Nel Gruppo Psa (Peugeot e Citroen) entra il gruppo cinese Dongfeng

Per rafforzarsi nel mondo, alleanza con la cinese Dongfeng: previsti 2-3 modelli l'anno

24 febbraio 2014 - 13:02

Peugeot è il nome di una antica famiglia di Montbeliard, cittadina tra la Svizzera, la Borgogna e l'Alsazia, che nel 1810 vide la nascita del primo nucleo del futuro impero Peugeot. Nel 1858 le officine Peugeot contavano 500 dipendenti e i suoi prodotti vennero fregiati del marchio raffigurante un leone. Fondata nel 1889 ha usufruito nel tempo delle intuizioni felici del pioniere Armand Peugeot (morto nel 1915 a Parigi) culminate nelle tre vittorie ad Indianapolis, nella realizzazione di modelli importanti come la 201, la 402 B, la 203, la 403, la 404, la 504, la 304, la piccola 104 e la 604 presentata a Ginevra nel 1975. Poi nel 1974 Peugeot assunse il controllo della Citroën che aveva presentato la sua prima auto ai Campi Elisi nel 1919 (la tipo A) ed il fondatore, l'estroso Andrè, volle sulla calandra della vettuta il segno stilizzato degli ingranaggia chevron (ingranaggi bielicoidali) di cui possedeva il brevetto. Questa in sintesi la storia dei due marchi contraddistinti oggi dalla sigla Psa e caratterizzati da evidenti problemi economici e di mercato. Nel 2013 il Gruppo Psa in Europa ha venduto 1.342.061 unità (- 8,5%) di cui 740.411 Peugeot ( – 6,7%) e 601.650 Citroën (- 10,5%).

NUOVA ERA NEL 2014 PER IL LEONE E PER CHEVRON – Il primo costruttore auto della Francia apre una nuova era nella sua storia, con l'ingresso nel capitale dello Stato francese e del gruppo cinese Dongfeng. Psa, dunque, sulla rotta di Marco Polo. Una decisione che mette fine al controllo che la famiglia Peugeot esercitava da oltre due secoli sull'azienda, nata con la produzione di utensili. La famiglia Peugeot, la cui quota è del 25,4%, vedrà scendere la sua partecipazione allo stesso livello dei due nuovi partner. Inizialmente divisa, la dinastia Peugeot sembra essersi rassegnata a perdere il controllo di PSA. Ma anche il doppio diritto di voto, che oggi le assicurava il 38,1% dei suffragi. A corto di liquidità da due anni, il Gruppo era alla ricerca di un partner industriale.

PATRIOTTISMO ECONOMICO ED INDUSTRIALE – L'ingresso dello Stato nel capitale del gruppo francese Psa, insieme ai cinesi di Dongfeng, è una “decisione di patriottismo economico e industriale”, ha sottolineato il ministro francese per il Rilancio Produttivo, Arnaud Montebourg. Prima di aprire il capitale ai due nuovi azionisti, il costruttore aveva già applicato una serie di misure per ridurre i costi e migliorare la reddittività delle sue fabbriche. La misura più emblematica fu la chiusura della fabbrica di Aulnay-sous-Bois, nella regione di Parigi, ma anche il taglio di oltre 11.200 posti di lavoro in Francia.

MATRIMONIO CINESE PER PSA – Nozze cinesi per il Gruppo francese Psa (Peugeot-Citroën che da marzo sarà guidato da Carlos Tavares (ex Nissan). L'ex capo di Renault apporterà a Psa una notevole visione internazionale ed una cultura industriale mista. Sostituirà Philippe Varin che non riuscì a concludere un accordo con Mitsubishi e che strinse un matrimonio sterile con General Motors.

PARTNERSHIP PER ACCELERARE LA GLOBALIZZAZIONE – L'ufficializzazione della partnership industriale e commerciale con la cinese Dongfeng e l'aumento di capitale di 3 miliardi di euro, aprono la strada ad una serie di progetti per migliorare la competitività ed accelerare la globalizzazione. Evidente il rafforzamento di Psa in Cina e in Sud-Est asiatico (Asean) anche attraverso sinergie industriali con Dongfeng, con risparmi di 400 milioni di euro all'anno fino al 2020. Previsto il lancio di 2-3 nuovi modelli all'anno per tutti e tre i marchi (Peugeot, Citroën e quello della JV cinese Dongfeng Peugeot-Citroën Automobile Limited, in atto dal 1992). Un accordo che lascia Psa di procedere in libertà nello sviluppo di partenariati con altri costruttori. Previsto anche il varo di una nuova joint venture per incrementare le vendite di autoveicoli Psa e Dongfeng in Asia (esclusa la Cina) e, potenzialmente, in altri mercati emergenti. L'obiettivo è quello di sfruttare la forte crescita delle economie dell'area Asean utilizzando le similitudini delle gamme di prodotti per questi mercati rispetto a quelle per il mercato auto cinese. Per ciò che riguarda l'Europa il rafforzamento della posizione competitiva di Psa passerà attraverso l'impulso del suo sviluppo e il finanziamento di un programma d'investimenti strategici. Il comune impegno è quello di creare un sistema comune di Ricerca e sviluppo dedicato a prodotti e tecnologie per i mercati ad alta crescita, tra cui la Cina. Rimane immutata l'alleanza con General Motors in Europa, che fornirà una fonte supplementare di crescita e sinergie stimate in 1,2 miliardi di euro fino al 2018 divisi equamente tra i due gruppi.

GLI ALTRI MATRIMONI DI CONVENIENZA – Decisamente numerosa la rete di collaborazioni. Dagli incroci azionari fra Renault e Nissan, alle nozze Hyundai-Kia, l'intesa fra Mazda e Peugeot per produrre citycar in Repubblica Ceca, la fusione Chrysler-Fiat. A gonfie vele l'accordo fra Mercedes con Renault e Nissan (quest'anno si vedranno le nuove Smart e Renault Twingo realizzate su una piattaforma comune a Novo Mesto in Slovenia), Bmw e Toyota lavorano insieme ad una nuova generazione di vetture sportive e sulla tecnologia ad idrogeno). Volvo è stata acquisita da una azienda cinese. Geely e Volvo stanno ampliando la loro partnership lavorando attorno ad una nuova vettura di taglia compatta in grado di rispettare gli standard sulla sicurezza e sulla qualità produttiva in tutti i principali mercati globali, Europa compresa. L'auto è in fase di sviluppo in Svezia e vedrà la luce tra qualche anno. Collaborazione anche fra Fiat e Mazda. Ma non mancano i matrimoni falliti come quello di Volkswagen e Suzuki pur detenendo il Gruppo VW il 19,9% del marchio giapponese.

COSA VEDREMO A GINEVRA – Peugeot accenderà i riflettori, il 4 marzo, nella prima delle due giornate stampa, sulle anteprime mondiali, la concept car 308R e la RCZ R e sulla piccola 108. Citroën alzerà i veli sulla nuova generazione di C1, nata in condivisione con Peugeot e Toyota. Ed ancora il crossover C4 Cactus, la versione Adventure, prototipo destinato a rivelare l'aspetto della futura C4 Cactus ad assetto rialzato con gli Airbump, su cui state applicate speciali protezioni rinforzate. E poi la C5 Cross Tourer,versione crossover della C5 e dalla DS 5 LS dedicata al mercato cinese.

1 commento

oscar
16:58, 24 febbraio 2014

Il mondo auto è sempre più aperto agli accordi al di fuori dei nazionalismi che riducono il cambio di azione e di mercato delle aziende automobilistiche. In Italia avremmo gridato alla svendita al disastro industriale.

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