Autisti professionisti “anziani”: guida senza patente depenalizzata

Nuove norme sulla patente, introdotte dall'Unione europea: in Italia sorgono alcuni problemi

23 gennaio 2013 - 7:58

È arrivata la patente di guida europea 2013 ma, come evidenzia Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore, in Italia sorgono alcuni problemi. Una norma, in particolare, riguarda gli autisti professionisti “anziani”, e di certo non va nella direzione sperata, non si tratta cioè di una regola che potrà far calare gli incidenti. Vediamo perché.

RIFORMA – Le nuove regole europee sulla patente sono entrate in vigore sabato scorso: per un ritardo della presidenza del Consiglio nell'inoltro al capo dello Stato, buona parte del Decreto legislativo correttivo (Dlgs 2/2013) di quello che ha recepito le regole in Italia (Dlgs 59/2011) sarà applicabile solo dal 2 febbraio. Questo crea diversi guai. L'ultimo riguarda gli autisti professionisti “anziani”. La riforma del Codice della strada (legge 120/10) aveva consentito agli autisti di autobus ultrasessantenni e a quelli di camion ultrasessantacinquenni (quindi che hanno superato i limiti di età consentiti ordinariamente per i veicoli più pesanti) di continuare a guidare fino ai 68 anni, se anno per anno ottengono un attestato di idoneità fisica. Da sabato 19 gennaio, chi supera i limiti d'eta ordinari e guida quei veicoli senza un attestato valido va incontro a sanzioni penali. Ma dal 2 febbraio si passerà a una semplice sanzione amministrativa di 155 euro. Esattamente come successo per altre infrazioni: un'assurdità. È vero che non serve elevare in continuazione le sanzioni (già soggette a rincaro biennale), ma almeno non si dovrebbe procedere all'indietro, facendo diminuire il potere deterrente della norma.

ADDIO REATO – C'è una clamorosa differenza, sottolineata da Caprino: se un'infrazione è considerata tanto grave da punirla penalmente, non si può poi consentire al trasgressore di cavarsela con una multa non tanto pesante oppure la violazione non è così grave e allora non ha senso considerarla reato. Di fatto, il 2 febbraio scatterà una depenalizzazione. Che, come tutte, porterà all'impunità: i trasgressori colti in fallo durante il periodo di vigenza della sanzioni penali potranno far notare al giudice che le norme sono diventate più favorevoli. La palla passerà quindi alle Prefetture, che però non potranno applicare nemmeno le sanzioni amministrative, mancando una norma che le autorizzi a farlo. Lo stesso problema era emerso già dalla settimana scorsa nel caso dei giovani motociclisti che hanno la patente A1 e guidano una moto potente. Al contrario, nella guida senza patente di macchine operatrici e agricole, in questi giorni scattano solo sanzioni amministrative, che dal 2 febbraio diventano penali. A pagare questo caos sono pure le Forze dell'ordine, in imbarazzo per i dubbi legati alle nuove norme. In attesa che i ministeri (la riforma delle patenti imposta dall'Unione europea li sta mandando in tilt) riescano a fare chiarezza, visto che sono loro i responsabili del valzer delle date di entrate in vigore delle novità.

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