Termini Imerese salva? La sirena Grifa ammalia dal Brasile

Piano industriale proposto da Grifa. Sarà la volta buona dopo il pieno di flop?

11 ottobre 2014 - 16:51

Per saperne di più sui piani Grifa (Gruppo Italiano Fabbriche Automobili) per rilevare l'ex fabbrica Fiat di Termini Imerese bisogna varcare l'oceano. Proprio così. La sede di questa azienda è al numero 401 di Rua Visconde de Piraja, Ipanema, la spiaggia di Rio de Janeiro, in Brasile. L'attuale amministratore delegato è Augusto Forenza, che ha guidato un'azienda di componenti che forniva la Fiat a Melfi, il capo delle relazioni istituzionali e del personale, è Giancarlo Tonelli, ex capo risorse umane di Fiat Auto. Mentre alla regìa tecnica ci sono Giuseppe Ragni, già direttore centrale dell'Alfa e condirettore generale di Alenia Aeronautica, e Giovanni Battista Razelli, un passato in Ferrari e poi gran capo del gruppo piemontese in America Latina. Da qui sono nati i rapporti con la finanza brasiliana, sfociati nell'accordo con Kob Capital. Gli attuali azionisti italiani (un immobiliarista, un operatore turistico e un produttore di macchinari per l'energia eolica), scenderanno all'uno per cento: il resto sarà tutto in mano ai manager di Kbo Capital, tutti banchieri di formazione internazionale.

PROGETTO INDUSTRIALE DA 356 MILIONI PER COSTRUIRE IBRIDE – Spiragli positivi dal recente incontro al Ministero dello Sviluppo Economico sul piano della Grifa. I sindacati parlano di un percorso che si avvicina al traguardo. E' previsto un aumento di capitale da 25 a 100 milioni di euro e dell'insediamento del nuovo cda formato da 15 elementi. Il progetto industriale ammonta a 356 milioni di euro di investimento. Tutto è  comunque legato alla soluzione della matassa sindacale. Alla fine  dell'anno scadrà la cassa integrazione per i 769 dipendenti dell'impianto siciliano dove, fino al 2011, si è prodotta la Lancia Ypsilon.

MARCHIONNE: PER NOI E' UN CAPITOLO CHIUSO -Saranno realizzate tra fine 2015 e inizio 2016 auto ibride con due prodotti iniziali nel segmento A per poi proseguire con un modello di segmento B e con uno veicolo commerciale.  Dalla fabbrica dovrebbero uscire 35 mila macchine all'anno. “Per noi Termini Imerese è un capitolo chiuso dal punto di vista produttivo, siamo già stati chiarissimi a riguardo – aveva detto l'ad del Lingotto, Marchionne nell'ultima assemblea ordinaria, nell'aprile scorso, a Torino per gli azionisti Fiat – quella fabbrica non ha più futuro. Per ogni auto che producevamo a Termini perdevamo mille euro”. Era uno stabilimento che dava lavoro a circa 2000 persone, indotto compreso, e che 10 anni ha prodotto Panda, Uno e Ypsilon 10. La chiusura dei battenti il 24 novembre del 2011. E fra pochi giorni Fiat potrebbe avviare il procedimento di mobilità per 1.100 lavoratori. Alla Fiat di Sergio Marchionne, in verità, oggi interessa soprattutto che Termini Imerese esca dal suo perimetro senza traumi sul piano sociale ed effetti negativi per l'immagine. Dopo Scajola, Berluscoi, Romani, Passera, Letta  die Zanonato la patata bollente è passata nelle mani di Federica Guidi.

RENZI, L'AUTO TORNERA' A TERMINI – Il presidente del Consiglio Renzi, in agosto, ha fatto un blitz al Comune di Termini dove ad attenderlo c'erano molti operai dell'ex stabilimento Fiat. “Termini deve continuare a produrre auto, in campo ci sono diversi progetti, da quello della Grifa che impiegherebbe nel giro di 5 anni 460 dei 780 operai ex Fiat a quello della chimica verde. Poi ci sono possibili investitori cinesi, come la Brilliance. Ho parlato con Elkann e Marchionne e mi hanno assicurato che sono pronti a cedere lo stabilimento siciliano al prezzo simbolico di un euro”. Adesso si gioca la carta dell'interporto ma quando verranno aggiudicate le gare di appalto con la burocrazia che frena.

CHE FLOP I PRECEDENTI PROGETTI DI RICONVERSIONE – Sono tutti ambiziosi i progetti per rilevare Termini Imerese. Ma fino ad oggi hanno avuto un comune denominatore, un flop dietro l'altro.  Da aziende attive nel settore dei carburanti di seconda generazione, nel settore della trasformazione di motori per autobus da normali in ibridi, dei generatori di biomasse ed ancora Landi, Radio Marelli, Moda Italia, Biogen, Mossi & Ghiolfi pronta a investire 250 milioni. Il bluff della Dr Motor, la holding di Massimo De Risio “entro l'anno 2012 nascerà il primo suv siciliano, i componenti arriveranno dai cinesi Chery e Geely”. La trasformazione della fabbrica in una Cinecittà, Career counseling e Protrade pronte ad avviare una operazione di scouting. Archiviate le suggestive ipotesi di Nissan e Mitsubishi ma anche della De Tomaso di Rossignolo per realizzare un mini Suv con investimento di 300 milioni, la costruzione di serre fiorite. Il finanziere Cimino nel febbraio 2010 voleva realizzare l'auto elettrica insieme agli indiani della Reva, la Lima Corporate, Medstudio. Viene da chiedersi come tutti, Regione, Assessorati, Sindacalisti hanno dato ascolto a questi venditori di fumo. La presenza dell'ing. Razelli (ex Ferrari e Fiat) nel cda di Grifa lascia ben sperare.

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