Intervista a Walter De Silva, la matita splendente del Gruppo VW

Il nostro Vincenzo Bajardi incontra Walter De Silva, automotive designer del Gruppo Volkswagen

3 gennaio 2013 - 12:30

Walter de Silva, 61 anni da Lecco, responsabile dello Stile del Gruppo Volkswagen (12 marchi di proprietà), 1300 persone da gestire ogni giorno, più altrettante dell'indotto ha una clessidra che capovolge in continuazione. Vorrebbe che la sabbia non scendesse così in fretta. Il papà dell'Alfa Romeo 156, auto dell'anno 1998 e dell'ultima Golf, quella della settima generazione ma anche l'inventore del calandrone delle Audi e firmatario del nuovo Maggiolino, riedizione moderna del Kafer del 1938 è sempre in copertina. E' la matita splendente, la cometa del Gruppo VW. Abbiamo parlato a lungo con lui sia alla Neue National Galerie a Berlino in occasione dell'anteprima mondiale della nuova Golf sia in Costa Smeralda a margine della prova su strada sempre della Golf. Un suo desiderio è quello di disegnare, in chiave moderna ed originale, la scarpa di una donna, come faceva suo nonno.

C'è il suo zampino nella Macan Porsche?
“Sono stato subito attratto dal progetto di un modello come questo che punta ad allargare ad un pubblico più ampio l'eccellenza del marchio Porsche. La vedremo a Francoforte, nel 2013, in settembre e incanterà. Di più non posso o non voglio dire”.

Come definisce il prototipo di Urban Crossover VW Taigun, cinque porte, quattro posti, presentato al Salone di San Paolo in Brasile, quando arriverà?
“Una vettura innovativa e pulita nello stile con il tipico dna del marchio, un crossover da utilizzare ogni giorno, una world car e che vuole essere un tributo al Brasile, diventerà realtà nel 2015. Il nome è un anagramma del fratello maggiore Tiguan”.

Oltre alla Porsche e all'Italdesign di Giugiaro, ultimi marchi ad entrare nel Gruppo VW, ci sarà anche la Ducati, su quale ottovolante dovrà salire?
“E' un mondo inesplorato per me quello della moto. Quest'ultima a differenza di un'auto, ha un rapporto unico, particolare, specifico per chi monta in sella. Quindi partire da un foglio bianco per disegnarla occorre farlo dalla posizione di guida perchè pilota e due ruote sono in simbiosi. Ma anche in Ducati, come in Porsche, altro nostro marchio si respira tanta, tanta cultura. Per l'assemblaggio delle Ducati in Brasile sarà inaugurato a breve uno stabilimento a Manaus. Confesso che il mio pallino è quello di non allontanarmi mai dalla cultura di ciascun marchio: noi a Wolfsburg rispettiamo sempre le persone e la storia dei marchi. Nel 2005 all'Auto Show di Tokio ho creato molto imbarazzo nella platea perchè ho presentato l'Audi Shotting brake parlando in italiano, concept mai realizzata e che si può ammirare nel museo Audi a Ingolstadt”. Qual'è il suo colore preferito? “In assoluto l'argento chiaro o in qualche occasione il bianco, mai il nero”.

Di recente Giorgetto Giugiaro l'ha definito così: “Walter è un uomo straordinario: ha la cultura ed il buon senso per dirigere quella grande orchestra che è il Centro Stile del Gruppo Volkswagen. Lui è un solista, un virtuoso della bacchetta, bravo anche nell'organizzare il lavoro di centinaia di creativi provenienti da ogni angolo del mondo”. Ha centrato?
“Ben gentile, veniamo dalla stessa scuola, Torino, in periodi diversi, entrambi con le mani buone nel disegnare, rigorosamente con la matita, il computer eravamo noi. Oggi che c'è Giugiaro con noi siamo il gruppo di designers più forti al mondo. Dodici marchi, centinaia di modelli all'anno. E con il boss Winterkorn, il capo del Gruppo Volkswagen, lavoriamo in perfetta sintonia. Del resto lui mi ha conosciuto bene quando lavoravo all'Audi, dal 2002, quando con la A6 ho rivoluzionato l'immagine del marchio, un autentico trionfo, permettetemi di dirlo. Winterkorn è un uomo di prodotto e sa bene che con il design si apre la via del cuore. Sono un innamorato dell'auto come un fidanzatino di Peynet. Il creativo non deve porsi il problema del declino dell'auto, deve continuare a disegnare sul suo foglio bianco”.

L'offensiva VW non si arresta, è vero che entro il 2014 arriveranno 40 nuovi modelli?
“Una sfida seria, oculata. Non dimentichiamo che i tedeschi vogliono conquistare il podio più alto solo nel 2018 perchè una crescita delle vendite troppo veloce rischierebbe di introdurre elementi di instabilità nella macchina commerciale del Gruppo”.

Nelle sue funamboliche giornate ha trovato anche il tempo di scrivere la sua autobiografia “Walter Maria de Silva”, il titolo, edito da Electa, in libreria a 80 euro e presentato alla Triennale di Milano. In quelle pagine una confessione a 360° che si legge tutta d'un fiato, perchè coinvolge, appassiona, descrive i sentimenti di una persona in modo emotivo, altro che la freddezza di facebook, twitter, tabloid e altre diavolerie del genere che inaridiscono, velocizzano i rapporti umani, fuori dai sentimenti, dai battiti del cuore e da quanto si nasconde gelosamente nei gangli nervosi. Sappiamo che lei ha anche una passione per una squadra di calcio, il Milan e l'ad Galliani lo sa bene e lo coccola:
“Nei giorni scorsi, Adriano, mi ha invitato con tutta la mia famiglia al ristorante Giannino, base dei rossoneri come lo era una volta l'Assassino ai tempi di Beppe Viola ed Adone Carapezzi. Sul mio telefonino ho registrato l'attimo in cui Galliani mi ha portato la torta ed in sottofondo si udiva chiaramente l'inno della squadra. Si,sono del Diavolo sin da quando ero a scuola e quando la squadra non vince ne soffro davvero tanto”.

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