Autostrada A20: il giallo delle gallerie sotto sequestro

Il Tribunale di Patti (Messina) ha sequestrato due gallerie dell'A20 Messina-Palermo per pericolo di crollo. Poi, la revoca del provvedimento

16 dicembre 2011 - 8:00

In seguito a un'inchiesta per un incidente mortale avvenuto nel 2011 in una galleria dell'A20 Messina-Palermo, il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Patti (Messina) ha sequestrato due gallerie di quell'autostrada, la Tindari e la Capo d'Orlando, per pericolo di crolli.

DOPO UN'INCHIESTA – Tutto nasce il 4 febbraio di quest'anno, quando si verifica un incidente mortale in una galleria dell'A20 Messina-Palermo: si scontrano un Tir e un'auto. Viene aperta un'inchiesta che ha portato al provvedimento di qualche giorno fa: il Gip del Tribunale di Patti (Messina), Onofrio Laudadio, ha sequestrato due gallerie di quell'autostrada, la Tindari e la Capo d'Orlando. Il motivo? Concreto pericolo di crollo. Il provvedimento fa seguito alla richiesta del procuratore della Repubblica, Rosa Raffa.

OTTO GLI INDAGATI – Otto persone risultano indagate per attentato alla sicurezza stradale. Si tratta di sei commissari straordinari del Consorzio per le autostrade siciliane (Cas), che si sono avvicendati negli anni, e di due responsabili tecnici dello stesso Cas.

LA PERIZIA TECNICA – Ovviamente al provvedimento giudiziario si è giunti dopo una perizia tecnica, che è stata redatta da un ingegnere del Politecnico di Torino e da un professionista dell'università Arcavacata di Cosenza. In base alla consulenza, i due tunnel non sono risultati rispondenti ai requisiti di sicurezza minimi necessari: dagli aeratori all'impianto d'illuminazione, dalle centraline d'emergenza alle barriere di protezione. E all'interno persistono infilitrazioni d'acqua che può provocare crolli nella volta delle gallerie. Tant'è che, proprio qualche giorno addietro, il Cas aveva completato i primi lavori di ripristino degli intonaci della galleria Tindari che hanno richiesto uno stanziamento di 405 mila euro. Per un lavoro da portare a termine, in teoria, entro 90 giorni.

INVESTIMENTI TROPPO SCARSI – La Polizia giudiziaria ha anche scoperto che per la A20 sono state investite in manutenzione nel corso degli anni somme inferiori del 35% rispetto ai pedaggi incassati. Insomma, non sarebbe stata rispettata la convenzione tra Cas (ente gestore) e Anas (il gestore della rete stradale e autostradale italiana di interesse nazionale). Si tratta di uno dei tanti accordi che legano lo Stato (proprietario delle strade) ai gestori: prevedono investimenti sulla base dei ricavi annuali, calcolati con una formula matematica molto complessa, che prende in considerazione diversi fattori, fra cui l'incidentalità su quell'autostrada.

SEQUESTRO E REVOCA –  La chiusura delle due gallerie ha causato disagi alla circolazione per via del conseguente intasamento delle statali. Comunque, nelle scorse ore il Consorzio autostrade siciliane ha ottenuto dalla Procura di Patti la revoca del sequestro per entrambe le gallerie. La decisione è giunta dopo la richiesta di dissequestro avanzata dal Cas. Una revoca, spiega Annarosa Corsello, commissario del Cas, che consentirà di effettuare interventi per la messa in sicurezza delle gallerie stesse.

1 commento

FRANCESCO
23:00, 16 dicembre 2011

e poi dicono di fare sacrifici, questo e' il risultato delle tasse pagate da noi italiani fino adesso,si parla sempre di sicurezza da parte di noi utenti della strada, ma mai rispettati dai vertici nostri rappresentati e di chi ci dovrebbe tutelare. dove vanno a finire i nostri soldi dei pedaggi? 10 euro per attraversare un autostrada pieni di lavori in corso e servizi scadenti.

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