Saldi di fine stagione per Chrysler, Jeep e Dodge

Abbondano le offerte di vetture appartenenti ai marchi americani recentemente acquisiti da Fiat. Alcune sono buone proposte, altre sembrano tali. Meglio approfondire.

14 luglio 2010 - 12:50

Come già avevamo anticipato il 28 giugno (“Semaforo giallo per Lancia e Chrysler: qualche nube sulle reti”), la sparizione del marchio Chrysler da gran parte dell'Europa sta provocando un crollo dei prezzi di vendita degli esemplari di vetture Chrysler, Jeep e Dodge nuove e km zero ancora da smaltire, che vengono offerti con forti sconti dalla rete ufficiale e, soprattutto, da numerosi importatori e rivenditori indipendenti sparsi in tutta Italia.

Un salonista di Cinisello Balsamo (alle porte di Milano), per esempio, propone la Dodge Nitro a benzina in versione 3,7 litri da 205 CV con uno sconto del 45% rispetto al listino ufficiale e alcune Journey 2.4 con un taglio del 32%, mentre un concessionario ufficiale di Pordenone offre esemplari di Nitro a gasolio 2.8 CRD in vari allestimenti con ribassi dal 34 al 36,8%. A Valmadrera (vicino a Lecco) abbiamo trovato una Chysler Sebring 2.0D 140 CV Sedan km zero a 18.300 euro, circa la metà del listino. A Latina, un commerciante propone una Jeep Cherokee 2.8 CRD km zero con cambio automatico a 29.950 euro, il 25% meno del prezzo pieno di 39.980 euro.

Insomma, in questo momento l'Italia pullula di superofferte di esemplari della casa americana, che uscirà profondamente cambiata dalla fase di “lavori in corso” ideata da Marchionne. E a questo proposito, sarebbe meglio cambiare il messaggio di benvenuto che i navigatori trovano oggi sul sito Chyrsler italiano (“Nel tuo futuro, c'è Chrysler”), che suona quantomeno beffardo per un marchio il cui ricordo è destinato ad affievolirsi.

Ma tornando alle offerte, alcune sono abbastanza allettanti, a patto di mettere in conto che acquistare oggi un'auto di un marchio destinato a cambiar pelle significa comunque mettersi in casa un oggetto ad alto rischio, in futuro, di pesanti svalutazioni da usato. Altre proposte, invece, prima di staccare un assegno e portarsi via il “saldo”, meritano un'attenta valutazione di alcuni aspetti che possono nascondere incognite.

Il primo è che molte di queste vetture sono di importazione, quindi è meglio sincerarsi che si tratti di auto davvero nuove da immatricolare o di vere km zero, e non di esemplari recentissimi ma che hanno già percorso un po' di strada con successiva alterazione del contachilometri.

Inoltre, vanno verificati gli allestimenti, che possono variare rispetto agli esemplari ufficiali italiani, e i documenti di origine estera, compreso l'indispensabile certificato di garanzia internazione, senza il quale gli interventi gratuiti per difetti di conformutà potrebbero risultare problematici

Il terzo aspetto da valutare è che il prezzo da saldo, come ci è capitato di vedere in un'autosalone pugliese per una Dodge Nitro 2.8 CRD nuova, non sia valido solo in abbinamento a un finanziamento obbligatorio, il cui tasso d'interesse, secondo il classico schema dello “specchietto per le allodole”, potrebbe mangiarsi una buona fetta dello sconto.

Insomma, come spesso accade, l'”offertona irripetibile” può essere in realtà assai meno allettante di quel che sembra e, anzi, in qualche caso può nascondere la classica fregatura dalla quale stare alla larga.

1 commento

Bruno
14:47, 16 luglio 2010

Le vendite del gruppo Chrysler in Italia erano da molto tempo in forte calo: ben prima dell'acquisizione da parte di Fiat e, a maggior ragione, ben prima della recente notizia di voler sostituire, in certi mercati europei (tra cui quello italiano), il marchio Chrysler con quello Lancia, bisognoso di rilancio. Tuttavia tale notizia non è ancora nota a tutti poichè riportata solo da pochi giornali di settore e comunque inserita in articoli in cui si parla, più in generale, dei futuri programmi produttivi Fiat per la Casa americana. Occorre comunque sottolineare che in Gran Bretagna e Irlanda il Marchio Chrysler rimarrà perchè da molti anni rifiutano il marchio Lancia- Fiat (la ruggine delle Beta ed altro, hanno lasciato il segno).

Il marchio Jeep non è invece in discussione poichè è quello più conosciuto ed apprezzato nel mondo per i 4×4 (a Torino si fregano le mani per averlo acquisito e speriamo non faccia la fine di Alfa e Lancia). Lo stesso vale per Dodge, marchio legato a vetture di forte immagine USA che risultano gradite anche in Europa per chi si vuol distinguere dalla massa.

In buona sostanza, la scarsamente diffusa notizia della prevista sostituzione del marchio Chrysler con quello Lancia, a prescindere dalla discutibile validità strategica della mossa, non può che incidere attualmente in modo assai marginale sui mega sconti praticati da concessionari ed importatori indipendenti.

I veri motivi vanno ricercati altrove: il calo generale del mercato che ha coinvolto di più certi marchi specialistici o di nicchia, la crisi che ha colpito il gruppo Chrysler (insieme a GM), ben pubblicizzata da tutte le reti TV, ben prima dell'arrivo ufficiale della Fiat. Anzi, l'acquisizione da parte della Casa torinese, facendo intravedere un futuro più sicuro (almeno in teoria) per il gruppo americano avrebbe dovuto avere, almeno in casa nostra, l'effetto contrario per il prodotto Chrysler, ormai considerato “quasi italiano”. Forse è il primo “passo falso” degli uomini di Marchionne.

Comunque, se si acquista un'auto nuova con il 35-45% di sconto è sempre un bel colpo che non capita tutti i giorni e credo non interessi a nessuno l'eventuale, futura (tra quanti anni?) maggiore svalutazione dell'usato!

Resta da vedere quanto inciderà, a medio e lungo termine, soprattutto negli USA, la parentela di questi gloriosi marchi americani con la Fiat che al di fuori dei confini nazionali non ha mai goduto di buona immagine.

Bruno Pellegrini

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