Auto elettriche: Renault studia nuovi motori e nuove batterie

I componenti più importanti dei nuovi modelli elettrici della casa francese saranno presto sostituiti da altri più evoluti. Ma le loro prestazioni non sono ancora note.

12 febbraio 2011 - 17:35

Qualche giorno fa Renault ha rilasciato un comunicato i cui contenuti possono essere definiti non molto comuni rispeto a quelli normalmente preparati dalla case automobilistiche. Il documento contiene numerosi dettagli sulle linee guida delle future strategie del costruttore francese. Leggendolo abbiamo appreso che Renault, consapevole delle difficoltà del mercato europeo, intende adattare le fabbriche del vecchio continente prevalentemente alla produzione dei modelli alto di gamma, che consentono margini maggiori rispetto a quelli generati dalle utilitarie. Inoltre, la casa aumenterà gli stabilimenti e il numero di vetture costruite nei cosiddetti mercati emergenti, la cui richiesta di auto può essere soddisfatta con maggiore razionalità ricorrendo alla produzione locale.

“GAP” DI DUE ANNI – Fin qui, il comunicato potrebbe tutt'al più interessare analisti ed esperti del settore, ma non certo il normale automobilista. Non è così, tuttavia, per un altro punto del documento che ha catturato la nostra attenzione, quello in cui si comunica che nel 2013, nella cittadina francese di Cléon, in Normandia, entrerà in funzione uno stabilimento per la produzione di quelli che la casa ha definito “motori elettrici di 3a generazione”. La data di inizio produzione di questi motori, però, non coincide con quella della commercializzazione dei nuovi modelli Renault a trazione completamente elettrica, prevista già per quest'anno. Insomma, tra i nuovi modelli e i nuovi motori c'è un “gap” temporale di circa un paio d'anni.

ELETTRO-SPIE – Ora, facciamo un piccolo passo indietro. Qualche qualche settimana fa, come i lettori ricorderanno, la casa francese è stata al centro di un caso di spionaggio industriale che ha riguardato l'eventuale cessione di importanti dettagli progettuali ad aziende esterne. Secondo alcune indiscrezioni, le informazioni riservate riguarderebbero proprio i componenti destinati alle auto elettriche, probabilmente le batterie. A seguito del nuovo comunicato sulle future strategie del gruppo, SicurAUTO ha deciso di interpellare l'ufficio stampa Renault per sapere qualcosa di più sia sulle batterie di “3a generazione” dell'impianto di Cléon, sia sui segreti oggeto della particolare “spy story”. Lo scopo era, ovviamente, di trovare eventualmente qualche legame tra due notizie apparentemente non collegate tra loro. La risposta della casa è stata la seguente:

“L'evoluzione tecnologica da noi è continua e quindi continuamente sono previste e pianificate nel tempo generazioni più evolute di ciascun componente tecnologico, e quindi anche dei motori o delle batterie. Per ciò che concerne il caso di spionaggio industriale, è stato riscontrato un trasferimento all'esterno di informazioni confidenziali, attinenti gli ambiti tecnologici e di prodotto dei veicoli elettrici. Tale fuga di informazioni non è tale da compromettere la competitività di Renault sul mercato dell'elettrico”.

PRESTAZIONI CRUCIALI – La seconda risposta contrasta con ciò che è circolato su internet riguardo alla fuga di informazioni, che è stata definita da qualcuno “molto seria” e da altri “una minaccia in grado di compromettere i futuri assetti Renault”. Tuttavia, data la delicatezza di entrambi gli argomenti, è comprensibile che le risposte della casa ai nostri quesiti siano state alquanto vaghe. Però non lo sono state abbastanza da impedirci di trarre qualche conclusione interessante: Renault si accinge a introdurre, nel giro di un paio d'anni, motori di trazione e batterie più avanzati di quelli che oggi conosciamo. Poiché è noto che uno dei punti deboli dell'attuale tecnologia delle vetture elettriche è l'autonomia, che a sua volta è fortemente legata alla capacità delle batterie e alla potenza assorbita dal motore elettrico, è lecito attendersi che, molto probabilmente, siano proprio queste le prestazioni sulle quali si sono focalizzati gli sforzi degli ingegneri Renault.

VANTAGGIO COMPETITIVO – Evidentemente, le capacità progettuali della casa hanno portato a motori e/o batterie con prestazioni talmente interessanti da costituire per Renault un vantaggio competitivo non trascurabile, tale da suscitare gli appetiti di altri costruttori che ora sono disposti a impadronirsene ricorrendo a metodi poco ortodossi. Nulla di strano: nella storia dell'automobile i casi di spionaggio industriale di certo non mancano. Tuttavia, l'indicazione che i consumatori devono trarne dalle risposte ottenute dalla casa è che i nuovissimi modelli elettrici Renault che stanno per essere lanciati sul mercato nasceranno probabilmente con motori e batterie non allo stato dell'arte, che molto presto verranno soppiantati da componenti più performanti. Un'evoluzione tecnologica comprensibile, ma che però potrebbe indispettire qualche cliente.

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