Auto, burocrazia soffocante: serve una nuova legge

Unasca, Confarca e Andac presenteranno un dettagliato progetto di legge contro l'eccesso di burocrazia che grava sul mondo dell'auto

24 giugno 2013 - 7:00

Di burocrazia si muore. E infatti, se il settore auto è in agonia, lo si deve pure alla burocrazia. Per questo, Unasca (che ha appena annunciato ricorso contro il rincaro delle tariffe del Pubblico registro automobilistico), Confarca e Andac (le associazioni maggiormente rappresentative degli studi di consulenza, agenzie di pratiche auto e delegazioni Aci) presenteranno un dettagliato progetto di legge contro l'eccesso di burocrazia che grava sul mondo dell'auto.

MENO SPRECHI PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE – Le tre associazioni ritengono apprezzabile e molto positiva la volontà del Governo Letta di proporre al Parlamento la semplificazione di alcune pratiche automobilistiche, “ma per questo settore – dicono – si può e si deve fare molto di più”. In particolare, ritengono che per un'effettiva semplificazione che produca riduzione di oneri per gli utenti (automobilisti, imprese e operatori del settore), minore spesa pubblica e maggiori garanzie, siano necessari due interventi precisi. Primo, la riduzione da due archivi esistenti (motorizzazione-Pra, una peculiarità solo italiana) a un solo archivio pubblico che si occupi della messa in circolazione dei veicoli. Secondo, l'adozione della sola carta di circolazione europea quale documento unico che ne attesti la disponibilità, eliminando  così il certificato di  di proprietà.

RISPARMIO DI 800 MILIONI DI EURO L'ANNO – “In questo modo – spiega Ottorino Pignoloni, segretario nazionale Unasca – si eliminerebbero inutili duplicazioni strutturali e procedurali che oggi fanno gravare su automobilisti, imprese e operatori del settore il fardello dei doppi costi, sia di natura fiscale, pari a circa 800 milioni di euro l'anno, sia procedurale, con la duplicazione di oltre 50 milioni di documenti cartacei da produrre e consegnare ai due uffici pubblici (Pra e  Motorizzazione)”. Un bel risparmio, almeno in teoria.

QUAL È L'OBIETTIVO FINALE – D'altronde il “Rapporto sulla revisione della spesa pubblica  settore trasporti” del giugno 2008, depositato in Parlamento dalla Commissione tecnica del ministero dell'Economia e Finanze, già evidenziava che lo Stato potrebbe finalmente “realizzare una profonda e complessiva riorganizzazione del doppio sistema di offerta dei servizi pubblici: un'importante opportunità sulla strada della razionalizzazione organizzativa e del risparmio, permanente in quanto strutturale, di risorse pubbliche”. Quindi, il progetto di semplificazione della burocrazia dell'auto (che sarà presentato nei prossimi giorni) delle tre associazioni ricalca proprio quell'obiettivo finale. Per dare ossigeno anche agli automobilisti.

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