Auto a gas e navi traghetto: e se scoppia un incendio?

La vicenda dell'auto a gpl incendiatasi al terminal traghetti di Messina ripropone il problema sicurezza dei veicoli a gas a bordo della navi

27 gennaio 2012 - 12:20

Le drammatiche immagini del transatlantco Costa Concordia sbandato sulle rocce dell'Isola del Giglio e l'incendio che la sera del 24 gennaio ha incenerito una vettura alimentata a gpl parcheggiata nell'area del terminal traghetti a Messina sono due vicende che non hanno ovviamente nulla a che fare l'una con l'altra. Tuttavia, la mente umana è naturalmente portata a far scattare dei collegamenti anche impropri e, subito dopo, a porsi delle domande. In questo caso, le domande possono essere le seguenti: che cosa sarebbe accaduto se quell'auto si fosse incendiata mentre era a gia a bordo di un traghetto? Su queste imbarcazioni è permesso imbarcare una vettura a gas? E se lo è, ci sono rischi per nave e passeggeri?

NON ESISTE IL RIFIUTO ALL'IMBARCO – Innanzitutto è bene chiarire che il pericolo d'incendio per un'auto a alimentata a gas non è maggiore rispetto a un'altra con diversa alimentazine e anche i casi di esplosione di una bombola sono eventualità rare. Detto ciò, va aggiunto che a differenza di quanto accade per il ricovero in luoghi chiusi “terrestri”, per quanto riguarda l'imbarco sulle navi dei veicoli alimentati gas non esistono normative specifiche. Ne deriva che la possibilità o meno di consentire l'imbarco è lasciata alla discrezionalità dell'armatore che però, a rigor di logica, non può rifiutarsi di ospitare a bordo un veicolo del genere. Tuttavia, è sempre meglio consultare il regolamento della compagnia di navigazione dove, in linea di massima, ci sarà quasi certamente una clausola che impone al proprietario della vettura di dichiarare al momento dell'acquisto del biglietto o dell'imbarco l'esistenza dell'impianto a gas.

REGOLE VARIABILI – Per alcuni armatori, per esempio Tirrenia, la mancata dichiarazione dell'impianto al momento dell'emissione del biglietto fa perdere il diritto al trasporto. Grandi Navi Veloci esige la dichiarazione al momento dell'imbarco, e i veicoli a gas vengono ospitati a bordo in garage dedicati. Anche per Moby Lines l'impianto a gas deve essere dichiarato all'atto della prenotazione specificando se l'alimentazione è a gpl o metano. In più, come ulteriore misura precauzionale, al conducente è imposto di presentarsi all'imbarco con il serbatoio del gas semivuoto. La Caronte&Tourist, società di navigazione che gestisce il traffico nello stretto di Messina, nel suo regolamento non fa alcun accenno alle vetture a gas. Va specificato che nelle condizioni di trasporto di quasi tutte le compagnie che gestiscono traghetti per i veicoli, ci sono comunque clausole generali che regolano il trasporto di merci pericolose, che qualche compagnia, però (per esempio, Tirrenia), vieta del tutto. I veicoli con tali carichi, a discrezione della compagnia stessa (e senza che il proprietario possa rifiutare), possono essere ricoverati nei garage scoperti della nave, se questa ne è dotata. In ogni caso, tali clausole si riferiscono genericamente al carico, e non sembrano mai riguardare la fattispecie di un veicolo che trasporta una bombola di gas necessaria ad alimentarlo.

PERICOLI SCARSI – La mancanza di specifici divieti all'imbarco sulle navi di veicoli alimentati a gas suggerisce in un certo senso che gli armatori non li ritengono pericolosi. Ciò è vero soprattutto per le auto con impianti più recenti, dotate delle necessarie valvole di sicurezza che permettono la fuoriuscita controllata del gas dalle bombole in caso di sovrapressioneo sovratemperatura. Certamente, però, tale fuoriuscita non è un evento molto gradito a bordo di una nave, che spesso è per definizione un'imbarcazione “chiusa” dove una concentrazione di gas infiammabile configura comunque una situazione di potenziale pericolo. Tuttavia, bisogna distinguere: se la nave è del tipo “bidirezionale” a ponte aperto, i veicoli vengono parcheggiati sul ponte di coperta, che non è chiuso. Quindi, il problema della concentrazione del gas non si pone. Diverso è il caso delle navi con garage chiusi, ai quali, di solito, l'accesso viene vietato durante la navigazione. In questi casi, la sorveglianza e quindi la scoperta di un eventuale incendio vengono di solito delegate agli impianti di video sorveglianza coadiuvati da rilevatori di fiamme e fumo, anche se una delle edizioni della conferenza SOLAS (Safety Of Life At Sea) per la sicurezza umana in mare ha introdotto la regola 42-1 che impone periodici “giri di ronda” del personale nei garage.

I TRAGHETTI E IL RISCHIO-INCENDIO – In entrambe le tipologie di imbarcazione, però, c'è da dire che un incendio a un veicolo (alimentato a gas o meno), una volta scoperto, ha buone possibilità di essere combattuto con efficacia semplicemente perché su una nave abbondano per definizione i mezzi per contrastare le fiamme, sia centralizzati (per esempio, gli impianti sprinkler automatici, a pioggia), sia individuali, ossia estintori e/o manichette, cosa che, invece, non si verifica di certo sulle strade. Le regole stabilite dalle conferenze SOLAS prescrivono inoltre che sulle navi che ospitano auto a bordo tali mezzi devono essere particolarmente numerosi ed efficienti proprio nei garage. Tuttavia, va anche riportato che la conformazione delle navi traghetto, caratterizzate da enormi spazi per i veicoli, non permette in questi locali l'adozione di paratie o porte taglia-fiamma che possano soffocare il fuoco o impedirgli di propagarsi o almeno rallentarlo. Insomma, un incendio sul ponte-garage di un traghetto porta-auto deve essere scoperto ed estinto prima possibile, perché in caso contrario può divenire totalmente incontrollabile in breve tempo.

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