Terra!: il 91% di pubblicità di auto è ingannevole e non rispetta la normativa

L'indagine "Venditori di fumo" condotta dall'associazione ambientalista Terra! nel luglio 2009 ha rilevato che la maggior parte delle pubblicità delle auto in Italia viola la normativa...

16 marzo 2010 - 17:28

L'indagine “Venditori di fumo” condotta dall'associazione ambientalista Terra! nel luglio 2009 ha rilevato che la maggior parte delle pubblicità delle auto in Italia viola la normativa vigente relativa alle informazioni sui consumi e sulle emissioni di CO2.

Normativa che si fonda sul Dpr n. 84 del 17 febbraio 2003 “Regolamento di attuazione della direttiva 1999/94/CE concernente la disponibilità di informazioni sul risparmio di carburante e sulle emissioni CO2 da fornire ai consumatori per quanto riguarda la commercializzazione di autovetture nuove”, secondo cui il materiale promozionale e pubblicitario delle auto deve riportare le informazioni sulle emissioni di CO2 e sui consumi di carburante con la stessa evidenza delle altre informazioni.

Condotta tra marzo e aprile 2009 l'indagine di Terra! ha analizzato 492 inserzioni pubblicitarie, di cui 286 sulla carta stampata, 57 sulle riviste specializzate e 149 sui cartelloni pubblicitari. Di queste ben il 91% non è conforme alla legislazione vigente, per cui è da considerarsi illegale.

Delle pubblicità ritenute non conformi l'85,6% riporta i dati su emissioni/consumi con modalità e dimensioni di non facile lettura o che non hanno la stessa evidenza rispetto alle altre informazioni principali fornite. Il 5,68% delle pubblicità non conformi addirittura non riporta alcuna informazione su emissioni e consumi. Solo il 9% del materiale esaminato può essere considerato conforme alla normativa, perché riporta in maniera corretta le informazioni sui consumi e sulle emissioni di CO2 dei veicoli reclamizzati.

Per Terra! Bmw, DR, Honda, Mercedes Benz e Suzuki si differenziano perché, pur mantenendo una quota di pubblicità ingannevole che va dal 14% al 50%, hanno prodotto pubblicità di cinque modelli in conformità alla legge. Si tratta però di modelli a basse emissioni e bassi consumi, per cui è conveniente fare leva su dati del genere. Sono invece 15 le case e 20 i modelli senza almeno una informazione: Audi, Citroen, Dacia, Daihatsu, Fiat, Ford, Jaguar, Jeep, Kia, Mini, Opel, Peugeot, Skoda, Suzuki e Volvo.

Circa la Fiat, che domina sul mercato italiano, è la casa di cui Terra! ha analizzato il maggior numero di pubblicità (115 su 492 totali) e nessuna risulta conforme al Dpr 84/2003: in quattro casi le informazioni relative a consumi/emissioni sono completamente assenti; negli altri 111 casi, esse sono difficilmente leggibili o poco rilevanti.

La necessità che i consumatori siano informati sui consumi e sulle emissioni delle auto nuove che andranno ad acquistare è per l'associazione fondamentale se si vuole agire in maniera efficace contro i cambiamenti climatici.

In Italia circolano più di 35 milioni di autoveicoli, 58 vetture ogni 100 abitanti, le auto in circolazione sono aumentate con una media dell'1,4% tra il 2000 e il 2006 e a crescere è anche la cilindrata media (tra il 2000 e il 2005 si sono avute impennate anche del 30%-40% soprattutto nelle città del Nord). Tutto questo si paga con dati negativi relativi alle emissioni di gas serra. Tra il 1990 e il 2007 le emissioni sono aumentate del 7,1%, e quasi il 70% è dovuto al traffico su strada.

Dopo la sua indagine, l'associazione Terra! ha presentato un esposto presso l'Istituto della Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), la Unioncamere e le Camere di Commercio delle città sede dell'indagine per denunciare 96 differenti pubblicità illegali facenti riferimento ad altrettanti modelli di automobili, censite in 450 inserzioni. Inoltre ha chiesto: la definizione di requisiti minimi obbligatori e uniformi per la visualizzazione di informazioni relative ai consumi di carburante (l/100 km) e alle emissioni di CO2 (g/km); l'etichettatura obbligatoria dei consumi e delle emissioni utilizzando una classificazione intuitiva e immediatamente comprensibile secondo una scala di efficienza energetica simile a quella usata per gli elettrodomestici; la comunicazione obbligatoria sulle emissioni di CO2 e sul consumo di carburante degli autoveicoli anche su altri mezzi di informazione di massa attualmente esclusi come tv, radio e web; sanzioni più onerose per chi viola il Dpr 84/2003.

a cura di Simona Loconsole

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