Auto aziendale: prossima batosta?

Per finanziare il Disegno di legge Lavoro, il Governo pensa di stangare l'auto aziendale. L'ennesima legnata per le macchine

10 aprile 2012 - 7:36

Altro giro, altra batosta per l'auto: per finanziare il Disegno di legge Lavoro, il Governo pensa di stangare l'auto aziendale. Così, dopo le accise, il superbollo, l'Ipt, le imposte sulla Rca, è il turno delle vetture delle ditte.

SERVONO SOLDI – In arrivo una legnata sulle auto aziendali (e gli affitti) finalizzata alla copertura degli oneri della riforma del mercato del lavoro. In concreto, il testo del provvedimento indica in 20,3 miliardi di euro il costo della riforma, in un periodo che va dal 2013 al 2021. Di questi, nove miliardi di euro arriveranno dalla stretta sulle deduzioni delle spese per le auto aziendali e dei liberi professionisti, e tre miliardi dalle locazioni. Dal 2013, verranno ridotte le deduzioni sulle spese relative ai mezzi di trasporto non utilizzati esclusivamente come beni strumentali da Imprese e professionisti. Inoltre, le spese deducibili scendono dal 40 al 27,5%; e calerà dal 90 al 70% la deducibilità delle spese relative ai veicoli concessi dalle Imprese ai dipendenti. Da questa voce, arriveranno 801 milioni nel 2013, che saliranno a 1,02 miliardi a regime.

POLEMICA FORTE – L'Unrae (Case estere) scende in campo con decisione: “Cosa è rimasto da spremere?”, si chiede ironicamente il direttore generale dell'Unione dei Costruttori stranieri, Romano Valente. Risposta: le auto aziendali. “Ecco, questo deve essere stato in buona sostanza l'approccio che ha portato il Governo a proporre la riduzione delle deduzioni sulle auto aziendali per finanziare il provvedimento sul Lavoro”, l'amara constatazione di Valente. Che affonda: “Con tutto il rispetto e comprensione possibili per un tema delicato come il lavoro, non può essere questa la strada, non deve essere questa la scelta che colpisce ancora una volta il settore auto, già in enormi difficoltà”.

NO DECISO – L'Unrae, attacca ancora Valente, “si oppone con tutta la determinazione possibile all'attuazione di questo provvedimento e invita le associazioni di categoria coinvolte a manifestare il proprio dissenso verso un'azione proditoria e demagogica”. Ma quale può essere il risultato della tassazione dell'auto aziendale? Secondo le Case estere, non porterà benefici alle casse dello Stato e, peggio, ci allontanerà ancora di più dall'Europa e deprimerà definitivamente le capacità di contributo del settore auto all'economia italiana. “Queste misure – ha concluso Valente – oltre che danneggiare direttamente il settore auto, compromettono la competitività delle aziende italiane rispetto a quelle estere, per l'ulteriore aggravio dei costi”.

LA MISURA È COLMA – Ormai siamo al ridicolo, non è possibile che l'auto venga considerata alla stregua di una gallina dalle uova d'oro. Al massimo, se proprio si volesse “toccare” l'auto aziendale, si potrebbe mettere un tetto massimo di 40.000 euro più Iva, per evitare macchine troppo costose, e quindi non così indispensabili, per una ditta.

A MARGINE – E non è tutto: il provvedimento introduce una franchigia di 40 per la deducibilità dei contributi al servizio sanitario nazionale sull'Rc auto. Questo significa che sarà deducibile solo la parte eccedente i 40 euro. Una voce che garantirà 172 milioni nel 2013 e poi 101 milioni l'anno fino al 2021.

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