Tanta Italia in casa Audi

Da dè Silva, De Meo, Longo, Ducati, Giugiaro a Lamborghini

16 settembre 2013 - 9:09

Il brand Audi, rilevato da Daimler Benz nel 1964 dal Gruppo VW, ha tanto tricolore italiano, dallo Stile, ai manager, ai brand, Ducati, Italdesign di Giugiaro e Lamborghini. Ma il Gruppo tedesco annovera anche i marchi Bentley, Bugatti, Porsche, Seat e Skoda. Una autentica galassia nel mondo dell'auto.

LO STILE BY DE SILVA – Walter Maria de Silva, nato a Lecco nel '51, super tifoso del Milan, è il capo del Centro Stile del GruppoVolkswagen, con la responsabilità di tutti i marchi del colosso tedesco, quindi anche Audi. Nell'86 dirigeva il Centro Stile Alfa Romeo, nel '99 lasciava il Gruppo Fiat per entrare a Wolfsburg ed essere nominato numero uno del Centro Stile Seat di Barcellona, nel 2002 passava in Audi e dal 2007 tutte le auto del Gruppo VW portano la sua firma stilistica. Quanti successi dalla sua matita, ne ricordiamo alcuni: dall'Alfa 156 al rinnovato mito Maggiolino, all'Audi A5 Coupè, alla VW Polo.

DE MEO EX MARCHIONNE BOY – Luca De Meo, ex Marchionne Boy ai tempi della Fiat 500, esperienze di prodotto in Toyota Italia, nel board Audi è responsabile del Marketing mondiale. “La presenza di aziende e uomini italiani nel nostro Gruppo fanno parte di una strategia rivolta alla Ricerca e allo sviluppo delle eccellenze di cui sono portatrici. Audi è emozionalità e regala ai suoi clienti sensazioni forti e contenuti tecnologici all'avanguardia. La nostra sfida nel mondo dell'auto è tenere questo bene il più possibile legato alla mobilità e lo facciamo attraverso iniziative come l'Audi Urban Future Award, un concorso annuale per disegnare le città del futuro, oppure partecipando ad eventi come il SEMA di Las Vegas”.

LONGO, DIRETTORE AUDI ITALIA – Direttore di Audi Italia da febbraio nel VW Group Italia guidato da Massimo Nordio, Fabrizio Longo ha maturato una lunga esperienza in Fiat, Aprilia, Toyota, Bmw e Hyundai. “Per il 2015 – ha detto – è previsto un rinnovamento drastico sul piano tecnologico e nello stile. La prossima A4 avvierà la svolta”.

DUCATI ENTRA NELL'IMPERO TEDESCO – Il marchio Ducati è di proprietà del 100% di Lamborghini (marchio a sua volta di proprietà dell'Audi). L'acquisizione è costata ai tedeschi 860 milioni di euro. Al Salone di Francoforte nello stand Audi a presentare l'ultima novità, la Ducati 899 Panigale, c'era l'ingegnere Claudio Domenicali: “La proprietà è tedesca, ma la Ducati resta a Bologna. Con le 36.050 moto vendute nel 2010 e le 42.233 moto del 2011, il 2012 si è concluso con il record di 44.102 moto. Lo sviluppo dei futuri prodotti Ducati passa attraverso una serie di priorità imprescindibili, che hanno nella qualità costruttiva, nel design, nella leggerezza complessiva delle moto e nelle performance i principali capisaldi. In questo senso, la possibilità di disporre degli sviluppi e delle tecnologie Audi sarà di grande aiuto nel futuro, anche se i primi frutti della sinergia del lavoro si vedranno almeno tra uno o due anni, considerato che il progetto di un nuovo modello necessita mediamente di 36 mesi totali tra definizione e sviluppo”.”Sono fiducioso che Audi-Lamborghini permetteranno a Ducati di proseguire i programmi del proprio posizionamento sui mercati di tutto il mondo” – aveva detto in passato l'ex l'ad Ducati, Gabriele del Torchio, ora da qualche mese al timone della compagnia di bandiera Alitalia.

GIUGIARO E L'ITALDESIGN, UN PIENO DI IDEE – Giorgetto Giugiaro ha ceduto l'azienda, per il 90,5%, ai tedeschi dopo lunga riflessione anche con il figlio Fabrizio: “La mia prima Audi – ha detto Giugiaro senior – è stata il prototipo Asso di Picche del 1973. Sottolineo che il fatto di essere inseriti in un grande Gruppo ti rende la vita più serena”. “Italdesign fa una cosa molto importante – ha evidenziato de Silva – design e ingegneria. Acquisendola ci siamo assicurati tanti validi designer ingegneri, ciò che ci serve per far fronte ai tanti progetti ambiziosi che abbiamo in programma per i prossimi anni”.

LAMBORGHINI ACQUISITA NEL 1998 – Lamborghini, prestigiosa azienda di Sant'Agata Bolognese fondata da Ferruccio Lamborghini nel 1963 fu acquistata da Audi nel 1998 con un prezzo ancora oggi top secret. Il presidente e ad di Lamborghini, è il tedesco Stephan Winkelmann, dirigente pluripremiato. “Bilancio molto positivo nel 2012 – ha sottolineato Winkelmann – con 2.083 vendite (+ 30%), il giro d'affari ha registrato un'impennata del 46% a 469 milioni di euro. La best seller Gallardo si avvia l'anno prossimo, ad essere sostituita, ma abbiamo deciso di renderle omaggio con la versione Squadra Corse, formula che consolida la nostra attività rivolta ai clienti sportivi”. Da quando Lamborghini è nel Gruppo Audi, la Gallardo ha firmato il rilancio ed il consolidamento sui principali mercati mondiali. A Francoforte la Gallardo LP 570-4 Squadra Corse sfoggiava una livrea grigio opaco e una filettatura tricolore a sottolinearne la sua italianità, motore V10, 570 cv, tiratura limitata, 200 mila euro.

AUDI, VOLUMI MONDIALI RECORD – “Abbiamo migliorato tutti i nostri target annuali – ha detto Rupert Stadler, presidente di Audi – realizzando nel 2012 ricavi per 48,8 milioni di euro e volumi mondiali record con 1.455.123 unità. Siamo proiettati nei prossimi anni alla scalata ai vertici del segmento premium mondiale. Entro il 2015 prevediamo di investire ulteriori 11 miliardi di euro in nuove tecnologie e nell'espansione della capacità produttiva globale. Nel 2016 in Messico sarà prodotta la futura generazione del Suv Q5”. A Francoforte tanta ammirazione per i modelli A8/S8 e A3 Cabrio e per la concept Sport quattro.

 

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