Caro assicurazioni: +3,5% di aliquota alle provincie

Se il decreto sul federalismo fiscale diventasse legge il premio r.c auto subirebbe un ulteriore aumento del 3,5% per l'introduzione di un'imposta provinciale.

29 aprile 2011 - 13:50

Novità nel mondo delle assicurazioni. Secondo quanto previsto nella bozza del decreto sul federalismo fiscale le provincie potranno aumentare l'addizionale sul premio r.c auto del 3,5%. L'ennesimo aumento, per quanto ridotto possa essere, si trasformerebbe in un'ulteriore colpo per le tasche degli automobilisti italiani.

IL PARADOSSO – Durante una delle ultime sedute della commissione Finanze alla Camera il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, prospettava “una rivisitazione complessiva del meccanismo assicurativo” volta all'abbassamento dei premi assicurativi. Al termine di un incontro con Ania (Associazione nazionale imprese assicuratrici) e Isvap (Istituto di Vigilanza sulle Assicurazione Private e di interesse collettivo) il ministro aveva inoltre aggiunto: “Il governo ritiene inammissibile che il costo medio del r.c auto sia di 400 euro, contro i 200 del resto d'Europa”. Sembrerebbe dunque esserci una certa discrepanza fra le intenzioni manifestate e le misure adottate, vedi il paragrafo del decreto sul federalismo che consentirebbe alle provincie di recuperare soldi dai premi assicurativi.

LA PAROLA AI NUMERI – La bozza del decreto sul federalismo fiscale, che già comporterebbe un forte rincaro dell'imposta provinciale di trascrizione (meglio nota come IPT), contiene un passaggio relativo all'introduzione dell'addizionale provinciale sull'r.c auto. Le provincie potranno dunque imporre una tassa alle compagnie assicurative per un'aliquota pari al 3,5% dell'importo netto che la compagnia incasserebbe come premio.

QUANTO INCIDERA? – Facciamo un esempio. Se la compagnia, in base al preventivo fatto, ci chiedesse di pagare 697,66 € per l'r.c auto, considerate le attuali tasse ne dovremo comunque versare 858,11 €. Parliamo di 160,45 € in più. Dove vanno questi soldi? Ovviamente allo Stato. Nel caso del nostro esempio si parlerebbe quindi: dell'addizionale statale del 12,5% del premio netto (ossia 87,20 €), che non è detraibile, e della tassa per le spese relative al servizio sanitario nazionale del 10,5% (nel nostro caso 73,25 €), che è detraibile fiscalmente. Se dovesse essere introdotta questa addizionale dovremmo aggiungere altri 24,41 €, pari al 3,5% del premio netto. Questo è quanto dovremmo aggiungere qualora la nostra provincia onorasse fino in fondo la percentuale inserita nel decreto sul federalismo fiscale. In pratica si passerebbe dagli 858,11 di oggi ai 882,53.

MENO SOLDI + TASSE – Nel momento in cui il federalismo fiscale diventerà legge, il gettito a favore delle provincie diminuirebbe e, secondo le stime, queste ultime perderebbero circa 4,5 miliardi di euro. Ciò indurrà le provincie a trovare altri modi, ovviamente previsti dalla legge, per incassare il denaro necessario dai contribuenti. Già un modo è quello di cui vi abbiamo parlato ieri sull'Imposta provinciale di trascrizione (vedi qui). Le provincie dove si stipulano meno contratti r.c auto forse si vedranno “costrette” ad incassare per intero questa addizionale 3,5%. Tale aumento sarebbe soltanto l'ultimo che i consumatori dovrebbero sopportare se pensiamo che tra il 1994 e il 2010 i premi sono aumentati di circa il 180%! Un problema serio, in quanto grava pesantemente sulla determinazione del premio assicurativo, è quello delle frodi alle compagnie, per le quali si era parlato della costituzione di un'agenzia antifrode che pero è stata bocciata da Ania (vedi qui).

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