Autogol del Bologna Calcio: gli atleti col permesso per disabili

Nel capoluogo emiliano s'indaga su una serie di accessi abusivi alle zone a traffico limitato che vedrebbe coinvolti anche alcuni giocatori della squadra rossoblu

22 aprile 2011 - 12:00

Una vicenda poco edificante, quella che sta mettendo a rumore il mondo del calcio e la città di Bologna. Nel corso di una più vasta indagine sull'esistenza di pass per i disabili falsificati e sull'uso illegittimo di quelli autentici, il procuratore Valter Giovannini ha scoperto che uno di questi permessi, regolarmente intestato a una donna che gravita intorno alla squadra del Bologna, era stato associato anche alle targhe di alcune vetture di proprietà di calciatori rossoblù.

UN PERMESSO, TANTE TARGHE – Il meccanismo era semplice: la donna presta la sua opera a favore di alcuni calciatori, specialmente di quelli appena giunti in Italia, e si occupa di procurare loro appartamenti in affittio e di svolgere altre pratiche e servizi relativi al loro primo ambientamento per i quali è probabilmente necessario accedere in auto alle Ztl cittadine. Per questioni di praticità, e forse per non dover essere costretta a utilizzare la sua auto personale, la donna avrebbe associato di volta in volta al suo permesso le targhe delle auto di alcuni calciatori che l'accompagnavano in centro città. Ovviamente, una simile procedura non può essere coronata da successo senza la complicità di qualcuno legato all'Atc, l'azienda locale dei trasporti pubblici che si occupa dei permessi, che a sua volta ne ha appaltato la concessione a una cooperativa esterna.

CI SONO I RISCONTRI – E infatti, proprio un dipendente dell'Atc e un'altro dell'azienda subappaltata risultano indagati insieme a due non meglio precisati automobilisti che tramite le loro “basi” avrebbero beneficiato del permesso senza averne diritto sborsando ciascuno 250 euro. Anche nel Bologna Calcio, evidentemente, era in uso lo stesso sistema illecito, una “permessopoli” riguardo alla quale, infatti, alcuni calciatori della squadra sono stati interrogati come persone informate dei fatti. Il procuratore avrebbe già ottenuto da loro alcuni riscontri e ulteriori indagini sarebbero in corso per accertare se le targhe indebitamente associate al permesso rimanessero tali sono durante il periodo di tempo strettamente necessario all'espletamente del servizio oppure se gli accessi siano stati reiterati e continuativi.

ASSISTENTE E ASSISTITI – Toni concilianti e smussati tra i dirigenti della quadra calcistica, il cui direttore generale avrebbe dichiarato che, per quanto è a sua conoscenza, «la normativa usa un occhio di riguardo ai disabili che hanno bisogno di più persone per la loro assistenza, quindi si possono associare diverse targhe a un solo permesso». Da quanto emerge dagli interrogatori, però, sarebbero stati i calciatori ad aver bisogno dell'assistenza della donna, e non viceversa. Il che fa ritenere che al Bologna Calcio, oltre ai palloni, volasse da una vettura all'altra dei bomber anche il famigerato permesso. E dire che gli atleti della squadra locale sono già autorizzati a entrare in quasi tutte le Ztl cittadine, tranne in una ristrettissima area dove invece, a quanto pare, possono entrare solo i disabili.

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