Semaforo giallo per Alfa Romeo: sul “pedale Giulietta” è poco chiara, i concessionari ancora meno

Sulla vicenda del pedale della Giulietta arriva da Torino un comunicato ufficiale che non chiarisce tutti i dubbi. E la rete Alfa Romeo non fornisce ancora informazioni esaurienti.

22 giugno 2010 - 16:20

Luci e ombre sulla la vicenda del pedale dell'acceleratore della nuova Alfa Romeo Giulietta, che può incastrarsi nel piattello di fine corsa situato sulla moquette.

Le luci sono dovute al fatto che SicurAUTO.it ha accertato che, con una circolare datata venerdì 18 giugno, Alfa Romeo ha invitato la rete a comunicare alla direzione centrale i numeri di telaio degli esemplari di Giulietta già consegnati affinché il reparto Customer Care possa contattare i proprietari e invitarli a portare la vettura presso le concessionarie per la sostituzione del piattello incriminato, la cui versione modificata è leggermente più grande e richiede pochi secondi per essere installata.

Insomma, il problema è già avviato a soluzione sia per le poche Giulietta già in circolazione, sia per quelle ancora da consegnare, che verranno spedite alle concessionarie già modificate (per quelle in viaggio invece provvederanno sempre le officine).

Qualche ombra, invece, sussiste sul comunicato stampa riguardante la vicenda che il gruppo Fiat ha emesso il 21 giugno, cioè dopo il video-scoop con cui SicurAUTO.it ha dimostrato come il pedale possa bloccarsi anche sulla vecchia Fiat Stilo, sulla più recente Bravo e sulla Lancia Delta.

Il comunicato è stato evidentemente confezionato per fare chiarezza, ma lascia invece irrisolte alcune questioni.

Intanto, Fiat ammette che, contrariamente alle recenti dichiarazioni “a caldo” dell'ad di Alfa Romeo Harald Wester, alcune Giulietta sono già state consegnate ai clienti. Tuttavia, per queste ultime, accenna solo vagamente all'intervento di risanamento già avviato fin dal 18 giugno. Fiat avrebbe invece fatto meglio a citare la comunicazione e anche la data precisa di inoltro alla rete, importante per prevenire le eventuali critiche e per dimostrare la sua sollecitudine nell'affrontare il problema.

Il comunicato dichiara anche che, grazie al dispositivo “brake override system”, con il pedale dell'acceleratore premuto o bloccato il numero dei giri della vettura viene riportato automaticamente al minimo quando si preme anche quello del freno e (testualmente) che il dispositivo, oltre che sulla Giulietta, è presente anche su “altri modelli del Gruppo”. Però non specifica quali e citando le modifiche alla Giulietta, omette di dire se intende intervenire anche sugli altri modelli per i quali SicurAUTO.it ha accertato la possibilità che il pedale si blocchi.

Infine, va sottolineato che il messaggio alla rete è datato 18 giugno, ma che nei giorni precedenti non ne risulta inviato alcuno che inviti la rete a sospendere precauzionalmente la consegna delle Giulietta fino a nuovo ordine. Ciò forse spiega perché ancora il 17 giugno, cioè cinque giorni dopo che il tam-tam mediatico aveva rivelato l'inconveniente, i venditori Alfa dichiaravano di non saperne nulla o fornivano informazione frammentarie e confuse.

SicurAUTO.it l'ha accertato telefonando in incognita a qualche concessionaria e simulando interesse per l'acquisto di una Giulietta.

A Roma, il venditore ha dichiarato che il problema non esisteva in quanto tutte le auto sarebbero state consegnate già modificate e che le due vetture immatricolate alla concessionaria come auto dimostrative non erano interessate al difetto perché avevano la pedaliera in alluminio inserita nel “pack Sport”.

A Torino il venditore si è risentito e quasi infastidito quando gli abbiamo parlato del problema.

A Bologna hanno ipotizzato che il difetto era forse in un “sensore di rilevazione”, che i due o tre esemplari consegnati non l'avevano avuto e che solo una delle due Giulietta in prova, quella “con motore 1.4 da 150 CV” l'aveva manifestato ed era stata modificata.

A Orvieto, invece, il venditore (interpellato il 21 giugno), s'è dimostrato reticente e per le spiegazioni ha cercato insistentemente di svicolare e di dirottarci sul capofficina, come se non toccasse alla forza vendita fornire ai potenziali clienti informazioni trasparenti e complete.

Insomma il correttivo è arrivato ma la gestione della faccenda poteva essere più puntuale specialmente per quanto riguarda le informazioni ai consumatori.

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