Autorità Trasporti costa troppo: era necessaria?

Il Governo individuerà entro il 28 settembre la nuova terna di candidati per l'Autorità dei Trasporti: serviva proprio un altro organo così costoso?

21 settembre 2012 - 6:00

Per ora, nulla di fatto: il Governo individuerà entro il 28 settembre la nuova terna di candidati per l'Autorità dei Trasporti. Lo ha comunicato il sottosegretario, Guio Improta, intervenendo in commissione Trasporti a Montecitorio, in quanto la nascita di questo organo di controllo tarda.

PROBLEMA NOMINE – Lo stallo è dovuto a un motivo preciso: non c'è accordo sui componenti dell'Autorità dei Trasporti. In teoria, l'organo di controllo dovrebbe essere una soluzione preferibile alle dinamiche ministeriali e amministrative per svolgere in modo più autonomo, indipendente ed efficace, le funzioni regolatorie e per seguire il solco tracciato dal nuovo Libro bianco dei trasporti dell'Unione europea. Che, proprio lo scorso anno, nell'identificare la tabella di marcia per una politica dei trasporti più competitiva e sostenibile, ha rimarcato l'esigenza di pervenire a una reale liberalizzazione del settore. Nella realtà, è tutto fermo per una questione di poltrone, un vizio tipicamente italiano. Infatti, “il Consiglio dei ministri dell'8 giugno scorso – ha ricordato Improta – oltre ad avere indicato i vertici Rai e designato il Presidente dell'Agcom, indicò al Parlamento una terna di candidati destinati a guidare l'Autorità dei Trasporti“. Questo, spiega Improta, “rispondeva al criterio, a mio avviso tuttora valido, che la presenza di un giurista, di un economista e di un esperto di trasporti rappresenti il mix ottimale di competenze rispetto ai complicati nodi che l'Autorità sarà chiamata a sciogliere”. Il fatto è che nel corso delle settimane il Governo ha registrato difficoltà nel soddisfare l'esigenza che per i tre commissari designati fosse raggiunta la maggioranza qualificata necessaria per ottenere la ratifica parlamentare.

RINVIO – È tutto rinviato. “Nel rispetto delle prerogative parlamentari e dello spirito di leale collaborazione istituzionale, confido nella vostra ulteriore disponibilità – ha concluso Improta – a rinviare la votazione odierna a fronte dell'impegno che il Governo provvederà entro il 28 settembre, a finalizzare la sua azione per soddisfare al meglio l'ormai elevato grado di aspettativa per nomine che ritiene di particolare significato e valore per il settore del trasporto, così importante per l'economia del nostro Paese”. Vedremo se si arriverà a un accordo “politico”.

INDISPENSABILE? – In piena epoca di spending review, con gli automobilisti costretti a sacrifici pesantissimi e a pagare accise sempre più gravose, è lecito domandarsi se la creazione di un'altra Autorità (la sede sarà a Roma), con altre poltrone, e altri costi a carico del contribuente, fosse così necessaria. Quando poi si assiste al vecchio teatrino della politica, coi i litigi e le spartizioni per le poltrone, le perplessità crescono. Come dice Piero Rubino su lavoce.info, “la neonata e lungamente attesa Autorità dei trasporti non può iniziare il proprio lavoro perché i membri designati dal Governo non hanno ancora ottenuto il gradimento del Parlamento. La causa sono i veti incrociati espressi dai gruppi maggiori su due dei tre nomi. Si rischia così di pregiudicare una scelta che avrebbe dovuto scuotere dal torpore un settore infrastrutturale cruciale. Forse il presidente del Consiglio dovrebbe adottare anche in questo caso il 'metodo Rai', opponendosi alle pressioni dei partiti e facendo prevalere il bene comune. Nell'interesse primario degli utenti”. Alla fine, un'Autorità che dovrebbe assicurare efficienza non nasce per una inefficienza di base del sistema politico, che non riesce neppure a partorire i tre membri dell'organo.

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