Auto blu: un taglio che fa il solletico

Ci si attendeva un taglio deciso per le ex alte cariche: è arrivata un riduzione minima delle auto blu. Solo dal 2023

3 aprile 2012 - 9:00

In Italia, a livello politico, è sempre difficile passare dalle parole ai fatti. Se poi si tratta di auto blu (il simbolo del potere), le cose vanno ancora più per le lunghe. Prendete il Governo Monti: doveva tagliare in modo deciso le vetture di servizio, i benefit per le ex alte cariche. E invece è arrivata una riduzione minima per gli ex presidenti della Camera. E solo dal 2023.

DIRITTI “REGALI” – Chi si è seduto lassù, sulla “poltrona” più alta di Montecitorio o di Palazzo Madama, aveva diritto a mantenere a vita un ufficio di rappresentanza a Roma, una segreteria composta da quattro addetti, spese telefoniche per 150 euro al mese. Vi basta? No: anche un carnet di viaggi. E poi, lei, l'auto blu, per “lo svolgimento delle loro attività politico-istituzionali”. Una macchina di servizio che diventa ancora di più una beffa per la famiglia italiana media, così squattrinata da non potersi permettere neppure un'utilitaria.

NUOVA LEGGE – La norma appena sfornata fa francamente sorridere. Gli ex presidenti della Camera non avranno più diritto all'auto blu solo dopo due legislature dalla data di cessazione dalla carica. Facciamo due conti: dopo 10 anni, se arrivano entrambe al termine naturale. L'auto blu spetta agli ex presidente delle Camere “per un periodo di dieci anni a decorrere dall'inizio della prossima legislatura a condizione che gli stessi continuino ad esercitare il mandato nella presente legislatura, ovvero che abbiano esercitato l'ultimo mandato nella XV. Per coloro che sono cessati dal mandato parlamentare in una data anteriore, tali attribuzioni saranno riconosciute sino al termine della presente legislatura”. In definitiva, gli ex presidenti della XV e dell'attuale XVI legislatura perderanno il diritto all'auto blu solo nel 2023. Al Senato, i dieci anni di traghettamento verso lo status di semplice ex parlamentare (comunque ultra privilegiato), corrono invece dalla fine del mandato sullo scranno più alto.

POLEMICHE – Per gli attuali ex presidenti (Ingrao, Pivetti, Violante, Bertinotti, Casini, che però intende rinunciare) le attribuzioni valgono per dieci anni a partire dalla prossima legislatura, se questi hanno continuato a esercitare il mandato parlamentare in questa o nella precedente. Resterebbero fuori da questa Ingrao e Pivetti. Fra i più duri nel commentare la vicenda Antonio Borghesi, vicepresidente dei deputati dell'Italia dei Valori: “I tagli ai benefit degli ex presidenti della Camera sono una presa in giro. Per tagliare si usano i coltelli e non i cuscini di seta, com'è stato fatto in questa circostanza”. E ancora: “È già assurdo che per dieci anni gli ex presidenti possano usufruire di tutti i privilegi di cui hanno goduto finora. Che, poi, si faccia eccezione per quelli dell'attuale e della precedente legislatura, è davvero vergognoso”.

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