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Auto connesse e cyber security: il 62% degli sviluppatori sono approssimativi

Oltre la metà dei programmatori non mette alla prova la sicurezza informatica: quasi tutte le auto connesse aprono le porte agli hacker

Auto connesse e cyber security: il 62% degli sviluppatori sono approssimativi
L'auto connessa è la frontiera più vicina per il settore della mobilità. Ci sono però gravi preoccupazioni che riguardano la sicurezza di questi veicoli. Una recente ricerca ha meso in luce le elevate vulnerabilità dei software di bordo che diventano accessibili agli hacker e malintenzionati che possono utilizzare reti cellulari, Wi-Fi e connessioni fisiche. Il campione di professionisti tech consultati ha affermato che le case automobilistiche non dispongono di risorse sufficienti per combattere le minacce. Nei fatti il 62% degli intervistati ha dichiarato che le proprie organizzazioni non hanno le competenze di sicurezza informatica necessarie per proteggersi. Insomma la mobilità connessa apre le porte a minacce nuove ed inesplorate. In ballo c'è la sicurezza dei veicoli e degli stessi proprietari.

RISCHI TECH

I produttori di auto lanciano funzioni sempre più sofisticate per facilitare la vita degli automobilisti. Si tratta di aggiornamenti che, però, rendono anche le nuove auto più vulnerabili agli attacchi informatici. Un gruppo di ricerca ha redatto un rapporto sul tema specificando che man mano che i veicoli connessi arrivano in strada, le vulnerabilità del software diventano accessibili ai malintenzionati. Reti cellulari, Wi-Fi e connessioni fisiche possono spalancare le porte ai veicoli ed una mancata risposta a questi rischi potrebbe essere un errore davvero costoso, con un impatto negativo sulla fiducia dei consumatori, sulla privacy personale e sulla reputazione del marchio stesso (Leggi sistemi keyless a rischio).

PREOCCUPAZIONI CONDIVISE

Gli ingegneri automobilistici e i professionisti IT interpellati, hanno affermato che i produttori di automobili non stanno tenendo il passo con le minacce alla sicurezza che son in rapida evoluzione. Le case automobilistiche stanno portando sulle nuove auto con sistemi di infotainment, funzionalità di guida autonoma, Wi-Fi, connessioni cellulari e altro che le rendono vulnerabili. Lo studio, commissionato dal gruppo commerciale automobilistico SAE International e dalla società di sicurezza informatica Synopsys, ha sottolineato che "L'accesso remoto non autorizzato alla rete di veicoli e il potenziale per gli hacker di far perno su sistemi di sicurezza mettono a rischio non solo le informazioni personali dei conducenti, ma anche la loro sicurezza fisica". Nel 2015, gli hacker hanno rilevato una falla nella Jeep Cherokee grazie alla quale potevano infiltrarsi nel sistema e controllare lo sterzo, i freni e la trasmissione; il tutto da un laptop a distanza(Leggi Tesla manda la Model 3 in pasto agli hacker).

EVOLUZIONE IN CORSO

Il sondaggio, inviato a oltre 15.000 professionisti IT, sviluppatori e ingegneri del settore automobilistico, ha evidenziato come per la maggior parte degli intervistati le case automobilistiche non dispongano di risorse sufficienti per combattere le minacce. Secondo il 62% degli intervistati le proprie organizzazioni non hanno le competenze di sicurezza informatica necessarie per proteggersi. Lo studio è uno degli ultimi sforzi per dimostrare come la tecnologia possa rendere i veicoli molto vulnerabili. Il report stima che il 25% delle auto sulla strada nel 2030 sarà semi-autonomo o autonomo. Le auto connesse rappresenteranno il 65% delle vendite di auto nuove già entro il 2020.

Pubblicato in Attualità il 07 Febbraio 2019 | Autore: Redazione


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