Authority dei Trasporti: è uno strazio

Sono state ancora rinviate le nomine dell'Authority dei Trasporti. La nuova riunione del consiglio dei ministri è fissata il 4 ottobre 2012

1 ottobre 2012 - 6:00

Una telenovela stucchevole: è la storia dell'Authority dei Trasporti. Le nomine dei suoi membri sono state per l'ennesima volta rinviate, al 4 ottobre 2012, salvo ripensamenti ulteriori.

LA STORIA INFINITA – Come vi raccontavamo qui, il Governo doveva indivuduare entro il 28 settembre scorso la nuova terna di candidati per l'Autorità dei Trasporti: lo aveva comunicato il sottosegretario, Guio Improta, intervenendo in commissione Trasporti a Montecitorio. Ma la fumata è stata ancora nera, e (chissà) se ne dovrebbe riparlare fra pochi giorni. Di fatto, la paralisi è politica, una questione di spartizione delle poltrone in vecchio stile; siamo ben lontani dalla pura teoria, che vuole quest'Authority come un organo di controllo indipendente ed efficace, con funzioni regolatorie, per seguire il solco tracciato dal nuovo Libro bianco dei trasporti dell'Unione europea.

SUPER ESPERTI  – Nel mirino, sempre in teoria, ci sarebbe la tabella di marcia per una politica dei trasporti più competitiva e sostenibile. Si attende ancora il mix considerato ottimale per guidare quest'organo, che dovrebbe essere composto da un giurista, un economista e un esperto di trasporti. L'Autorità dei Trasporti sarà composta dal presidente e da due componenti, più il segretario generale, con requisiti precisi: di indiscussa moralità e indipendenza e di comprovata professionalità e competenza nei settori in cui opera. In caso di inosservanza dei suoi provvedimenti, avrà il potere di irrogare sanzioni, che andranno a rimpinguare un fondo per i consumatori.

CONCORRENZA – Sarà un'Authority che garantirà concorrenza, efficienza produttiva delle gestioni e contenimento dei costi per utenti, Imprese e consumatori, nonché condizioni di accesso eque e non discriminatorie alle infrastrutture ferroviarie, portuali, aeroportuali e alle reti autostradali. L'Autorità assicurerà criteri equi per la fissazione di tariffe, canoni e pedaggi, oltre a condizioni minime di qualità dei servizi di trasporto. Nel settore autostradale, fisserà per le nuove concessioni sistemi tariffari dei pedaggi basati sul metodo del price cap: tariffe più care a condizione di dimostrare gli investimenti. Però, occhio, solo per le convenzioni future fra gestori e Stato, con quelle attuali che scadono fra parecchi anni. E comunque, al di là del pessimo inizio, con un teatrino politico da prima Repubblica, il fatto è che l'Authority dei Trasporti rappresenterà un ulteriore costo per il contribuente. C'è da chiedersi se, in piena crisi e con la spending review imperante, fosse davvero necessario un ente ulteriore, ad aggravare il bilancio dello Stato.

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