Auto con falsi certificati di revisione bulgari: che pericolo

La Polstrada ha individuato macchine con fasulli certificati di revisione bulgari

15 gennaio 2014 - 7:00

Il 10 gennaio la Polstrada di Avellino ha messo a segno un bel colpo a favore della sicurezza stradale: un'operazione nata in seguito alla intensa attività investigativa mirata al controllo di auto, visibilmente in cattive condizioni, utilizzate da cittadini originari dell'Est Europa. Le due vetture circolavano con falsi certificati di revisione bulgari che attestavano la perfetta corrispondenza dei requisiti minimi di idoneità e di sicurezza per essere posti su strada: un pericolo notevole per la sicurezza stradale. L'operazione è stata coordinata dal dirigente della sezione Polizia stradale di Avellino, vicequestore aggiunto, Salvatore Imparato, unitamente al personale dell'officio di Polizia giudiziaria della sottosezione Polstrada di Grottaminarda, diretta dal commissario Antonio Rosario Stanco. Durante un controllo sull'arteria autostradale Napoli-Canosa, infatti, due assistenti in servizio di vigilanza stradale hanno notato due macchine con targhe bulgare in sosta sull'area di servizio Mirabella Est. E si sono insospettiti.

ROMENI ALLA GUIDA – I documenti richiesti dalla Polstrada parevano regolari, ma il fatto che i conducenti fossero di nazionalità romena ha destato più di un sospetto, essendo le vetture in circolazione con certificati di revisione bulgari. Da un più attento controllo dei tagliandi delle assicurazioni Rc auto e dei certificati di revisione, infatti, ecco la conferma dei dubbi: si trattava di certificazioni non conformi all'originale, tanto da presumerne la falsità. Una successiva e più approfondita verifica da parte della Polizia giudiziaria (che l'ha esaminata con la strumentazione adeguata) ha fatto venire a galla la verità: tutto tarocco.

QUAL È IL GUAIO – I due cittadini romeni e gli intestatari dei due veicoli di nazionalità bulgara sono stati denunciati all'Autorità giudiziaria di Benevento. Le due macchine, invece, sono state sottoposte a fermo amministrativo, così come prescritto dal Codice della strada, in quanto circolavano sprovviste della prescritta revisione. E così gli stradalini che operano sulla tratta Autostradale A16 Napoli-Canosa (ma anche e sempre più su altre tratte), devono costantemente impegnarsi nei controlli ai mezzi stranieri che, a vario titolo, transitano per raggiungere il porto di Bari o di Brindisi: occorre stanare le “mine vaganti”, ossia le auto con documenti falsi, che sono un pericolo pubblico. E il fenomeno, vista la crisi, potrebbe anche riguardare vetture guidate da italiani: d'altronde, sono già numerosi i connazionali beccati senza Rc auto, e più volte SicurAUTO.it ha denunciato il problema delle revisioni farlocche. Il problema non è che non possono tornare a fare la revisione in patria: se rispettassero la legge, ritargherebbero la macchina in Italia e farebbero comodamente qui la revisione. L'altro guaio è che chi non è in regola danneggia tutti noi: in caso di sinistro con colpa, un'assicurazione RCA bulgara paga pochissimo, e così il resto del risarcimento al danneggiato lo deve sborsare il Fondo di garanzia delle vittime della strada, che è già in rosso da anni.

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