Si possono spiare le preferenze di voto attraverso Google Street View?

Secondo la Stanford University si. Una ricerca che ha utilizzato le immagini provenienti da Google Street View per scoprire i gusti elettorali

19 gennaio 2018 - 12:47

Tra qualche mese gli italiani andranno al voto. Nel momento in cui cominciano ad infiammarsi le campagne elettorali, tutti i partiti cercano di utilizzare gli attuali sistemi disponibili, come sondaggi e ricerche, per cominciare a capire le proprie quotazioni tra la popolazione. Dall'America però arriva un'interessante ricerca, targata Stanford University, che ha correlato le immagini presenti in Google Street View con vari fattori, riuscendo a prevedere per quale schieramento propenderanno maggiormente i quartieri e quindi le città, rilevando un'altra serie di interessanti informazioni.

COM'È NATA LA RICERCA Cominciamo dalla ricerca vera e propria, che ha spiegato un importante numero di forze in campo, per approfondire e sfruttare per altri fini i servizi offerti da Google e dal suo Street View – che nel mentre ha ricominciato a “mappare” l'Austria. Un ruolo inaspettato per questo servizio, che ha in sostanza sostituito il censimento per mappare i cittadini di alcune di circa 200 città americane, tra le quali Chicago, New York e San Francisco. Per fare ciò è stata utilizzata un'intelligenza artificiale in grado di analizzare oltre 50.000 immagini provenienti da Street View, correlandole al quartiere di provenienza e alla relativa città, offrendo un quadro chiaro e particolarmente pertinente – mentre Roma un sistema simile viene utilizzato per fare le multe.

UNA INTELLIGENZA ARTIFICIALE DIETRO I NUMERI Tale intelligenza artificiale è stata istruita a riconoscere alcune caratteristiche delle auto come segmento, modello, prezzo e media dei consumi, classificandole in circa 2.600 categorie. Solo grazie a questa intelligenza artificiale è stato possibile analizzare 50 milioni di immagini, e che, se effettuato da una equipe “umana” avrebbe richiesto un tempo di ricerca molto maggiore, circa 15 anni. Una volta rilevate le zone e le rispettive auto, gli scienziati, capitanati da Timnit Gebru della Stanford University hanno stilato i risultati.

MARCHI E MODELLI GLI INDICATORI I quartieri con la più alta concentrazione di Honda e Toyota indicano una maggiore presenza di cittadini asiatici, mentre le Chrysler, Buick e Oldsmobile sono associati ai quarti con predominanza afro-americana, mentre Volkswagen, Aston Martin e altri Marchi “premium” sono stati correlati ad una maggiore presenza di bianchi. Ancora più interessante se, oltre ai marchi, si vanno ad analizzare le tipologie di auto, in questo caso berline e pick up. Se in un quartiere, o in una città, sono presenti più berline, c'è la probabilità che l'88% degli abitanti voti democratico, viceversa, con una maggiore presenza di pick up, i dati attestano circa l'82% di possibilità di voto repubblicano.

SOSTITUIRÀ IL CENSIMENTO? Per valutare la bontà di questi dati, i risultati sono stati confrontati con quelli delle elezioni presidenziali del 2008, trovando una forte correlazione. Un sistema che ha comunque evidenti limiti, non calcolando la percentuale di bambini o del numero di persone all'interno di un nucleo familiare, ma senza dubbio rappresenta una strada interessante e che può avere ampi margini di sviluppo, tanto da poter sostituire, almeno secondo i ricercatori, le ricerche sul censimento classiche – sempre in America, Google ha presentato i nuovi servizi per Android Auto, qui il nostro approfondimento. Secondo voi, un sistema potrebbe funzionare in Europa e, soprattutto, in Italia? Diteci la vostra nei commenti!

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