Autostrade: nel 2010, morti aumentati del 7,4%

Nel 2010 le vittime in autostrada sono aumentate del 7,4%. Un dato (clamoroso) che stride con il -22,9% del 2009 sul 2008

21 dicembre 2011 - 8:00

Comunque si leggano le recenti statistiche Istat, c'è poco da sorridere: nel 2010 si sono verificati in Italia 211.404 incidenti stradali con 4.090 morti e 302.735 feriti. Ancora un'enormità, anche se rispetto al 2009 i sinistri sono calati dell'1,9%, le lesioni personali dell'1,5% e i decessi del 3,5%. Il dato più clamoroso, però, è un altro: sempre nel 2010, le vittime in autostrada sono aumentate del 7,4% e i feriti dello 0,6%, benché i sinistri siano in calo dell'1% sull'anno prima. In controtendenza rispetto alla diminuzione delle vittime registrate nel 2009 sul 2008: -22,9%.

UNA BATOSTA – Di sicuro, il dato autostradale è una mazzata. Anche perché rispetto all'obiettivo fissato dall'Unione europea nel 2001 (dimezzare le vittime stradali in dieci anni), l'Italia s'è fermata a un -42,4%, contro una media europea del -42,8%. Il numero sarebbe stato senz'altro più confortante se le vittime in autostrada fossero calate anche nel 2010.

PRIMO DUBBIO – Di difficilissima lettura l'aumento dei morti in autostrada: trovare le cause è un'impresa e si azzardano solo ipotesi. Una riguarda il Tutor, da cui ci si aspettava di più. È vero che il sistema di rilevamento della velocità media controlla unicamente 2.500 chilometri di carreggiate (il 39% della rete del gruppo Autostrade per l'Italia, gestore numero uno nel nostro Paese); purtuttavia, il dimezzamento dei morti ottenuto nel 2006 (primo anno di attività del Tutor) sui tratti vigilati lasciava sperare che le vittime a livello nazionale potessero scendere ancora. È possibile che gli italiani abbiano oggi meno paura del Tutor, così come avvenne dal 2005 con la patente a punti: nel 2004, primo anno di operatività del nuovo sistema, vi fu un calo degli incidenti; poi, di nuovo un'impennata.

BUFALA 150 – Qualche mese fa s'era diffusa su Internet la bufala dell'innalzamento del limite di velocità da 130 a 150 km/h sulle autostrade con tre corsie più quella d'emergenza: qualcuno potrebbe averla presa troppo sul serio, spingendo eccessivamente sull'acceleratore. In realtà, il Codice della strada concede ai gestori autostradali la facoltà di elevare il limite a 150, ma nessuno l'ha fatto. Può darsi che anche questo fattore abbia inciso sul numero di incidenti mortali. Lo lascerebbe presumere un'equazione particolare tra morti e multe per eccesso di velocità. Infatti, nei primi nove mesi del 2010 (rispetto all'analogo periodo del 2009), sull'intera rete autostradale italiana i sinistri mortali sono aumentati del 14.6%, le vittime del 14,4% (+31, totale 246) e le multe per eccesso di velocità del 12,5%. Di converso, sulle altre strade gli incidenti mortali sono scesi del 7,1%, le vittime del 7,6% (-57, totale 689) e le multe per eccesso di velocità del 12,2%.

1 commento

Andrea
15:21, 22 dicembre 2011

Autovelox e tutor fanno sempre meno paura, considerando che è obbligatorio segnalarne la presenza. Immagino siano pochissimi gli idioti che ingnorano il cartello rischiando una multa. Mentre saranno sicuramente molti i furbi che non si curano dei limiti laddove non ci sono autovelox segnalati.

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