Auto verdi: finisce la patetica telenovela incentivi

Stop agli incentivi nel 2015 per l'acquisto di auto a basse emissioni con la rottamazione di veicoli usati

22 ottobre 2014 - 9:00

Nati male, vissuti peggio, finiti malissimo: sono gli incentivi per le auto verdi. La bozza della legge di stabilità annulla gli stanziamenti da 45 milioni per il prossimo anno costituiti in un apposito fondo presso il Mise (ministero dello Sviluppo economico). Nell'aprile 2014, erano tornati gli incentivi per le auto ecologiche. Era stato firmato il decreto di riparto delle risorse relative al 2014 e destinate a finanziare i contributi per i veicoli a basse emissioni complessive (DL 83/2012 convertito con modificazioni dalla Legge 134/2012). Bonus che però erano così miseri da essere destinati a sparire in pochi giorni. Anche se non come nel 2013, quando lo stanziamento a favore dei privati era ancora più basso. Quindi, se il Parlamento darà l'ok al disegno legge stabilità, finirà finalmente questa patetica telenovela, tipica della politica italiana.

DAL 2012, CON MONTI – Tutto è nato due anni fa, col Governo Monti. I contributi per l'acquisto di veicoli a Basse emissioni complessive (Bec) sono previsti dalla legge sviluppo 134/2012, con l'obiettivo di promuovere la mobilità sostenibile. E ovviamente di sostenere le vendite, in un mercato grigio come quello italiano. La misura ha una finalità ambientale e sperimentale e non è un provvedimento di sostegno al mercato dei veicoli. I contributi puntano a favorire l'acquisto di veicoli ad alimentazione alternativa (elettrici, ibridi, a metano, biometano, GPL, biocombustibili, idrogeno) con emissioni di anidride carbonica (CO2), allo scarico, non superiori, rispettivamente a 120, 95 e 50 g/km. Possono usufruire dei contributi i veicoli che producano emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km. Questa tipologia di veicoli può essere acquistata da parte di tutte le categorie di acquirenti, anche privati cittadini, oppure producano emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km e siano utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'esercizio di imprese, arti e professioni o siano destinati all'uso di terzi, come taxi, noleggio con conducente, car-sharing, noleggio a breve termine, servizi di linea, logistica. Per il 2014, i fondi a disposizione ammontano a 31,3 milioni di euro a cui si aggiungono le risorse non utilizzate nel 2013, per un totale di 63,4 milioni di euro. Ecco come sono ripartite le risorse: 15% per l'acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km; 35% per l'acquisto, da parte di tutte le categorie di acquirenti (e senza necessità di rottamazione), di veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km; 50% per l'acquisto di veicoli destinati all'uso di terzi o utilizzati nell'esercizio di imprese, arti e professioni, e destinati ad essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell'attività propria dell'impresa, (dietro obbligatoria rottamazione di un corrispondente veicolo obsoleto), con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km. La ripartizione delle risorse per il 2015 sarà rideterminata in base all'andamento registrato nell'anno precedente, attraverso un decreto del ministero dello Sviluppo economico. Per i veicoli acquistati nel 2014, il contributo è pari, per tutti i veicoli ammissibili, al 20% del costo complessivo del veicolo così come risultante dal contratto di acquisto (e prima delle imposte), con un tetto massimo di: 5.000 € per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 50 g/km; 4.000 € per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 95 g/km; 2.000 € per i veicoli con emissioni di CO2 non superiori a 120 g/km.

CRITICHE SIN DA SUBITO – Gli ecoincentivi previsti dal Governo Monti per i privati – durati poche ore ogni anno – sono sin da subito stati oggetto di critica. “Avevamo predetto esattamente quello che sarebbe accaduto. Questi incentivi sono solo fumo e niente arrosto anzi, per il nostro settore sono negativi perché hanno innescato un effetto attesaper nulla”. Questo il commento nel 2013 di Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, l'associazione che rappresenta i concessionari di autoveicoli di tutti i brand commercializzati in Italia. Conclude Pavan Bernacchi “Intanto abbiamo dissipato circa 5 milioni di euro di denaro pubblico per non vendere neanche un'auto in più. Adesso butteremo via gli altri 35 milioni destinati alle aziende, ammesso che nel loro parco abbiano autoveicoli da rottamare con più di dieci anni. Per un'azienda cosa molto difficile. Ai concessionari non resta che gestire le reazioni negative dei Clienti e di questo certo non avevamo bisogno”.

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