Prodotta la prima Nissan Leaf. Ma in Italia il lancio potrebbe tardare

Via libera alla produzione della "zero emissioni" Nissan Leaf, che verrà lanciata in quattro Paesi europei più Giappone e Stati Uniti. Per l'Italia, appuntamento è rimandato

22 ottobre 2010 - 22:00

Dallo stabilimento Nissan di Oppama (Giappone) è uscita oggi (22 ottobre) la prima vettura elettrica Leaf di serie destinata alla commercializzazione. Si tratta del primo dei 50 mila esemplari di Leaf che verranno costruiti nel sito nipponico, la cui produzione verrà interamente destinata all'area asiatica. Dagli altri due stabilimenti, ubicati a Sunderland (Inghilterra, attivo dalla fine del 2012 e che a regime produrrà 50 mila Leaf all'anno) e a Smyrna (Stati Uniti, nel 2013, 150 mila auto), usciranno rispettivamente le vetture destinate ai primi quattro Paesi europei designati per il lancio della Leaf nel vecchio continente (Irlanda, Olanda, Portogallo e Regno Unito) e quelle destinate al mercato nordamericano.

La scelta dei Paesi europei dove far esordire la Leaf è stata dettata principalmente dall'esistenza, in quei mercati, di un'atteggiameneto favorevole alla diffusione delle auto elettriche che si è tradotto nel varo di incentivi governativi per chi le acquista secondo lo schema della tabella che pubblichiamo e nell'avvio della realizzazione delle infrastrutture necessarie al loro utilizzo.

Secondo le dichiarazioni di Andrea Alessi, amministratore delegato di Nissan Italia, il lancio della Leaf nel nostro Paese, inizialmente previsto a fine anno e già posticipato a metà 2011, potrebbe essere ulteriormente rimandato. Alessi l'ha comunicato il 22 ottobre a Roma durante l'annuale convegno La Capitale Automobile

L'Italia, purtroppo, brilla per la mancanza di una politica governativa ben definita sulle auto a “zero emissioni” che, a meno di un deciso impulso volto a recuperare il tempo perduto, potrebbe tradursi in significativi ritardi nell'avvio della commercializzazione di questi veicoli.

Secondo indiscrezioni provenienti dagli ambienti governativi, questa situazionee sarebbe causata dalla mancanza di fondi governativi da investire in incentivi per l'acquisto delle vetture e per la realizzazione delle infrastrutture.

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