepass a tutte le associazioni di volontariato che prestano servizi di soccorso a fronte dell'impegno – anche al fine di evitare gli abusi accertati – di provvedere all'autocertificazione della natura dei transiti attraverso una nuova piattaforma web, che è già in grado di operare ed è stata illustrata qualche giorno fa ad Anpas e Misericordie d'Italia”. Insomma, il passaggio chiave pare essere: “Al fine di evitare gli abusi accertati”. C'è qualcuno che bara? E se è così, non è possibile arrivare a una soluzione che punisca solo i furbetti?

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