Via libera a FCA: la fusione è salva

Più vicine le nozze di Fiat con Chrysler: il 13 ottobre sbarco a Wall Street

9 settembre 2014 - 15:44

Entriamo nei dettagli della fusione fra le Case di Torino e Detroit per spiegare le varie tappe. Nel giugno 2009 Fiat trasferiva tecnologie in cambio del 20% di Chrysler. Al 67% c'era il sindacato. Nel gennaio di quest'anno Fiat acquista l'ultimo 41% da Veba a 3,6 miliardi di dollari e sale al 100% di Chrysler. Ad inizio d'agosto l'assemblea Fiat deliberava la fusione con Chrysler e nasceva FCA.

NON È STATA UNA VITTORIA SUL FILO DI LANA – Ammonta a 463,6 milioni di euro il controvalore complessivo del diritto di recesso esercitato dagli azionisti Fiat contrari alla fusione con Chrysler: ben al di sotto della soglia massima di 500 milioni posta dal cda del Lingotto per la convalida dell'operazione. Le azioni consegnate verranno pagate 7,7 euro ciascuna. In base a queste condizioni, il recesso dei 60 milioni di titoli restituiti entro la data limite del 20 agosto è di 463 milioni di euro, 36 in meno della soglia. Pertanto l'ammontare dei recessi ha solo sfiorato il tetto del mezzo miliardo di giovedì 4 settembre. Entro metà ottobre dunque nascerà Fiat Chrysler Automobiles, la sede verrà trasferita in Olanda, sede fiscale a Londra e la nuova società sarà quotata a Wall Street. Le azioni oggetto di recesso – ricorda il Lingotto – devono essere offerte in opzione agli azionisti Fiat che non hanno esercitato il recesso al valore di liquidazione. L'offerta rimane aperta fino al 6 ottobre. In quella data, se risultassero azioni non collocate, la società potrà procedere al loro collocamento mediante offerta in Borsa al valore di liquidazione. L'offerta, se effettuata, dovrà durare almeno un giorno. Le azioni non acquistate, dopo 180 giorni dalla data in cui l'esercizio del diritto di recesso, dovranno subordinatamente al verificarsi della fusione, essere acquistate dalla nuova società.

TITOLI IN PRELAZIONE AGLI ALTRI AZIONISTI – I titoli di cui gli azionisti hanno chiesto il recesso saranno offerti da Fiat in prelazione agli altri azionisti al valore di liquidazione e poi proposte al pubblico sempre allo stesso valore. Eventuali azioni rimaste invendute entro 180 giorni dalla richiesta del diritto di recesso saranno acquistate dalla FCA stessa e quindi cancellate.

ELKANN ELOGIA GLI AZIONISTI – “La quotazione a New York – ha evidenziato il presidente Elkann – darà il giusto rilievo alle attività del Gruppo sul mercato Usa e renderà più efficienti le nostre attività di finanziamento”. La stragande maggioranza degli azionisti ha scelto di continuare nel proprio impegno. La loro fiducia e il loro sostegno al piano strategico hanno importanza decisiva. Piazza Affari a Milano ha visto di buon occhio la salita di oltre il 3% dell'azione Fiat. Azione che è di 7,665 euro venerdì 5 settembre.

I FONDI CONTRARI ALLA FUSIONE HANNO FALLITO L'OBIETTIVO – Le pressioni dei fondi contrari alla fusione hanno votato contro il progetto in assemblea e hanno minacciato di esercitare il diritto di recesso per fare saltare l'operazione. Una fronda negativa che non ha però centrato l'obiettivo. Ecco spiegate le stravaganze della Borsa di Milano. La telenovela della fusione si è dunque esaurita. Adesso si pensa solo allo scuotimento del batacchio della campana che darà il via a metà ottobre alle contrattazioni di Wall Street.

GLI INVESTIMENTI IN ITALIA – Il primo giorno utile per la quotazione alla Borsa di NY di FCA è il 13 ottobre. “Con la quotazione a Wall Street- ha dichiarato l'ad Marchionne – si conclude un merger al quale avevamo lavorato da 5 anni. Ora l'obiettivo è quello di puntare sul piano dei modelli”. Entro fine 2014 il lancio dei due modelli prodotti a Melfi, i miniisuv Renegade, con il marchio Jeep, e 500X: quest'ultima verrà presentata a ottobre al salone di Parigi. Modelli realizzati sulla piattaforma delle utilitarie. Nel 2015 dovrebbe vedere la luce l'Alfa Giulia, realizzata a Cassino e il suv Maserati assemblato a Mirafiori. Logico che la scommessa più importante è quella del rilancio del Biscione che partirà proprio con la Giulia con investimento di 3 miliardi solo per questo brand.

L'OPERAZIONE NON HA ESPOSTO TROPPO IL GRUPPO – Al Lingotto escludono un aumento di capitale ma in ogni caso la decisione spetterà al consiglio di amministrazione che si riunirà il 29 ottobre e che renderà noti i dati del terzo trimestre. L'operazione, dunque, non ha esposto affatto il Gruppo.

NEL 2018 FCA VENDERA' 7 MILIONI DI AUTO NEL MONDO – Confermati i target per fine anno e quelli preannunciati a fine piano quando nel 2018 FCA dovrebbe registrare un fatturato di 132 miliardi, utili per 5 miliardi e vendita di 7 milioni di auto nel mondo. Questo significa che ci sarà l'impegno a mantenere tutti gli stabilimenti italiani (ad eccezione, purtroppo di Termini Imerese) e a farli vivere grazie alla strategia di produrre modelli premium.

MOSSA ASTUTA – Il Lingotto approfittando del basso costo del denaro in Europa ha riaperto i termini del bond da 850 milioni lanciato nel luglio scorso con scadenza luglio 2022, Fiat S.p.A. conferma che: l'incremento sarà di ammontare nominale pari a € 500 milioni e, il prezzo di emissione sarà pari al 103,265%, per un rendimento a scadenza del 4,25%, ridotto di 50 bps rispetto all'emissione originaria. Il regolamento dell'offerta è atteso per il giorno 9 settembre 2014. L'emissione sarà effettuata da Fiat Finance and Trade Ltd, S.A., società interamente controllata da Fiat S.p.A., nell'ambito del programma di Global Medium Term Notes garantito da Fiat La riapertura del prestito ha ricevuto un'ottima accoglienza e gli ordini sono stati di molto superiori all'importo dell'emissione.

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