Auto Italia: con queste tasse, faremo la fine della Grecia?

Per la crisi che attanaglia Grecia, migliaia di automobilisti riconsegnano le targhe dei loro veicoli evitando di pagare le tasse sulla macchina

2 gennaio 2014 - 7:00

Da ormai sei anni, la Grecia viene strangolata dalla crisi economica. Fu lo stesso presidente George Papandreou, a fine 2009, subito dopo le elezioni, a dichiarare il rischio di bancarotta per il suo meraviglioso Paese; l'Unione europea, molto a fatica, ha convinto la Germania ad attivare il fondo salva-Stati, garantisce alla Grecia un minimo di ossigeno economico, anche perché il fallimento della Grecia potrebbe ripercuotersi negativamente sugli altri mercati della zona euro. Al di là di questioni finanziare ben più importanti, va segnalato che – in Grecia – migliaia di automobilisti stanno facendo la fila in questi giorni davanti agli sportelli degli uffici della Motorizzazione o del Fisco: il motivo? Riconsegnare le targhe dei loro veicoli. Non intendono evitare pagare la tassa di possesso (da noi è il bollo) della vettura per il 2014 (oltre 1.000 euro per un mezzo di lusso), che in un momento delicatissimo come questo diventa un salasso.

TUTTO IN TELEVISIONE – Le tristi e drammatiche immagini degli automobilisti greci in fila per restituire le targhe delle macchine, sono state diffuse dalle televisioni elleniche. “Solo quest'anno sono stati circa 70.000 gli automobilisti che hanno riconsegnato le targhe dei loro veicoli”, ha spiegato allarmato Charis Theocharis, un funzionario del ministero delle Finanze. Dal 2009, sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di veicoli. E ogni crisi porta con sé le truffe. Il trucco è facile: c'è chi riconsegna la vecchia targa, per poi sostituirla con una targa fasulla, per non pagare la tassa di possesso e l'assicurazione obbligatoria Rc auto, e per sfuggire del tutto al Fisco. Una furbata dei comuni cittadini senza lavoro? Macché: con le mani nel sacco, è stato beccato Michalis Liapis, 60 anni, ex ministro dei Trasporti e della Cultura, fermato dalla Polizia alla periferia di Atene per un controllo di routine mentre guidava un Suv. Con grande sorpresa, i poliziotti hanno scoperto che la macchina aveva targhe false.

UN MONITO PER IL NOSTRO PAESE – Da noi, i vari Governi che si sono succeduti negli utlimi anni hanno stritolato di tasse l'auto: Imposta provinciale di trascrizione alle stelle, bollo più caro, superbollo per le macchine potenti (introdotto dall'Esecutivo Berlusconi e reso molto più pesante dai Tecnici di Monti). Senza considerare la vecchia “arma” delle accise sui carburanti, che di tanto in tanto vengono ritoccate all'insù, a fronte di un miraggio chiamato tagli dei costi della politica, di cui non si avverte il minimo sensore. In Italia, a novembre 2013, s'era assistito al 42° calo conescutivo del mercato auto: una discesa verso il profondo rosso che pare non avere più fine, con ripercussioni importanti sui livelli occupazionali delle concessionarie. Non c'è, nel nostro Paese, la corsa alla restituzione delle targhe; pur tuttavia, l'aumento dei casi di pirateria stradale, legati al fatto che la macchina circola senza la polizza Rca, impongono una seria riflessione: gli esempi negativi della vicina Grecia (cui sovente l'Italia viene accostata) dovrebbero indurre i nostri politici a trovare un modo per far respirare il settore auto. Perfino la Spagna è riuscita a risollevarsi: un 15,1% di crescita a novembre per il mercato dell'auto spagnolo, con 55.450 unità immatricolate che si confrontano con le 48.155 del 2012. In positivo anche i primi 11 mesi dell'anno (+2,1% a 662.188 unità). Grazie al Plan Pive, l'obiettivo della Spagna di accelerare il rinnovo del parco e ridurre le emissioni di CO2 comincia a dare risultati concreti, in particolare grazie al canale dei privati, che archivia il mese con un incremento del 33,3% e 37.885 veicoli immatricolati. Possibile che solo gli automobilisti italiani siano destinati a restare al palo?

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