Auto elettriche: il ministero approva il piano per la rete di ricarica nazionale

Ecco il piano di sviluppo per le auto elettriche fino al 2020 approvato dal ministero dei Trasporti. Sarà la volta buona per la mobilità sostenibile?

4 dicembre 2014 - 11:00

Auto elettriche e mobilità sostenibile: l'Italia è indietro. Basti vedere il numero bassissimo di colonnine per la ricarica delle vetture a batteria presenti nel nostro Paese. Ma forse ora c'è un piccolo passo avanti, dopo tanti annunci: con decreto del presidente del Consiglio del 26 settembre 2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 2 dicembre 2014, è stato appovato il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica. Previsto dal decreto legge 83/2012, convertito con legge 134/2012.

IL PIANO È A FASI – Il Piano prevede due fasi: la prima, di “definizione e sviluppo” (2013-2016), che dovrà fornire le indicazioni base pur uno sviluppo futuro della mobilità elettrica e nella quale dovranno essere definiti gli standard europei per le infrastrutture di ricarica, sulla base degli aggiornamenti tecnologici pervenuti. Dovrà essere favorita una infrastrutturazione di base di punti di ricarica, pubblici e privati e le relative policy di incentivo. Nella seconda fase (2017-2020), definita di “consolidamento”, si prevede una diffusione su più larga scala dei veicoli elettrici, sulla base del reale stato di avanzamento della mobilità elettrica monitorato negli aggiornamenti annuali del Piano. Ci sarà anche un consolidamento degli standard comunitari ed uno sviluppo tecnologico che costituisca una base strutturata per la produzione delleautomobilistiche.

ACCORDI DI PROGRAMMA – Il Piano sarà attuato attraverso la stipula di appositi accordi di programma, approvati con decreto del presidente del Consiglio dei ministri, previa delibera del Ciipe, a seguito di intesa con la Conferenza unificata. Le risorse per il finanziamento del Piano nazionalesono pari a 47,6 milioni di € nel triennio 2013-2015 e potranno cofinanziare, al 50 per cento, le spese sostenute per l'acquisto e per l'installazione degli impianti, dei progetti presentati dalle Regioni e dagli Enti locali relativi allo sviluppo delle reti infrastrutturali per la ricarica dei veicoli. Perché è chiaro che pure a livello locale la pubblica amministrazione dovrà modernizzarsi: un compito non facile per il Governo Renzi.

FUTURO DA DECIFRARE – Al di là del nostro Paese, dove mancano incentivi e infrastrutture, a livello globale l'auto elettrico non ha ancora sfondato. Cinque anni fa le case automobilistiche hanno iniziato a introdurre sul mercato modelli a trazione elettrica in quantitativi significativi. Oggi, i risultati commerciali sono molto lontani dall'avvicinare quelli sperati. Auto come la Chevrolet Volt, la Nissan Leaf e la Tesla Model S, sono sicuramente in grado di catturare l'immaginario degli automobilisti, prefigurando un mondo più verde, più silenzioso, con meno emissioni e meno dipendenza dai carburanti fossili. Ma sono anche in grado di attirare l'attenzione dei media e del mondo politico, che, spesso superficialmente, le indicano come il futuro assoluto della mobilità. La realtà, almeno per ora è leggermente diversa.

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