Sanzione di 200.000 euro per Fiat, la fuel card era ingannevole

L'Antitrust multa il Lingotto con 200.000 euro di sanzione per la Fuel Card, sulla quale SicurAUTO.it aveva avuto qualche sospetto

14 dicembre 2012 - 8:00

Esattamente qui vi raccontavamo dell'iniziativa di Fiat, esprimendo i nostri dubbi, con una specie di anticipazione che adesso si rivela fondata. Infatti, l'Antitrust (provvedimento numero 24070) ha appena appioppato una multa di 200.000 euro a Fiat perchè la Fuel Card, per come veniva presentata, era ingannevole.

PREZZO BLOCCATO? – La segnalazione è partita dall'Unione nazionale consumatori e Altroconsumo, due associazioni dei consumatori. Il procedimento concerne il comportamento posto in essere da Fiat, consistente nell'aver diffuso, nei mesi di giugno e luglio 2012, informazioni ingannevoli nell'ambito di una campagna pubblicitaria nella quale veniva offerta la possibilità, a fronte dell'acquisto di un'auto della gamma Fiat, di bloccare per tre anni il prezzo di acquisto del carburante (“Oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro al litro per 3 anni”). La campagna è stata articolata in numerosi spot televisivi e radiofonici, diffusi sulle reti Mediaset e sulle reti televisive e radiofoniche RAI, oltre che attraverso il canale Internet. Lo spot televisivo si apriva sottolineando il forte incremento di prezzo del carburante registrato negli ultimi anni e, mentre scorrevano le immagini di autocisterne che percorrevano una strada in salita con l'indicazione del prezzo del carburante registrato dal 1999 (1,00 euro) al 2012 (1,85 euro), una voce fuori campo enfatizzava l'offerta asserendo: “ma da oggi con Fiat tutto cambia, la vita torna in discesa. Fiat riporta il prezzo a un euro e lo congela fino al 2015”. Lo spot si chiudeva con un fermo immagine che riportava il seguente claim: “oggi Fiat blocca il prezzo del carburante ad 1 euro a litro per tre anni”. Più in basso, con minore evidenza grafica, si leggeva: “offerta valida presso i distributori di carburante IP aderenti all'iniziativa”. Ancora più in basso, venivano riportate altre informazioni che, data la brevità del fermo immagine, circa quattro secondi, e l'ancor minore evidenza grafica, risultavano di fatto illeggibili. Le condizioni dell'offerta promozionale erano reperibili sul “regolamento per l'operazione a prezzi denominata supercard blocca il prezzo 1 euro lt” presente sul sito www.fiat.it nella sezione “Resources”, alla voce “E-brochure – Regolamento”. Sotto la voce omaggio si leggeva: “La supercard darà diritto di acquistare carburante alla pompa presso i distributori IP aderenti all'iniziativa, al prezzo di Euro 1,00= per un quantitativo massimo di litri differente a seconda del modello vettura acquistata per un periodo pari a 3 anni dalla data di attivazione della fuel card come segue: – Fiat Freemont benz. Litri 4.500;…………Fiat Punto litri 1.700 ………. Fiat Nuova Panda litri 1.200. L'omaggio è da considerarsi IVA inclusa, la fuel card avrà una limitazione giornaliera riferita al prezzo del carburante pompa non promozionato di euro 200 Iva inclusa”.

PROBLEMA – Nel messaggio pubblicitario non vi era alcun riferimento né alla circostanza che il quantitativo di litri di benzina offerti con la campagna pubblicitari di cui trattasi era contingentato in base alla tipologia di autovettura eventualmente acquistata, né in merito alla circostanza che dall'offerta erano esclusi i veicoli cosiddetti Bi-fuel. L'offerta, infatti, era rivolta solo agli acquirenti di veicoli Fiat nuovi, alimentati a benzina o diesel. Così fino a luglio 2012. Un esempio: uno spot pubblicitario diffuso sulle principali reti televisive nazionali, presente anche sul sito www.fiat.it, si apriva sottolineando il forte incremento di prezzo del carburante registrato negli ultimi anni. Mentre scorrevano le immagini di autocisterne che percorrevano una strada in salita con il prezzo del carburante registrato dal 1999 (1,00 euro) al 2012 (1,85 euro) una voce fuori campo enfatizzava l'offerta e spiegava che : “[…] da oggi con Fiat tutto cambia, la vita torna in discesa. Fiat riporta il prezzo a un euro e lo congela fino al 2015”. Lo spot si chiudeva con due fermi immagine. Il primo fermo immagine riportava il seguente claim: “a luglio scegli una Fiat avrai il prezzo bloccato a 1 euro a litro per tre anni”. Più in basso, riportato con minore evidenza grafica, si leggeva: “non cumulabile con altre iniziative”. Il secondo fermo immagine riportava la seguente dicitura “in più fino a mille euro di extrabonus sulle vetture in pronta consegna”. Più in basso ancora, con minore evidenza grafica, si leggeva: “offerta valida presso i distributori di carburante IP aderenti per chi sceglie Fiat fino al 31/07/2012 in base alle soglie massime di litri previste per ogni modello”. Infine, venivano riportate altre informazioni che, data la scarsa evidenza grafica, risultavano di fatto illeggibili. Infine lo speaker concludeva dicendo: “soglie massime di litri previste per modello”.

IL PUNTO CRUCIALE – Il profilo oggetto di contestazione nell'ambito del presente procedimento ha riguardato le informazioni inesatte o comunque incomplete fornite da Fiat circa le reali condizioni e limitazioni di applicabilità dell'offerta promozionale presentata con il seguente claim: “Oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro al litro per 3 anni”. Il claim diffuso tramite gli spot televisivi “Oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro al litro per 3 anni” induce il consumatore a ritenere – contrariamente al vero – che, per un periodo di tre anni, possa pagare la benzina 1 euro senza alcuna limitazione quantitativa di litri acquistabili e con qualunque tipologia di automobile Fiat. Inoltre, in nessuna pubblicità è stato chiarito che dall'offerta di cui trattasi erano escluse le autovetture bi-fuel e che l'offerta stessa non era cumulabile con altre analoghe iniziative commerciali del Lingotto. Fiat ha fatto pervenire una prima memoria difensiva rispetto alle informazioni richieste nella comunicazione di avvio del procedimento e ha contestualmente informato l'Autorità che il messaggio in base al quale è stato avviato il procedimento era stato modificato. Alla luce delle modifiche apportate al primo messaggio oggetto del procedimento, l'Autorità in data 25 luglio 2012 ha deliberato di non adottare la misura cautelare ai sensi dell'articolo 27, comma 3, del Codice del Consumo e dell'articolo 9, comma 1, del Regolamento. Ma il 31 luglio, le evidenze raccolte nel corso dell'istruttoria hanno comunque segnalato l'opportunità di ampliare l'oggetto del procedimento al messaggio diffuso nel mese di luglio 2012.

DIFESA FIAT – Nelle memorie presentate, Fiat ha preliminarmente chiarito che le condizioni di applicabilità dell'offerta pubblicizzata con la campagna pubblicitaria rappresentata dal claim “Oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro al litro per 3 anni” sarebbero state illustrate dettagliatamente nel sito internet www.fiat.it e presso i concessionari autorizzati. Il consumatore sarebbe quindi stato messo nella condizione di effettuare le proprie scelte in piena libertà e consapevolezza. In ogni caso – dice Fiat – i messaggi pubblicitari contestati non sarebbero stati in grado di influenzare le scelte dei consumatori, soprattutto perché il prodotto offerto, cui era legata la promozione, non è un prodotto che si acquista d'impulso, data l'entità economica della spesa connessa all'acquisto di un'auto. I destinatari dei messaggi si identificano con gli adulti la cui decisione di acquisto di un bene economicamente rilevante, qual è una macchina, non è certo immediata. Non si tratta, infatti, di un bene di consumo di primaria necessità o di beni che, avendo un prezzo di acquisto irrisorio o di valore tale da non incidere sulle capacità di spesa di un soggetto, consentono al consumatore di decidere sulla base della suggestione ingenerata da un messaggio pubblicitario. È un dato di comune esperienza – sostiene Fiat – che l'acquisto delle autovetture, da parte del potenziale acquirente, avviene dopo aver proceduto ad analisi comparative con prodotti concorrenti ed aver acquisito informazioni sulla stampa di settore. Insomma, Fiat ha sostenuto la non ravvisabilità dei profili di scorrettezza contestati dall'Autorità nel provvedimento di avvio del procedimento de quo in relazione alla pratica sopra descritta. Per quanto riguarda invece il messaggio diffuso nel mese giugno 2012, in merito all'asserita non comprensibilità delle informazioni essenziali a chiarire la portata dell'offerta, anche in virtù dell'esiguità dei caratteri utilizzati nello spot e della scarsa permanenza in video, si rileva che sarebbe complicato determinare un parametro di valutazione da adottare per calcolare il tempo minimo necessario affinché una determinata scritta in sovrimpressione sia letta integralmente dalla generalità dei consumatori. I tempi di lettura, infatti, si differenziano da persona a persona e dipendono da molteplici fattori, nonché dal reale interesse alla visualizzazione e alla comprensione del filmato in diffusione da parte dei destinatari.

ALLA FINE – Gli spot pubblicitari oggetto del presente procedimento sono incentrati sul claim “Oggi Fiat blocca il prezzo del carburante a 1 euro al litro per 3 anni” e non contengono alcuna indicazione che allerti il destinatario del messaggio che l'offerta è soggetta a una serie di limitazioni che ridimensionano in modo notevole l'offerta stessa. I messaggi, infatti, omettono di indicare in modo chiaro che l'acquisto di una autovettura nuova Fiat, escluse quelle c.d. bi-fuel che non sono state inserite tra quelle a cui è applicabile la promozione, dà diritto ad ottenere una fuel card che consente agli acquirenti di acquistare presso alcuni distributori IP aderenti all'iniziativa un certo numero di litri di carburante al prezzo di 1 euro. I quantitativi di carburante acquistabili sono definiti sulla base del modello di autovettura acquistata. Sul punto, dice il Garante, “non è assolutamente accoglibile la tesi prospettata da Fiat nelle proprie difese in merito alla circostanza che i destinatari dei messaggi sono in grado di reperire tutte le informazioni in un momento successivo alla visione dello spot pubblicitario. Infatti, la circostanza che il consumatore possa acquisire ulteriori informazioni in un momento successivo non è idonea a sanare le omissioni informative contenute nei messaggi pubblicitari, che sono in gran parte incentrati sulla rilevanza e sull'unicità della possibilità, acquistando una autovettura Fiat, di poter usufruire di un prezzo del carburante particolarmente conveniente”. E ancora: “L'omessa indicazione relativa al limite di fruibilità dei litri di carburante a 1 euro incide profondamente nell'orientare le scelte dei consumatori, in quanto l'assenza di indicazioni in merito all'esistenza di limiti di litri di carburante al prezzo offerto può spingere i destinatari dell'offerta all'acquisto di un'autovettura Fiat proprio con l'aspettativa di poterla utilizzare con maggiore frequenza alla luce della possibilità di usufruire di un prezzo del carburante particolarmente conveniente”. Per quanto riguarda lo spot diffuso nel mese di giugno 2012 – insiste il Garante – i caratteri utilizzati per la nota legale, che appare nella parte finale, unitamente al tempo di durata delle informazioni in sovraimpressione (circa quattro secondi), rendono oggettivamente impossibile, per qualsiasi consumatore, la lettura e la conseguente presa di coscienza delle condizioni generali dell'offerta promozionale, soprattutto in assenza di qualunque indicazione nel claim principale che induca a verificare la completezza di quanto affermato. Di qui la multa di 220.000 euro: in considerazione della situazione economica del professionista, che presenta condizioni non positive con un bilancio in perdita, ribassati a 200.000 euro. E ovviamente viene vietata la diffusione dello spot, ritenuto ingannevole.

1 commento

Bruno
15:02, 14 dicembre 2012

Sarebbe interessante sapere se Fiat pagherà la multa (scontata) oppure farà ricorso, come hanno fatto altre aziende del settore auto sanzionate dall' Antitrust per messaggi pubblicitari ingannevoli. Una persona addetta ai lavori mi ha precisato che queste multe si devono pagare subito.Sarà vero? Assolutamente ridicolo lo sconto di 20 mila euro ad un colosso come Fiat, a causa del bilancio in perdita (bilancio di quale anno?). Giova ricordare che il falso in bilancio non è più reato, dunque per avere lo sconto basta dichiarare che l'azienda è in perdita. Personalmente, di recente, non sono riuscito a sapere se un'altra Casa automobilistica sanzionata dall'Antitrust avesse pagato la multa: sembra sia un segreto di Stato. Ci riusciremo questa volta?

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