Promozioni auto poco chiare: 650 mila euro di multa a FCA, Nissan e Toyota

Indicazioni lacunose e messaggi ingannevoli: è per questo che l'Antitrust ha multato FCA, Nissan e Toyota per le loro campagne promozionali

10 maggio 2016 - 14:49

L'informazione corretta è fondamentale in un mercato moderno e veramente concorrenziale (condizione molto lontana quando c'è un cartello come quello creato dai componentisti giapponesi) ed è per questo che l'Antitrust ha sanzionato FCA, Nissan e Toyota: le loro campagne promozionali erano ambigue e potevano indurre errori di valutazione nei consumatori.

NON AD OGNI COSTO Fra le cause del perdurante buon andamento del mercato italiano (leggi del mercato Italia ad aprile, ancora positivo) sono da annoverare sicuramente le campagne promozionali messe in atto da molti costruttori. La positività di queste iniziative non deve però andare a scapito della correttezza commerciale: i consumatori devono infatti ricevere tutte le informazioni necessarie per valutare le condizioni economiche e merceologiche di un eventuale acquisto (leggi, per esempio, le normative del codice del Consumo). L'Antitrust ha sanzionato FCA, Nissan e Toyota proprio perché le informazioni da loro fornite sono state giudicate lacunose e perfino ingannevoli: la lettura del Bollettino N.: 15 dell'Antitrust, datato 9 maggio 2016, è istruttiva in tal senso. La campagna “Fiat Tua con 7900 euro” (attiva fino all'ottobre 2015), per esempio, è stata giudicata negativamente perché “FCA, nell'indicare il costo dell'autovettura in promozione, omette di precisare contestualmente che lo stesso è riservato solo a chi sottoscrive un contratto di finanziamento rateale con la società FCA Bank S.p.A., per un prezzo finale notevolmente superiore rispetto a quello indicato nel messaggio pubblicitario. Tale obbligo, infatti, risulta esplicitato al consumatore solo da una nota fornita in ridotti caratteri grafici sul sito internet e in modo non intellegibile nel corso degli spot diffusi via radio e televisione”, con particolare riferimento a quelli radiofonici, “privi di qualsiasi avvertenza idonea a precisare il prezzo inclusivo del finanziamento e il Tan e Taeg applicati”. FCA Italy ha comunicato di aver aggiunto ai propri spot, a partire dall'8 gennaio 2016, la dicitura “oltre oneri finanziari” ma questo non ha salvato il costruttore, dato che si è continuato ad omettere che il prezzo pubblicizzato era accordato soltanto a chi accedeva al finanziamento. La condotta scorretta si è inoltre protratta nel tempo (dall'aprile 2015 al 30 marzo 2016, data dell'ultima rilevazione) e questo ha portato ad una sanzione di 300.000 euro.

LE LACUNE CHE TI PERDONO A Nissan vengono attribuite condotte analoghe: “una pratica commerciale consistente nel presentare in modo lacunoso e ambiguo il costo complessivo delle autovetture pubblicizzate nelle varie versioni (in particolare, “Juke”, “Micra”, “Note”, “X-Trail”) e, nello specifico, le informazioni circa le modalità di pagamento e il calcolo del prezzo, diffuse tramite il proprio sito internet www.nissan.it e a mezzo televisione”. Anche in questo caso il sito evidenziava un prezzo allettante mentre le condizioni del finanziamento erano riportate con caratteri molto più piccoli e in basso nella pagina; un asterisco rimandava poi ad una nota ancor meno leggibile. Condizioni simili erano riscontrate anche negli spot televisivi. Le valutazioni dell'Antitrust sono analoghe a quelle espresse per la campagna FCA: “i messaggi in esame, così come tuttora pubblicizzati, risultano del tutto inidonei ad informare correttamente i consumatori, inducendoli in errore sul prezzo al quale è effettivamente possibile acquistare la vettura in promozione nonché sul costo del credito” e la difesa della Casa, che ricordava come tutte le informazioni necessarie fossero comunque presenti, non è stata giudicata sufficiente. L'autorità ha infatti ricordato che il prezzo “non può essere presentato in modo parcellizzato o altrimenti confusorio, considerata la sua rilevanza nell'orientare il comportamento economico del consumatore” e ha deciso di irrogare una sanzione pari a 150.00 euro.

MA QUANTO PAGO? Condotte irregolari molto simili sono state imputate anche a Toyota, ad esempio nella dichiarazione: “Con Pay per Drive tutto a 9.450€” relativo alla Aygo. Il prezzo finale non soltanto andava maggiorato degli oneri del finanziamento ma esso valeva “esclusivamente per chi richiede un finanziamento per la rateazione” e non si applicava a chi pagava in contanti. Toyota ha poi cambiato i testi, evidenziando le circostanze con la dicitura “oltre oneri finanziari – con finanziamento pay per drive” ma ha continuato non indicare chiaramente che “la cifra pubblicizzata non rappresenta né il prezzo senza finanziamento (che risulta significativamente maggiore), né il prezzo finale da corrispondere a seguito del finanziamento (che ugualmente risulta maggiore di quello pubblicizzato in ragione del tan e taeg applicati)”. L'Authority ha inoltre evidenziato – come negli altri casi – che il Web è uno strumento adatto per convincere un eventuale acquirente (leggi della multa a Renault per le Dacia vendute on line) al pari della televisione e della carta stampata e, in considerazione del notevole numero di persone raggiunte da questi messaggi multicanale, ha sanzionato Nissan con 200.000 euro.

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