Zona arancione

Zona arancione: Abruzzo, Friuli, Piemonte e Sicilia a rischio

Alcune regioni vanno verso la zona arancione: cosa cambia, cosa si può fare con o senza Green Pass e quali sono i territori a rischio

21 gennaio 2022 - 11:40

Fino a non molto tempo fa tutta l’Italia era in zona bianca, poi l’arrivo della contagiosissima variante Omicron del Covid ha rimescolato le carte mandando gran parte delle regioni in zona gialla e con la prospettiva, per nulla improbabile, di finire presto in zona arancione (come è accaduto di recente alla Valle d’Aosta), con l’obbligo di sottostare a rigide restrizioni. Restrizioni che però risulterebbero decisamente annacquate per chi possiede il Green Pass. Facciamo dunque il punto della situazione ricordando come si finisce e cosa cambia in zona arancione, e quali sono le regioni a rischio.

Aggiornamento del 21 gennaio 2022 con l’anticipazione delle regioni che passano in zona arancione da lunedì 24 gennaio.

COME SI FINISCE IN ZONA ARANCIONE

In base all’art. 2 del decreto-legge n. 105 del 23 luglio 2021, una regione o provincia autonoma passa in zona arancione se l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti, e in contemporanea, il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid è superiore al 20% in terapia intensiva e al 30% nei reparti ordinari (attenzione: devono verificarsi tutte le condizioni – incidenza dei contagi, letti in terapia intensiva e letti nei reparti ordinari – non soltanto una o due delle tre).

Dopo che una regione o provincia autonoma è entrata in zona arancione, per restare tale ed evitare di finire nella fascia di rischio massima (quella rossa, dove le restrizioni sono molto severe ai limiti del lockdown, tanto che il Green Pass non è neppure contemplato), deve quanto meno mantenere il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid sotto il 30% in terapia intensiva o sotto il 40% nei reparti ordinari (basta soddisfare almeno una delle due condizioni).

Invece per tornare in zona gialla bisogna riportare l’incidenza settimanale dei contagi sotto i 150 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive. Oppure, pur superando tale limite, riportare il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid sotto il 20% in terapia intensiva e/o sotto il 30% nei reparti ordinari.

RITORNO IN ZONA ARANCIONE: LE REGIONI A RISCHIO A GENNAIO 2022

Alla luce di questi parametri, quindi, qual è l’attuale situazione nelle regioni italiane? Ebbene, un’attendibile e ben accurata anteprima del monitoraggio Covid datata 20 gennaio 2022 (grazie a Vittorio Nicoletta), assai utile per anticipare le decisioni della cabina di regia del Ministero della Salute basate per regolamento sui dati del giovedì precedente, mostra come questa settimana ci siano quattro regioni in procinto di finire in zona arancione da lunedì 24 gennaio, avendo superato tutti i parametri di riferimento (incidenza dei contagi, ricoveri ordinari e ricoveri in terapia intensiva). Queste regioni sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Sicilia, che si aggiungono alla Valle d’Aosta in zona arancione già da lunedì scorso.

Ribadiamo che per passare dalla zona bianca o gialla alla zona arancione occorre che, IN CONTEMPORANEA, l’incidenza dei contagi risulti pari o superiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti e il tasso di occupazione dei posti letto per i pazienti Covid sia superiore al 20% in terapia intensiva e al 30% in area medica. Ecco i dati aggiornati al 20 gennaio 2022.

– Regioni che al 20/1/2022 hanno superato 3 soglie su 3 (vanno o restano in zona arancione)

Abruzzo: incidenza 1978,0/100.000 – posti letto area medica: 31,6% – posti letto terapia intensiva: 22,2%.

Friuli Venezia Giulia: incidenza 2451,8/100.000 – posti letto area medica: 33,6% – posti letto terapia intensiva: 22,9%.

Piemonte: incidenza 2259,1/100.000 – posti letto area medica: 30,3% – posti letto terapia intensiva: 22,8%.

Sicilia: incidenza 1169,4/100.000 – posti letto area medica: 36,6% – posti letto terapia intensiva: 20,2%.

Valle d’Aosta: incidenza 2621,6/100.000 – posti letto area medica: 54,5% – posti letto terapia intensiva: 18,2%.

– Regioni che hanno superato 2 soglie su 3 (restano in zona gialla)

Calabria: incidenza 949,8/100.000 – posti letto area medica: 40,1% – posti letto terapia intensiva: 18,5%.

Liguria: incidenza 2629,7/100.000 – posti letto area medica: 39,7% – posti letto terapia intensiva: 18,1%.

Lombardia: incidenza 2132,0/100.000 – posti letto area medica: 35,6% – posti letto terapia intensiva: 17,7%.

Marche: incidenza 2495,1/100.000 – posti letto area medica: 28,9% – posti letto terapia intensiva: 23,9%.

Provincia di Trento: incidenza 2941,0/100.000 – posti letto area medica: 28,0% – posti letto terapia intensiva: 22,2%.

Toscana: incidenza 2197,6/100.000 – posti letto area medica: 26,4% – posti letto terapia intensiva: 21,8%.

Umbria: incidenza 1583,7/100.000 – posti letto area medica: 30,5% – posti letto terapia intensiva: 8,7% (zona bianca).

Cliccando su questo link potete leggere la situazione in tutte le regioni aggiornata giorno per giorno con i numeri dell’incidenza dei casi ogni 100.000 abitanti, dei posti letto occupati in area medica (AM) e di quelli in terapia intensiva.

È utile ricordare che i presidenti di Regione (e delle Provincie autonome) possono istituire zone gialle, arancioni o rosse locali senza dover attendere il sistema a colori nazionale e le decisioni della cabina di regia, che ha invece mandato per le misure regionali.

ZONA ARANCIONE: COSA CAMBIA PER MOBILITÀ E SPOSTAMENTI

Ufficialmente in zona arancione sono permessi gli spostamenti solo all’interno del proprio Comune, o al massimo da un Comune con al massimo 5.000 abitanti verso un altro situato entro 30 km, ad esclusione dei capoluoghi di provincia. Ovviamente sono sempre vigenti le eccezioni per motivi di lavoro, necessità o salute, per raggiungere la propria residenza, abitazione o domicilio o per usufruire di servizi e attività non sospese ma non presenti nel proprio Comune.

Tuttavia, è bene subito specificarlo, queste e altre limitazioni sono valide solo per i cittadini privi di Green Pass. Invece chi possiede la certificazione verde Covid può spostarsi liberamente anche in zona arancione, senza particolari restrizioni. Ma con una grossa differenza: con il Green Pass base (tampone) gli spostamenti sono permessi solo utilizzando un mezzo proprio o il taxi, mentre il Green Pass rafforzato o Super Green Pass (vaccinazione o guarigione dal Covid) consente di accedere anche sui mezzi pubblici.

Inoltre, sempre in zona arancione, chi ha soltanto il Green Pass base NON può:

– accedere, nei giorni festivi e prefestivi, ai negozi presenti nei centri commerciali. Eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie e tabacchi che invece sono sempre aperti a tutti;

– frequentare corsi di formazione privati in presenza (per esempio le lezioni in autoscuola).

Per queste attività è dunque necessario il GP rafforzato. Invece per l’elenco delle altre misure consentite o vietate nelle varie zone vi rimandiamo alle FAQ del governo.

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