Trasporti in sciopero oggi: dove e come si svolge la protesta

Gli autisti dei Trasporti scioperano contro l'UE. La protesta del 21 gennaio per luoghi e fasce orarie che difende la sicurezza di guida

21 gennaio 2019 - 9:55

Sono diverse le sigle sindacali che oggi aderiscono allo sciopero nazionale dei trasporti, da nord a sud si fermano i dipendenti iscritti alle sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Ugl-Fna. Stavolta il disservizio non è legato a motivazioni di natura contrattuale o economica; nessuno chiede più soldi ma solo più sicurezza per i conducenti dei mezzi di trasporto pubblico locale e privato. Lo stop è un segnale di protesta con la proposta di modifica ai regolamenti sulle ore di guida e di riposo che minerebbero la sicurezza stradale come la liberalizzazione dei servizi di trasporto persone nell'Unione europea.

4 ORE DI SCIOPERO Le modalità con cui si svolge lo sciopero dei trasporti pubblici e privati oggi 21 gennaio 2019 varia in base alle aziende e alle città. In generale gli autisti dei bus privati a noleggio si fermano dalle 10 alle 14. Mentre lo stop dei trasporti pubblici si spalma garantendo il servizio nelle fasce orarie di punta da rispettare.

  • Napoli e Palermo: lo sciopero dei trasporti pubblici si svolgerà dalle 9 alle 13.
  • Firenze: incrociano le braccia i dipendenti del trasporto pubblico locale su gomma dalle 17 alle 21, mentre i tram si fermano dalle 13 alle 17.
  • Roma: si fermeranno solo i mezzi della Cotral dalle 8.30 alle 12.30.
  • Milano: i dipendenti ATM si fermeranno dalle 8.30 alle 12.30.
  • Bologna: lo sciopero sarà attuato dalle 10.30 alle 14.30.
  • Venezia: i mezzi di trasporto pubblico si fermano dalle 10 alle 13.

TROPPE ORE DI GUIDA MINANO LA SICUREZZA Autobus, tram, metropolitane e ferrovie si fermano per 4 ore in segno di protesta alle proposte di modificare le norme che regolano i tempi di riposo e di guida, peggiorandole – come sostengono le sigle sindacali – poiché le pause sarebbero spalmate su tempi più lunghi. Inoltre l'Europa vorrebbe liberalizzare il mercato dei servizi per il trasporto privato di passeggeri nell'Unione europea, una situazione che favorirebbe in modo marcato il cabotaggio stradale e i trasporti di cabotaggio (cioè il trasporto di un vettore UE all'interno di un altro Paese UE, limitato ad oggi per contrastare appunto il cabotaggio abusivo dall'Est Europa).

LE CITTA' DOVE I MEZZI NON SI FERMANO Non aderiscono agli scioperi per garantire un servizio minimo agli utenti le città di Torino, Roma e Genova. “Torino e Roma, in ottemperanza del principio di rarefazione oggettiva che garantisce un intervallo di tempo tra uno sciopero e l'altro nello stesso bacino di utenza” spiegano le sigle sindacali. Mentre Genova, già provata dal crollo del Ponte Morandi per non alterare una situazione di viabilità straordinaria su cui conta il capoluogo ligure.

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