Auto elettriche e ibride: ricaricarle di notte può far bene all'aria

Secondo uno studio dell'università del Texas, la ricarica notturna è quella più rispettosa dell'ambiente. Ma perché la qualità dell'aria migliori, le auto a batteria dovranno diventare numerose

25 aprile 2011 - 7:00

Le vetture ibride plug-in emettono agenti inquinanti solo quando circolano grazie al loro motore a combustibili fossili, mentre non ne emettono affatto quando procedono con la sola trazione elettrica. Lo stesso vale per le elettriche pure, che producono indirettamente inquinamento quando sono in fase di ricarica, se l'energia elettrica proviene da una centrale che brucia carbone o derivati del petrolio.

EFFETTI COMPLESSI – Qualche tempo fa una ricerca americana aveva accertato che ricaricare di notte una vettura ibrida plug-in o elettrica mediante energia prodotta da centrali a carbone diminuirebbe la concentrazione di ozono (un gas “serra”, uno dei prinicipali componenti dello smog) in poche aree densamente popolate, ma potrebbe farla aumentare (insieme a quella di altri agenti inquinanti) nelle zone limitrofe alle centrali stesse. Insomma, lo studio aveva indicato che l'introduzione dei veicoli ibridi ed elettrici avrebbe avuto sulla concentrazione di ozono nell'atmosfera effetti complessi e di difficile interpretazione. Ora il Centro per l'Energia e le Risorse Ambientali dell'università del Texas ha ampliato i criteri dell'analisi.

LO SCENARIO AL 2018 – Il team di ricercatori, guidato da Tammy Thomson, ha dapprima simulato la situazione della produzione di energia elettrica in Texas nel 2018, considerando il totale degli impianti, di tutte le tipologie, che saranno prevedibilmente in esercizio per quella data: a carbone, a biomasse, nucleari, a gas naturale ed eolici. Un'altra ipotesi prevista è che per il 2018 il 20% del numero di miglia percorse dai veicoli a combustibili fossili sia rimpiazzato da miglia percorse con auto ibride o elettriche. Infine, sono state calcolate le emissioni di NOx (ossidi di azoto) provenienti dal complesso delle centrali elettriche durante tre diverse opzioni di ricarica delle vetture: quella notturna, quella ottimizzata per prolungare la vita delle batterie e, per ultima, quella libera, cioè che tenga conto soltanto delle esigenze del proprietario del veicolo.

RICARICA SENZA OZONO – «L'ozono si forma per effetto di una reazione fotochimica tra i NOx, il monossido di carbonio e altri composti organici volatili in presenza di luce solare – ha spiegato Thompson – quindi più le centrali elettriche e le auto emettono NOx di giorno, più si crea ozono. Per il nostro modello di simulazione abbiamo scelto quattro città texane e selezionato quattro giorni del 2018 scelti in base a diverse condizioni di vento che facciano circolare l'aria dalle centrali elettriche alle città e viceversa». I risultati ottenuti dal team di ricerca hanno dimostrato che durante il giorno i livelli di ozono si riducono nella maggior parte dei casi, principalmente perché ci sono in circolazione meno auto che bruciano esclusivamente combustibili fossili. Le tre modalità di ricarica ipotizzate producono più o meno le stesse quantità di ozono dovuta alle centrali, ma quella notturna ha meno impatto sull'ambiente delle altre, perché di notte manca la luce solare che favorisce la produzione di ozono. «Rispetto a tutti gli Stati americani – ha concluso Thomson – il Texas ha già oggi la più alta percentuale di energia elettrica prodotta con l'eolico e qui, di notte, il vento soffia forte. Ciò apre la strada a processi di ricarica notturna delle auto privi di produzione di ozono. Però ci vorrà ben più di qualche veicolo ibrido per migliorare in modo significativo la qualità dell'aria che respiriamo».

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