Auto straniere: Fiat "impacchetta? le auto dei dipendenti

Auto straniere: Fiat "impacchetta? le auto dei dipendenti All'uscita dal lavoro i dipendenti Fiat hanno trovato le auto straniere impacchettate. Non era un regalo ma una dimostrazione d'affetto

All'uscita dal lavoro i dipendenti Fiat hanno trovato le auto straniere impacchettate. Non era un regalo ma una dimostrazione d'affetto

11 Aprile 2014 - 11:04

Forse la sorpresa più bella per i dipendenti all'uscita dal lavoro sarebbe stata trovare un'auto nuova del Gruppo FCA infiocchettata come regalo. Ma per corteggiare i proprietari delle auto straniere nel parcheggio aziendale, Fiat ha escogitato la campagna di parking marketing “Mi spezzi il cuore”. Tutte le auto dei dipendenti con un marchio straniero sono state incartate con telo trasparente e un cuore spezzato come marchio di fabbrica. La singolare iniziativa messa in atto fuori dagli stabilimenti di Mirafiori e Pomigliano d'Arco ha suscitato gradimento e commenti tra i dipendenti, come è giusto che sia. Mentre i sindacati non hanno mandato proprio giù lo scherzetto e non hanno perso l'occasione, come sempre, per commentare duramente un'iniziativa simpatica e priva di imposizioni.

SULLA PROSSIMA AUTO HAI LO SCONTO DEL 26% – La campagna di marketing Fiat “Vederti con un'altra ci ha spezzato il cuore… Ma nonostante ciò continuiamo a pensare a te” è un'iniziativa che il Gruppo FCA ha messo in scena per ricordare ai suoi dipendenti che guidano un'auto straniera lo sconto del 26% a loro riservato sull'acquisto di un'auto del Gruppo. Una sorpresa gradita dai dipendenti torinesi che hanno sorriso divertiti alle telecamere all'uscita dal lavoro, vedendo l'auto imballata come se fosse pronta per una spedizione. Ma a Pomigliano d'Arco dove viene prodotta la Nuova Fiat Panda il messaggio è stato recepito con commenti piuttosto risentiti, di chi ha confessato che non è lo sconto a farti comprare un'auto nuova, ma il resto dei soldi che bisogna investire ma che non ci sono. Ovviamente nessuno è stato costretto a cambiare auto, poiché all'uscita dal lavoro i dipendenti “impacchettati” sono stati accolti dai ragazzi che gli hanno consegnato la brochure Fiat con le offerte riservate e hanno scartato l'auto senza procurare alcun disagio. Insomma, l'iniziativa è passata tra molte luci e qualche ombra, anche se bisogna chiarire che la sua messa in opera da parte di un'agenzia creativa torinese è stata a lungo vagliata dai vertici del Gruppo FCA affinché l'ironia e l'affetto del messaggio non fossero visti come un gesto prepotente che invade la privacy dei dipendenti. Infatti, chi ha ben inteso il messaggio divertente ha anche capito che quando cambierà la sua auto, potrà comprarne una con un forte sconto che ha contribuito a produrre, stimolando in qualche modo quel senso di appartenenza che è alla base di tutte le aziende umane di qualità. Ma per i sindacati la chiave di lettura non è stata la stessa e hanno trovato il “movente” per farsi sentire.

I COMMENTI DEI DIPENDENTI – I dipendenti Fiat all'uscita dallo stabilimento di Mirafiori dove vengono assemblate le Maserati e i prossimi SUV hanno sorriso divertiti alla vista degli attori e dei camerman. Mentre a Pomigliano le reazioni di chi ha preso l'iniziativa in modo personale sono state leggermente diverse. Secondo quanto riportato da chi ha raccolto le dichiarazioni a caldo dei dipendenti Fiat, non sono mancate le reazioni dei dipendenti indispettiti ma comunque sorpresi e per niente imbarazzati. “Avessi i soldi la comprerei un'auto nuova – ha commentato un'operaia – ma i soldi non ci sono e mille euro di sconto ulteriori (oltre allo sconto normalmente applicato ai dipendenti, ndr) non bastano. Ma l'iniziativa è simpatica, non me l'aspettavo”. Un volontario che ha partecipato a incartare le auto non a marchio Fiat, invece, afferma in difesa dell'iniziativa: “Se si vendono più auto, anche i dipendenti ne beneficeranno, ma nessuno obbliga chi non ha i soldi ad acquistare un'auto nuova della Fiat.  – e continua – Nel parcheggio però ci sono tante vetture nuove, anche costose, che portano altri marchi: solo in Italia non si ama il proprio prodotto”. “Se vai in Francia, tutti hanno auto con marchio francese, a partire dagli uomini delle istituzioni, che valorizzano i prodotti del loro paese”, ha concluso il volontario intervistato.

I SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA – I sindacati, però, non hanno perso l'occasione per impugnare il microfono ed entrare in scena interpretando in modo smisurato la scenetta ironica come un gesto discriminatorio verso chi non ha l'auto di Casa, almeno da quello che si legge nelle parole di Bruno Ieraci, funzionario della Fiom per la sede di Mirafiori. “Identificare un lavoratore perché non possiede un'auto Fiat è un atto di forza e invadenza che supera ogni limite  –  commenta Ieraci –  ma il fatto altrettanto grave è che siano stati presi di mira soltanto gli impiegati”. Ieraci avrebbe commentato duramente l'iniziativa ricordando le disposizioni (comprensibili per un'azienda che cura molto l'appeal dei suoi prodotti) in merito all'utilizzo dei parcheggi interni. “Già nei parcheggi interni di Fiat non si può entrare con auto di marca concorrente, a meno che tu non sia un portare di handicap. Ma qui usciamo fuori dalla fabbrica, non si può rimproverare seppure con tono scherzoso un dipendente solo perché ha scelto un'auto straniera” grida Bruno Ieraci. Intanto, secondo indiscrezioni, il Sindacato Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale (Slai Cobas) avrebbe addirittura annunciato battaglia contro questa iniziativa e contro il video (in alto) dei dipendenti che ballano nello stabilimento Fiat di Melfi. Una presa di posizione esagerata che non ci sembra affatto proporzionata a un'iniziativa promozionale simpatica e priva di forzature.

3 Commenti

Bruno
16:08, 11 Aprile 2014

I rappresentanti sindacali Fiom continuano a sbagliare, strumentalizzando una iniziativa simpatica. Tutte le Case automobilistiche vorrebbero che i propri dipendenti acqustassero auto del marchio per cui lavorano ed è per questo che accordano loro forti sconti.Negli anni del boom delle vendite di auto in Italia (con potere d'acquisto superiore all'attuale e prezzi delle utilitarie più bassi), i dipendenti Fiat (e non solo loro) rivendevano la loro Fiat dopo 6-9 mesi guadagnandoci o andando in pareggio. Anch'io facevo così negli anni '70 in veste di dipendente di una Casa concorrente estera.

Pasquale
22:54, 11 Aprile 2014

Complimenti a FCA !!!! Una iniziativa simpatica e divertente !!!Non meritano commenti le azioni dei sindacati ma che coraggio ???? Che faccia tosta un' azienda in crisi cerca di convincere i suoi dipendenti che forse è meglio comprare qello che producono e loro si arrabbiano pure ??? Meglio pomigliano in cassa ??? Chiediamolo a questi geni ? Ma se foste un panettiere in crisi e fate di tutto per non cacciare il vostro operaio ma poi questo va a comprare il pane in un altro forno cosa fareste ???? in Italia ci vorrebbe un po' più di etica ma come può un operaio Fiat pensare di andare in fabbrica con la Mercedes classe A ???? Siamo seri … La Fiat è stata anche simpatica …

Andrea
09:17, 12 Aprile 2014

Purtroppo in Italia esistono robe come i Cobas e le Fiom che fanno denunce per un'azione marketing (il 26% di sconto su un'auto brand new è pari o superiore a quanto si ottiene acquistando un'auto a Km 0) definendola mobbing, ma, dico io, i loro tanti picchetti non sono una forma di mobbing se non addirittura di intimidazione e minaccia?

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