Sicurezza Stradale: lo smartphone avviserà pedoni e ciclisti dei pericoli

Così Honda riduce il rischio d'impatto presentando le propri nuove tecnologie a Detroit

15 settembre 2014 - 13:18

Sicurezza, parola d'ordine. Da Detroit il comune denominatore è uno solo: arrivare prima degli altri e offrire ai guidatori un notevole contributo tecnologico ma anche psicologico. Fra i protagonisti l'industria giapponese con gli ultimi ritrovati della tecnica firmati Honda.

RISCHIO D'IMPATTO, CI PENSA HONDA – Meritano riguardo le innovative funzioni illustrate nel Michigan da Honda che ha presentato una vettura laboratorio che che avvisa direttamente tramite una chiamata sul telefonino il ciclista o il pedone che potrebbero trovarsi sulla sua traiettoria e quindi a rischio d'investimento. Come avviene questo dialogo tra l'auto e l'ambiente? Entrano in funzione le tecnologie “V2X” che comprendono i sistemi V2P/B (Vehicle to Pedestrian and Bicycle) e V2M (Vehicle to Motorcycle). Inoltre il sistema V2P/B, che punta ad eliminare gli investimenti di pedoni e di ciclisti sulle strade extraurbane, utilizza un sistema di comunicazione DSRC a breve raggio, che dialoga con gli smartphone in cui sia stata inserita una app. Quando i sensori video e radar dell'auto rilevano la presenza di un pedone o di una bicicletta sulla traiettoria del veicolo, il sistema invia in automatico allo smartphone un segnale di allarme che viene riconosciuto come “allerta” di un probabile investimento. Nel caso del motociclista il sistema può essere implementato inserendo anche un allarme nella strumentazione di bordo. Honda, poi, ha illustrato la tecnologia V2V (Vehicle to Vehicle) denominata Virtual Tow, cioè traino virtuale. Se un guidatore ha bisogno di assistenza e si trova, ad esempio per un malore, nella impossibilità di controllare l'auto, tramite il Virtual Tow può lanciare anche automaticamente una richiesta di aiuto ai veicoli che si trovano nelle immediate vicinanze. Chi riceve la chiamata dal sistema può collegarsi virtualmente all'auto in difficoltà e trainarla, collegandosi ai suoi comandi, fino ad una zona sicura o in ospedale.

COME NEUTRALIZZARE GLI IMPREVISTI – Una vettura che sbuca all'improvviso da una strada laterale, un'altra che si ferma all'improvviso davanti a noi. Lavori in corso mal segnalati. Per ovviare a questi imprevisti, un valido aiuto potrebbe arrivare dai sistemi V2V (Vehicle-to-Vehicle) e V2I (Vehicle-to-Infrastructure), già disponibili: si basano su sistemi e su dispositivi di costo contenuto come microprocessori, ricevitori GPS (Global Positioning System) e moduli WLAN (Wireless Local Area Network). Il tutto racchiuso nello spazio di un telefono cellulare o di un navigatore satellitare portatile. Mentre il sistema V2V consente agli autoveicoli che ne sono dotati di interfaccia fra loro e scambiarsi informazioni, il sistema V2I “lavora” anche con i dispositivi dell'infrastruttura stradale (come, ad esempio, un semaforo che avverte l'automobilista quando scatterà il rosso). Kapsch TrafficCom ha presentato un inedito sistema V2X che consente la comunicazione tra i veicoli o tra veicoli ed infrastrutture. Il metodo offre una precisa analisi delle condizioni del traffico sempre aggiornata anche in caso di incidenti improvvisi. Le informazioni sul limite di velocità, deviazioni, rallentamenti e incidenti sono visualizzate su dispositivi all'interno delle auto consentendo una risposta immediata da parte di chi siede al volante. Queste tecnologie migliorano la sicurezza stradale, riducendo le possibilità di distrazione per il guidatore.

SMARTPHONE E STRADE – Gli smartphone e l'asfalto che percorre l'auto non vanno molto d'accordo. Honda però insiste nella sicurezza e vuole migliorarne il rapporto grazie ad una tecnologia studiata proprio per minimizzare gli incidenti tra auto, pedoni e motociclette. C'è il sistema sperimentale, ideato dal settore Ricerca e Sviluppo della Casa giapponese, denominato Vehicle-to-Pedestrian (V2P, ispirato alle tecnologie vehicle-to-vehicle e vehicle-to-infrastructure): sfrutta il segnale Gps e un protocollo Dsrc (Dedicated Short Range Communications) per mettere in comunicazione il telefonino del pedone con l'automobile, equipaggiata con un head-up display collocato sul cruscotto. La funzione è quella di avvisare il conducente non appena un pedone si avvicina alle strisce o si dirige in una direzione pericolosa, emettendo un segnale audio-video: così, evitare la collisione diventa semplice. Inoltre, l'allarme compare anche sullo smartphone del pedone, interrompendo momentaneamente ogni altra attività. Anche la retromarcia, ad esempio nei parcheggi, prevede un avviso intermittente su entrambi gli schermi, più frequente man mano che pedone e veicolo si avvicinano. Il sistema V2P opera sia quando la visuale tra pedone e auto è libera, sia quando di mezzo ci sono muri, oggetti o altre vetture. La tecnologia riconosce l'attività del pedone (ad esempio se sta ascoltando musica con le cuffie o inoltrando un messaggio), tenendo così conto dei suoi tempi di reazione.

PROGETTO RICHIESTO DAL DIPARTIMENTO TRASPORTI USA – In particolare questo progetto di Honda è stato avviato nell'ambito del Connected Vehicle Safety Pilot Program, richiesto dal Dipartimento dei Trasporti Usa. Per la cronaca anche altre Case, come General Motors, hanno avviato progetti similari, puntando sulla sicurezza e le potenzialità della connettività Wi-Fi.

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