Sam Schmidt: l'ex pilota che guida con occhiali e cannuccia

Paralizzato dalla testa in giù, Sam Schmidt è riuscito a guidare nuovamente in pista grazie a sensori e telecamere

2 aprile 2017 - 10:00

Quando si parla di competizioni, purtroppo, spesso ci si ritrova sempre a parlare anche di incidenti, che nel corso della storia hanno spezzato vite o hanno reso persone inabili a svolgere una vita “normale”. Ci sono anche molti esempi di persone che, però, hanno combattuto contro la disabilità arrivata da un incidente e sono riusciti a stabilire record o inseguire la propria passione. Uno di questi è Sam Schmidt, ex pilota di Formula Indy che è riuscito a guidare nuovamente in pista con l'aiuto della tecnologia.

DISABILITA' MOTIVANTE Quando si pensa ad un ex pilota vittima di incidente che, reso disabile dall'accaduto, è riuscito ugualmente a portare avanti la sua vita ed inanellare successi uno dietro l'altro, non ci si può riferire che ad Alex Zanardi. Sappiate però che la sua storia non è unica, perché c'è anche un'altra persona che è riuscita a fronteggiare la propria disabilità ed inseguire la sua passione: Sam Schmidt. Nel 2000, in preparazione alla stagione di Formula Indy dopo che nel 1999 conquistò la sua prima vittoria, ebbe un gravissimo incidente che lo rese tetraplegico. Da allora non si è dato per vinto, ed ora guida tranquillamente. Leggi qui tante altre curiosità sul mondo delle auto.

COME MANOVRA L'AUTO A pensare una tecnologia che potesse permettere a Sam di comandare l'auto è stata la Arrow Electronics, che ha cercare di sfruttare l'unica parte del corpo che l'ex pilota riesce a muovere: la testa. Grazie ad una serie di sensori e telecamere ogni movimento è tracciato, sia quello degli occhi che della testa stessa, ed un'intelligenza artificiale traduce questi input in ordini per direzionare l'auto. L'accelerazione o la frenata, invece, sono garantite grazie al soffiare o aspirare da una cannuccia, rispettivamente. Questo agglomerato di tecnologia ha permesso a Sam Schmidt di tornare nuovamente in pista a partire dal 18 maggio del 2014, 14 anni dopo il suo incidente, con il suo secondo “battesimo della pista” sull'Indiana Motor Speedway.

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