Auto robot, chi dovranno salvare prima? Le risposte contraddittorie

Dopo un sondaggio su 1 milione di automobilisti il MIT trova risposte confuse e un concetto chiaro: l'auto robot deve salvare il proprietario!

Auto robot, chi dovranno salvare prima? Le risposte contraddittorie
I veicoli autonomi sapranno prendere decisioni: è proprio questa capacità che le rende tali. I servomeccanismi per sterzo freni, acceleratore e cambio ci sono già ma, al netto delle azioni degli ADAS, la "titolarità" della guida ordinaria oggi è sempre del guidatore. Nelle auto robot avverrà l'inverso: la vettura guiderà di default e sarà l'essere umano a intervenire occasionalmente, se ci sarà il volante e il freno (leggi che le Ford autonome senza volante e pedali potranno ritardare un po'). La gestione delle emergenze e il decidere riguardo le vite da salvare sono quindi questioni cruciali e il MIT di Boston ha svolto varie ricerche sul tema, ricavando risposte confuse con un tema di fondo: la vita più importante è quella di chi è a bordo!

RIDUCIAMO GLI INCIDENTI DEL 90%!

Il quotatissimo Massachusetts Insitute of Technology è ovviamente molto attivo nel settore delle nuove tecnologie e ha condotto un sondaggio molto originale, mirato a valutare le idee delle persone proprio sul delicatissimo tema della morale e dell'etica dei veicoli autonomi. TED ha pubblicato un interessante video nel quale Iyad Rahwan, Computational social scientist al MIT Media Lab, commenta questo studio. La sua esposizione inizia con dati impressionanti: nei soli Stati Uniti le vittime degli incidenti stradali sono state 35.000 nel 2015 e il totale mondiale è stato di 1,2 milioni ma poi arriva una domanda provocatoria verso l'auditorium: se ci fosse un modo per ridurre del 90% questi incidenti, lo sosterreste?
Risposta scontata ma la cosa importante è che questo risultato arriverebbe se soltanto si eliminasse l'errore umano, cosa che la guida autonoma si prefigge di fare. Come potrete vedere nel video qui sotto il discorso si è poi sviluppato in modo molto interessante.

SCEGLI ME!

Rahwan ha presentato l'ipotesi di un guasto ai freni dell'auto robot, cosa che la mette di fronte al dilemma: proseguendo essa investirebbe un gruppo di pedoni ma sterzando per evitarli potrebbe sbattere contro un muro mettendo a repentaglio le vite dei passeggeri. Cosa dovrebbe decidere il veicolo autonomo in questo caso?
Le Case potrebbero "orientare" le loro automobili alla massimizzazione della sicurezza dei passeggeri-clienti e questo potrebbe tradursi in un aumento del rischio per pedoni, ciclisti e altri utenti della strada (l'ipotesi sembra già realtà: Mercedes ha dichiarato che i suoi veicoli autonomi privilegeranno i passeggeri). La tesi è che questa scelta implica un'etica e la ricerca vuole comprendere quale tipo di etica sarebbe considerata giusta dalle persone. Per capire le idee delle persone 2 studenti di Rahwan, Edmond Awad e Sohan Dsouza, hanno costruito Moral Machine, un sito web che genera scenari casuali di questo tipo (variando anche l'età e persino la specie delle potenziali "vittime"): il visitatore deve indicare cosa dovrebbe fare l'auto in quella situazione. In questo modo sono state raccolte oltre 5 milioni di decisioni, espresse da più di un milione di persone in tutto il mondo.

DIMINUISCE LE VITTIME MA NON LA COMPRO

La Moral Machine è servita per delimitare i compromessi accettabili per le persone e cos'è importante per loro, anche al variare delle culture. Questo "esercizio" ha anche aiutato le persone a capire la difficoltà di quelle scelte e di chi dovrà legiferare in materia (leggi del nuovo Codice della Strada per le auto robot in UK). Un'altra ricerca, che ha visto come partecipanti, oltre a Rahwan, anche esponenti della Toulouse School of Economics e della University of Oregon, ha investigato meglio l'atteggiamento delle persone, scoprendo che il pubblico ha un conflitto interiore di fronte a scenari che possono mettere in difficoltà le regole di sicurezza delle auto robot.
Le loro risposte denotano una notevole incoerenza riguardo la sicurezza dei veicoli autonomi: il 76% delle persone vorrebbero veicoli autonomi che riducessero al minimo le vittime in situazioni di pericolo, ad esempio facendo andare contro un muro l'auto con a bordo una sola persona per evitare 10 pedoni. Nello stesso tempo gli intervistati comprerebbero con una probabilità molto minore (siamo al 25%) un'auto programmata in questo modo. Similmente gli intervistati sono stati molto contrari all'idea che il Governo regolamentasse le auto robot affinché minimizzassero comunque le vittime e soltanto un terzo di loro avrebbe comprato un veicolo programmato in questo modo. Riassume così Iyad Rahwan: "la maggior parte delle persone vorrebbe che le automobili minimizzassero le vittime ma tutti esigono che la propria auto li protegga ad ogni costo. Se tutte le auto si comportassero così il numero delle vittime non verrebbe minimizzato. Si creerebbe un complicato 'dilemma sociale' nel quale, se ognuno agisse per il proprio interesse personale, si arriverebbe ad una minor sicurezza per tutti". Sembra quindi che la guida autonoma (leggi quali sono i suoi livelli e a che punto siamo) avrà di fronte a sé più difficoltà etiche, legislative e di accettazione dei consumatori di quelle propriamente tecniche.

Pubblicato in Attualità il 12 Settembre 2017 | Autore: Nicodemo Angì


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